L’articolo è stato aggiunto alla lista dei desideri
IBS.it, l'altro eCommerce
Cliccando su “Conferma” dichiari che il contenuto da te inserito è conforme alle Condizioni Generali d’Uso del Sito ed alle Linee Guida sui Contenuti Vietati. Puoi rileggere e modificare e successivamente confermare il tuo contenuto. Tra poche ore lo troverai online (in caso contrario verifica la conformità del contenuto alle policy del Sito).
Grazie per la tua recensione!
Tra poche ore la vedrai online (in caso contrario verifica la conformità del testo alle nostre linee guida). Dopo la pubblicazione per te +4 punti
Altre offerte vendute e spedite dai nostri venditori
Tutti i formati ed edizioni
Promo attive (1)
Il reddito minimo universale
Questo giornale si era recentemente occupato del reddito minimo universale recensendo il volume di introduzione al basic income scritto da Corrado Del Bò (cfr. "L'Indice", 2005, n. 11). Leggendo il nuovo saggio di Van Parijs e Vanderborght (il primo è il difensore più importante, a livello internazionale, della proposta di un reddito minimo a tutti i cittadini, senza condizioni) si ha l'impressione che universale certamente non sia il consenso o la convergenza sulla tematica. Come ricorda Chiara Saraceno nella prefazione, i due autori sono essenzialmente impegnati nel tentativo di superare le resistenze che la proposta "there exists no such thing as a free lunch", recita (così Harrod) la prima legge dell'economia ha suscitato e continua a suscitare ancora oggi. Il libro stesso è suddiviso in base alle qualità di un'idea, quella del reddito minimo universale, che non è nuova (e lo spettro dei proponenti, nel corso della storia, è impressionante, tanto da spingere gli autori verso accostamenti talvolta forzati), è plurale (forse eccessivamente, se la sua forza dovrebbe risiedere nella semplicità), e probabilmente giusta (lo sarebbe cioè la società che l'adottasse). È un'idea per il futuro? Un male minore che rischia d'imporsi nonostante quelle resistenze? Qui viene in aiuto lo scritto di Saraceno, la sua concretezza, la sua analisi di quella schizofrenia che ci consente di apprezzare le dotazioni in specie (i beni pubblici del welfare state) e di rigettare quelle in denaro. La Malibù rawlsiana è lontana, e pochi di noi sanno usare la tavola da surf. Non conosciamo che attività utili; l'indipendenza dal lavoro che nobilita e dal suo reddito; dalla famiglia, dall'origine ci spaventa più di un'onda anomala. Mario Cedrini
Perché incontra più difficoltà garantire un reddito minimo a ciascun cittadino senza condizioni e appare persino moralmente più problematico che non l'erogazione senza condizioni di alcuni beni e servizi?
Resistenze - concettuali, morali, prima ancora che di bilancio - sono rinvenibili con maggiore o minore forza in tutti i Paesi.
Ne danno conto, rispondendovi puntigliosamente, gli autori in questo volume.
L'articolo è stato aggiunto al carrello
Le schede prodotto sono aggiornate in conformità al Regolamento UE 988/2023. Laddove ci fossero taluni dati non disponibili per ragioni indipendenti da IBS, vi informiamo che stiamo compiendo ogni ragionevole sforzo per inserirli. Vi invitiamo a controllare periodicamente il sito www.ibs.it per eventuali novità e aggiornamenti.
Per le vendite di prodotti da terze parti, ciascun venditore si assume la piena e diretta responsabilità per la commercializzazione del prodotto e per la sua conformità al Regolamento UE 988/2023, nonché alle normative nazionali ed europee vigenti.
Per informazioni sulla sicurezza dei prodotti, contattare productsafetyibs@feltrinelli.it
L’articolo è stato aggiunto alla lista dei desideri
Siamo spiacenti si è verificato un errore imprevisto, la preghiamo di riprovare.
Verrai avvisato via email sulle novità di Nome Autore