Paradiso e inferno - Jón Kalman Stefánsson - copertina

Paradiso e inferno

Jón Kalman Stefánsson

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Traduttore: Silvia Cosimini
Editore: Iperborea
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 25 maggio 2015
Pagine: 240 p.
  • EAN: 9788870911909
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Gaia la libraia

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È l'Islanda, dove le forze primordiali della natura rendono i destini immutabili nel tempo, il luogo di questo racconto di gente di mare persa nell'asprezza dei giorni e delle notti, di un ragazzo segnato dalla solitudine, e del suo grande amico Bárour, pescatore di merluzzo per necessità, ma in realtà poeta, sognatore, innamorato dei libri e delle parole, le uniche in grado di "consolarci e asciugare le nostre lacrime, sciogliere il ghiaccio che ci stringe il cuore". Parole che possono anche essere fatali: come per Bárour, rapito da quel verso del Paradiso perduto di Milton che ha voluto rileggere prima di imbarcarsi, al punto da dimenticare a terra la cerata, correndo il rischio di trovare una morte invisibile e silenziosa come quella dei pesci. Storia di tragedia e di ritorno alla vita all'inseguimento di un destino diverso, "Paradiso e inferno" è un'avventura iniziatica, un viaggio metafisico, la ricerca di un senso e di uno scopo alto nella vita, ma soprattutto un inno al potere salvifico delle parole. Con una scrittura magnetica che decanta l'essenziale, Jón Kalman Stefánsson racconta con infinita tenerezza un'amicizia, la storia di due ragazzi che si innalza in una sfera magica sopra il frastuono del mondo, per ricordare che la vita umana è sempre una gara contro il buio dell'universo, in cui "non abbiamo bisogno di parole per sopravvivere, ne abbiamo bisogno per vivere".
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    Francesca

    02/12/2020 08:47:35

    Ho letto e apprezzato tutti i libri di Stefansson pubblicati da Iperborea e questo secondo me è il più bello. Primo capitolo di una trilogia che è un meraviglioso viaggio di formazione. Il protagonista è il Ragazzo, pescatore per necessità ma poeta nell’animo, che nonostante il dolore, la fatica e un ambiente ostile come è quello dell’Islanda in inverno, non perde mai la sua capacità di sognare e di credere al potere salvifico delle parole e della letteratura. Bellissime e vive anche le descrizioni del paesaggio. Assolutamente consigliato a chi ama le ambientazioni nordiche e la lettura lenta, senza grandi colpi di scena o “effetti speciali” ma tanta poesia.

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    davide b

    11/05/2020 12:51:31

    Un viaggio cupo, intenso, nella gelida Islanda . Un viaggio all’interno alle intemperie della propria anima.

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    passenger1976@gmail.com

    11/12/2019 20:18:05

    il miglior libro dell'autore. letto prima di un viaggio nel paese. riesce a scollarsi dalla rappresentazione bozzettistica per arrivare a occuparsi di un paesaggio dinamico e di tensioni e intensità.

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    Martina

    03/10/2019 12:36:04

    “Forse l’inferno è una biblioteca e tu sei cieco.” Stefansson non delude: l’Islanda, un villaggio di pescatori, il mare che divora e risucchia ogni cosa, un ragazzo senza nome e il richiamo dell’aldilà. Un racconto di morte ma anche di vita che rifiuta di lasciare la presa, costruito con una poesia struggente che è ormai il marchio di uno scrittore imperdibile.

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    Jacob

    23/09/2019 12:48:42

    Un libro che merita di essere letto e il suo autore merita tutta la mia stima e considerazione per aver messo per iscritto una storia densa di poesia.

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    Simona Pi

    20/09/2019 09:55:04

    Questo romanzo è perfetto. Stefánsson racconta con infinita tenerezza un’amicizia struggente tra un ragazzo e un pescatore con il cuore colmo di poesia. Racconta la durezza della vita, la bellezza di una terra selvaggia, il potere salvifico delle parole. Affascina e rapisce la capacità lirica di questo scrittore. " Forse il senso di quel racconto era proprio resuscitare Bàrour dalla morte, fare irruzione nel regno dei morti armato di parole. Le parole possono avere il potere dei troll e possono abbattere gli dei, possono salvare la vita e annientarla. Le parole sono frecce, proiettili, uccelli leggendari all'inseguimento degli dei, le parole sono pesci preistorici che scoprono un segreto terrificante nel profondo degli abissi, sono reti sufficientemente grandi da catturare il mondo e abbracciare i cieli, ma a volte le parole non sono niente, sono stracci usati dove il freddo penetra, sono fortezze in disuso che la morte e la sventura varcano con facilità."

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    Tonia

    11/03/2019 21:22:39

    Un libro poetico, una storia stuggente, una scrittura che ti fa amare subito questo romanzo.

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    Alessandro

    09/03/2019 07:46:38

    Non ho molto da dire su questo libro, soltanto che si tratta di un vero capolavoro scritto da uno dei piú talentuosi scrittori islandesi contemporanei, recentemente candidato anche al Premio Nobel. É il primo volume di una trilogia ambientata in Islanda a cavallo tra il XIX e il XX secolo con protagonista "Il ragazzo" , un giovane rimasto orfano che per vivere lavora come pescatore in una baracca vicino al mare. Merita leggere questa storia anche solo per lo stile di scrittura adottato dall'autore, un mix di prosa e poesia sapientemente orchestrato. UN CAPOLAVORO DELLA LETTERATURA CONTEMPORANEA.

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    Alessandra

    18/09/2018 13:50:03

    Libro meraviglioso ed estremamente poetico; uno dei libri più belli letti quest'anno. Sicuramente recupererò altro dell'autore.

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    Serena

    27/11/2017 11:43:22

    Questo libro ha toccato delle corde molto intime dentro di me in modo del tutto inaspettato. La scrittura, i personaggi, le ambientazioni, tutto ha un che di delicato e di fragile ed è allo stesso tempo ruvido, onesto, impietoso. Mi sono innamorata di tutti i personaggi, specialmente del ragazzo e di GeirPrudur, due figure molto diverse e bellissime. La vicenda ha un sapore epico e poetico ma non mi è mai risultato noioso o pedante, anzi. Paradiso e inferno secondo me pone molti quesiti di natura esistenziale e la cosa straordinaria è che allo stesso tempo è anche in grado di rispondervi, attingendo a una saggezza tutta nordica.

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    GABRIELLA

    07/09/2017 20:24:28

    una reale ma poetica spoon river ma di vivi abitanti di uno sperduto villaggio islandese. mi ha conquistato!

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    Marina

    29/07/2017 13:30:35

    Avevo molte aspettative,invece ho fatto fatica a finirlo...lento e noioso,non è il mio genere...mi ha messo angoscia...per me è no.

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    valerioboing

    07/01/2017 09:36:03

    Un libro che lascia il segno. La narrazione si sviluppa in 24 ore ma sembra un secolo...Lo consiglio, un gran bel libro.

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    Lollilot

    15/07/2015 08:05:23

    A volte si pensa che i giorni scorrano tutti uguali, ma a volte un giorno solo ha la profondità di una vita e lascia il segno indelebile. E questo romanzo si svolge nell'arco di un giorno e poco più. Lo scrittore lo descrive in modo così eccellente che sembra trascorra una vita. Non è un romanzo, ma una poesia. In alcuni punti non riuscivo a procedere nella lettura, poiché il periodo era così intenso, le parole così bene scelte e mescolate che mi occorreva assaporarle bene, molto bene, per coglierne tutta la loro bellezza e raffinatezza. Ecco, di certo è un romanzo per lettori molto raffinati ed esigenti, gli altri forse neppure se ne accorgerebbero di quanta maestria esprime l'autore. Purtroppo, come è stato consigliato dal signor Enrico, non mi sono accorta che questo romanzo fosse il capitolo primo di una trilogia: l'ho scoperto solo dopo e non potrò leggerlo tutto di un fiato. E me ne spiace molto. Ho già prenotato però i romanzi successivi. Invece non ho ben compreso la critica di parla di due squadre: abbiamo letto il medesimo libro? L'unica partita che si gioca è quella della vita, ma mica la vita è quella che cosa ci passa accanto mentre noi facciamo altro. I protagonisti, qui, vivono tutti e tanto, nella loro pur vera semplicità. Quando non si è protetti dalle mura cittadine, quando gli elementi sferzano così l'uomo, non posso che inciderlo in profondità. E la frase che accompagna il romanzo "Nulla mi è delizia, tranne te", rimane scolpita nel cuore per giorni e giorni, anche dopo aver riposto il libro sullo scaffale della libreria. Mi chiedo se mai se andrà dal mio cuore.

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    enrico.s

    06/07/2015 11:46:41

    Questo è il primo capitolo di una trilogia ("La trisetzza degli angeli" e "Il cuore dell'uomo", sono il secondo e il terzo), che io consiglio di leggere tutta d'un fiato. Il ciclo delle tre opere può essere iscritto sotto il genere del "romanzo di formazione", dato che racconta la vicenda di un anonimo protagonista ("il ragazzo", viene sempre chiamato), che incontriamo all'inizio di una gelida primavera islandese di fine ottocento, solo, disperato per la perdita del suo migliore amico, alla ricerca del miglior modo per lasciarsi morire anche lui, e che abbandoniamo, a malincuore, alla fine dell'estate, altrettanto gelida, dopo vicissitudini ed esperienze che gli restituiscono il senso del vivere. Però il romanzo è molto di più di un bildungsroman: alla trama principale, infatti, vanno aggiunte storie e personaggi collaterali indimenticabili. Bellissima anche la ricostruzione del contesto ambientale (fatto di neve, freddo, vento, nebbia, e però anche di luminose giornate estive) resa attraverso una splendida cifra stilistica, molto personale e originale nel panorama letterario contemporaneo, fatto, ahimè, di lingue sempre più omogenizzate ed appiattite su registri "bassi". Notevole anche il modo in cui vengono trattati temi di carattere morale e filosofico, attraverso la proposizione di tante domande e nessuna risposta diretta, lasciando al lettore la libertà di interrogarsi e trovarle da sé. Insomma, una bella scoperta, che, tra l'altro, mi ha fatto invaghire dell'Islanda...peccato solo per il finale (del terzo libro della trilogia), forse un filo troppo "romanzesco"; ...resta comunque il giudizio più che positivo nei confronti di questo ottimo scrittore e della sua opera, tanto che mi sarebbe piaciuto avesse scritto anche un quarto o un quinto capitolo della "saga del ragazzo". Buona lettura.

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    champaosel

    17/02/2015 09:05:51

    scabro, profondo, potente, implacabile. assolutamente da leggere.

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    francesco v

    07/01/2015 10:24:31

    Libro magico, sia dal punto di vista narrativo che stilistico, nelle prime 50 pagine.. Ma il resto del libro scorre come una partita di calcio in cui dopo venti minuti una delle due squadre è in vantaggio 6-0

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    Roberta

    26/08/2014 12:58:36

    Ogni pagina è un dono. La storia è semplice e struggente, raccontata con una maestria che lascia senza fiato. Da leggere e rileggere, da regalare e consigliare.

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    SG

    07/02/2014 10:42:56

    Commovente, epico, suggestivo, con inaspettati tocchi di umorismo. Nonostante il registro lirico - che potrebbe disorientare chi si aspetta una scrittura più tradizionale - è un libro estremamente scorrevole e avvincente.

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    lory

    30/01/2013 15:28:59

    Bellissimo! riporto: "La vita umana è sempre una gara contro il buio dell'universo, in cui non abbiamo bisogno di parole per sopravvivere, ne abbiamo bisogno per vivere". Un inno all'amicizia, all'amore, alla vita, alla lettura in una terra fredda e solitaria come l'Islanda.

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"Alcune parole sono capaci di cambiare il mondo, di consolarci e di asciugare le nostre lacrime. Alcune parole sono palle di fucile, altre note di violino. Alcune possono sciogliere il ghiaccio che ci stringe il cuore, e poi si possono anche inviare in aiuto come squadre di soccorso quando i giorni sono duri da affrontare e noi forse non siamo né vivi né morti". Paradiso e inferno di Jón Kalman Stefánsson è un romanzo epico e atemporale, ambientato in un momento imprecisato del secondo Ottocento in una terra aspra ai confini del mondo, dove l'individuo quotidianamente deve combattere con una natura ostile e più forte di lui, ma che nella sua spaventosa grandiosità riesce a procurare emozioni fortissime in chi possiede una sensibilità in grado di entrare in sintonia con il sublime. Barthur è un giovane pescatore, forte e coraggioso, amante della vita e, soprattutto, della poesia. L'amore per la parola, scritta e ascoltata, lo rende unico tra i suoi compagni, uomini semplici, abituati a una quotidianità fatta di poveri gesti, consuetudini antiche, lavoro duro. Insieme agli altri pescatori affronta fatica e rischio in battute di pesca al merluzzo in un mare gelido, inospitale, ma che "talvolta è talmente amichevole che si scende fino a riva per accarezzarlo", e di cui non c'è niente di più bello, "nelle giornate serene o nelle notti terse, quando anche lui sogna e la luna è il suo sogno". Tra di essi ce n'è però uno, il ragazzo, che lo ammira profondamente e farebbe qualsiasi cosa per compiacerlo e per poter ascoltare dalla sua bocca le sublimi parole dei poeti, di cui ha compreso la forza e il potere che hanno sugli esseri umani. Un giorno Barthur, intento alla lettura del Paradiso perduto di Milton, di cui vuole mandare a memoria dei versi, dimentica a terra la cerata. Quando una spaventosa tempesta sopraggiunge e sta per rovesciare la barca, i suoi compagni capiscono che per lui non c'è più nulla da fare e sono costretti a lasciare che il suo maglione si impregni di acqua gelata e che, lentamente, i flutti ghiacciati se lo portino via. Il ragazzo, disperato, vorrebbe uccidersi per ricongiungersi con l'amico, suo unico affetto al mondo, non prima però di aver restituito il libro fatale al capitano Kolbein, che vive, ormai vecchio e cieco, in una locanda in un remoto villaggio in fondo a un fiordo. Inizia così la seconda parte del romanzo, non meno epica e avventurosa della prima. Il ragazzo lascia il vero paradiso perduto, la sicurezza della baracca-ricovero dei pescatori prima e dopo le uscite in mare, dove ogni gesto, ogni parola è antica, scontata e i rapporti tra gli uomini sono schietti, onesti, certi. Cammina a lungo, attraverso lande innevate e inospitali, in una solitudine totale e tuttavia non così estranea a chi come lui è abituato ai grandi spazi aperti, alla luce delle stelle, all'urlo del vento e alla furia del mare. L'inferno lo trova nella locanda, piena di gente, di fumo, di rapporti falsi e di parole non dette. Vi incontrerà un'umanità tormentata, dai rapporti non limpidi, molto lontana dal suo mondo di semplici pescatori. Qui, però, oltre al vecchio capitano amante dei libri, vivono due donne stravaganti e straordinarie, che gestiscono la locanda e la vita al suo interno in maniera del tutto originale, totalmente noncuranti del giudizio del mondo e delle sue convenzioni. Attraverso le cure e le attenzioni di ogni genere che esse gli dedicano, il ragazzo supera il suo istinto suicida e ritrova pian piano la voglia di vivere, pronto ad accettare la vita con il suo carico di dolore e di contraddizioni, consapevole che può esistere una sofferenza a cui né le parole né un indumento caldo possono portare conforto. Elena Rossi
  • Jón Kalman Stefánsson Cover

    Ex insegnante e bibliotecario, si dedica alla poesia prima di passare alla narrativa, distinguendosi subito per una lingua di singolare ricchezza evocativa e diventando uno dei più amati scrittori nordici. Attraverso potenti affreschi dell’Islanda di ieri e di oggi, i suoi romanzi affrontano le grandi domande dell’uomo, la vita, l’amore, il senso ultimo dell’esistenza, il potere dell’arte e della letteratura. Più volte nominato al Premio del Consiglio Nordico, con Luce d’estate ed è subito notte ha ricevuto il Premio Islandese per la Letteratura. Iperborea ha pubblicato la trilogia Paradiso e inferno (2015), La tristezza degli angeli (2012),  Luci d'estate ed è subito sera (2013), Il cuore dell’uomo (2014),... Approfondisci
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