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Hilal Jamil e Pappe Ilan , Parlare con il nemico. Narrazioni palestinesi e israeliane a confronto , ed. orig. 2003, trad. dall'inglese di2004
Cinque studiosi israeliani e cinque palestinesi si confrontano attraverso dieci "narrazioni-ponte". Si può definire narrazione-ponte il consapevole sforzo storiografico compiuto da storici appartenenti a società dilaniate da prolungati conflitti interni ed esterni per andare al di là di narrazioni e storiografie in guerra tra loro. La navigazione degli storici nelle trame del presente - spiegano i due curatori - è motivata dal desiderio di modificare gli eventi del presente. Ciò richiede non soltanto che essi siano "presenti", ma che abbiano un punto di vista relativistico sulla storiografia, un approccio critico alle ideologie dominanti e una precisa consapevolezza della contestualità storica. Il processo di narrazione-ponte è iniziato con l'emergere di quella che in Israele si conosce come "nuova storiografia". L'innovativo orientamento storiografico di alcuni storici israeliani ha del resto ridotto il divario tra le due narrazioni nazionali. Nelle file degli storici israeliani cosiddetti "revisionisti", i positivisti erano però convinti che il discorso dell'evidenza documentaria servisse a costruire un ponte, mentre i più relativisti preferivano arrivare al medesimo risultato affidandosi al discorso della fiducia. La "nuova storiografia" era stata infatti accolta freddamente dagli storici palestinesi. Presentare la storiografia e gli archivi israeliani come unica via di accesso al passato è stato cioè considerato un gesto altezzoso e neocolonialista, mentre gli uomini di cultura palestinesi erano alla ricerca di un dialogo più ampio e partecipato. Solo alcuni storici israeliani, tra cui ovviamente Pappe, hanno voluto accogliere le richieste palestinesi, scoprendo e rispettando tutte le esperienze individuali e collettive.
Paolo Di Motoli
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