Editore: Mondadori
Collana: Narrative
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 6 febbraio 2018
Pagine: 192 p., Brossura
  • EAN: 9788804685647
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Descrizione

Un romanzo impeccabile, che è insieme un giallo appassionante, una riflessione sul Tempo e un affresco eccezionalmente autentico di Roma e della società italiana.

«Era una di quelle sere romane che ti fanno venir voglia di camminare. Ancora non sapevo che, a distanza di poche ore, in quella pacifica serata si sarebbe messo in moto il meccanismo di un misterioso delitto. Un delitto che mi avrebbe cambiato la vita.»

Il protagonista di questa storia ambientata in una Roma contemporanea elegante e decadente - una città che ricorda quella sorrentiniana della «Grande bellezza» - è uno sceneggiatore di esperienza e successo, alter ego di Vanzina stesso, che frequenta i salotti della nobiltà romana, ma anche le redazioni dei giornali e l'entourage cinematografico e intellettuale romano. Un conoscente gli chiede di incontrare un giovane attore per capire se può aiutarlo a entrare nel mondo del cinema e lui, per cortesia, invita a casa sua quello che a prima vista è un belloccio senza arte né parte. Il giorno dopo il ragazzo viene ucciso. E il protagonista, essendo uno degli ultimi ad averlo visto, si ritrova coinvolto nelle indagini, molto più di quanto si sarebbe aspettato. A dipanare l'intricata trama di segreti, relazioni clandestine, innamoramenti mai confessati, tradimenti di patti e di amicizie, lavorano parallelamente - a tratti collaborando a tratti mettendosi i bastoni tra le ruote - un bravo e sagace commissario, un giornalista di cronaca nera assetato di scoop, e il nostro sceneggiatore, che si ritrova talmente invischiato nella vicenda sentimentale legata all'omicidio da mettere a rischio il proprio decennale matrimonio...

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    Fabio

    29/10/2018 12:08:00

    Qualche frase sincera ogni tanto si trova,ma la sensazione generale è quella di avere a che fare con un giallo-panettone. Una storia insulsa della Roma Bene e snob,dove tutti vanno a letto con tutti,senza passione,emozione o coinvolgimento,con personaggi vuoti e frivoli,tra Babington e il Circolo della Caccia,lontani anni luce dalla vita reale. Anche il protagonista,alter ego dell'Autore,sembra stordito e confuso,incapace di comprendere cosa gli accade intorno.E poi a un certo punto finisce,senza preavviso,ma anche senza troppi rimpianti.

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    angelo

    11/03/2018 13:00:56

    Ingredienti: uno scrittore-sceneggiatore alter ego dell’autore, il mondo dei salotti buoni romani fatto di nobili immaginari e vip reali, una città eterna ma sulla via del tramonto, il delitto di un giovane attore tra serate mondane, amori proibiti, bugie e pettegolezzi. Consigliato: a chi sa ammirare una “grande bellezza” anche dipinta con tonalità gialle e nere, a chi riesce ad essere snob davanti a intrecci e relazioni da soap opera.

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    Nadia Bernardini

    19/02/2018 10:48:17

    "LA SERA A ROMA" il nuovo romanzo di Enrico Vanzina è un libro godibilissimo. Ci sono vari livelli di lettura. C'è tutto: Roma, il cinema, reali personaggi famosi che diventano personaggi della storia, il giornalismo, il sesso. riflessioni sul tempo e la vita. Ma l'aspetto più godibile è il giallo. Questo è davvero un giallo azzeccato. Ti tiene incollato alle pagine fino alla fine. Divertentissimo

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    Attilio Alessandro Bollini

    18/02/2018 05:52:36

    Non è affatto un giallo ma un libro di costume su Roma e sui suoi personaggi.....ma non mi finisce di piacere. Trovo molte affinità con Dagospia, anche se su livelli di eleganza e di piacevolezza molto lontani dalle cronache di D'Agostino e vedo echi della vicenda di Maria Angiolillo tanto celebrata da Vespa! Comunque un bel romanzo leggero scritto benissimo con un Italiano perfetto ed elegante. Rimane purtuttavia un romanzo da treno che io ho letto con grande piacere.

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    Giuseppe

    16/02/2018 11:28:17

    Premesso che, essendo un giallo, non si entra nella trama narrativa per evitare di anticipare alcunché al lettore, si può anzitutto affermare che con questo romanzo Vanzina supera se stesso e, con mirabili artistiche pennellate, riesce a illustrare mirabilmente la Roma che era un tempo e che è invece divenuta oggi. Il lettore, catapultato nel mondo della nobiltà romana (ma non solo in quello) si trova a vivere direttamente -grazie alla narrativa incisiva, scorrevole e coinvolgente- le vicende rosa e noir che coinvolgono il protagonista Federico, sceneggiatore, giornalista, scrittore e uomo di Cinema. Una delle particolarità uniche di questo giallo è che il lettore dalla prima pagina si domanda se Federico, il protagonista, non sia in realtà lo stesso Vanzina ed il vissuto narrato con le sue sensazioni, speranze, riflessioni e rimpianti non siano in verità quelle dello stesso Autore-Uomo. I punti di contatto sono innumerevoli: entrambi sono sceneggiatori, scrittori e giornalisti per Il Messaggero, entrambi hanno creato la categoria delle finte bionde. La risposta sembra essere sì almeno parzialmente e con riferimento alla vita reale e, credetemi, la narrativa, a volte anche malinconica e struggente, porta al lettore tanti insegnamenti e riflessioni che vanno al di là della sempre comunque avvincente trama gialla del romanzo. Altra chicca del volume: il protagonista (e già solo per questo vale la pena di leggerlo) ricorda o comunque incontra strada facendo innumerevoli Giganti del nostro Cinema e della nostra Cultura: da Sordi a Beha a de Laurentiis e molti altri; su tutti svetta la commovente descrizione della dipartita del grande Dino Risi (e qui, come altrove, il protagonista è davvero Enrico Vanzina e non più Federico). Un libro da leggere ed assaporare (al di là dell'intrigo giallo in sé) anche -come sopra accennato- per conoscere veramente la città di Roma così come è oggi rispetto ad un tempo, illustrata da un vero ed autentico romano quale è Enrico Vanzina.

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    Armando A.S. Chianese

    09/02/2018 03:27:16

    Siamo davanti a un romanzo che nasce come una narrazione di indagine, con un disilluso sceneggiatore coinvolto suo malgrado in un delitto, per poi sfociare in ben altro. La sera che scende sulla Roma di questo particolare romanzo - intriso di nostalgia per un'epoca d'oro che forse non tornerà mai più- è tutto ciò che può precedere la lunga notte della Città Eterna e del suo leso ma persistente splendore. Il passato e il presente, nel coinvolgente testo di Vanzina, sembrano congiurare apertamente contro la sola e stessa idea di un possibile futuro. L'ossessione per l'onore e per l'antica nobiltà. La dispersione dei valori. La vitale promiscuità con cui l'alto e il basso si attraggono morbosamente. Ogni cosa allontana il lettore dall'alba. Ma un finale eclatante, del tutto inatteso, sovvertirà i destini e farà saltare il banco. La sera è ancora tersa. Ma tutto è perduto... fuorché l'onore.

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