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Questa volta il tenente Richard Sharpe e i suoi fucilieri sono in Portogallo a contrastare l’esercito napoleonico che sta invadendo il paese sopo aver sottomesso la Spagna. Comandato a raggiungere una località a nord di Oporto si troverà a dover affrontare una serie di problemi che avrebbero dissuaso chiunque dal compiere la missione, ma lui è diverso dagli altri soldati, è uno che quando ha ricevuto un ordine fa l’impossibile per eseguirlo. Fra l’altro questa volta ha la sventura di imbattersi nel tenente colonnello Christopher, uomo del Foreign Office che fa un doppio gioco con l’unico scopo di trarre vantaggi personali. Di questo comportamento Sharpe si accorge ben presto, divenendo un intralcio per le mire di Christopher, che farà di tutto di toglierlo di mezzo, ma il nostro eroico tenente ha nove vite ed è un avversario tenace ed estremamente pericoloso. Nella vicenda poi si innesta la guerra fra l’esercito portoghese, alleato a quello inglese, e le truppe di Napoleone che sembrano avere partita vinta, ma dall’Inghilterra arriva il generale Wellesley, il futuro duca di Wellington, e le cose cambiano subito. A rendere più interessante il romanzo poi vi è la presenza di un giovane tenente dell’esercito portoghese al comando di pochi uomini, e di una bella ereditiera, Kate Savage, sulla quale Sharpe ha messo gli occhi, ma che gli verrà soffiata prima dal tenente colonnello Christopher, poi dall’ufficiale del esercito del Portogallo. Non c’è che dire, se Sharpe è abile, ma anche fortunato quando combatte, in amore invece è decisamente sfortunato. Il romanzo presenta le ben note qualità di Cornwell, con una descrizione molto valida del paesaggio e delle scene di battaglia, accompagnate sempre da una giusta e particolare tensione. Da leggere, per trascorrere piacevolmente e senza pensieri alcune ore.
Cornwell continua a farci vivere la cruenta invasione napoleonica della Penisola Iberica, che dopo aver devastato la Spagna ghermisce adesso il Portogallo. Un libro molto dinamico, ricco di azione e vivido soprattutto nelle ultime pagine. Ben scritto e scorrevole. Non tra i migliori dell’autore, ma sicuramente niente male. La ricostruzione dell’epoca è molto dettagliata. Vengono ben delineate le crudeltà degli invasori napoleonici, la resistenza della popolazione locale e il valore dei fucilieri e delle giubbe rosse. Cornwell fa vedere il vero volto della feccia rivoluzionaria, assieme all’ipocrisia e al cinismo di certi traditori davanti alla morte e il dolore causati per quello che spacciavano per “progresso”. Ho trovato molto interessante anche l’influenza britannica nell’economia portoghese. Comunque il Portogallo non fu invaso solo perché aveva infranto il Blocco Continentale. Napoleone voleva anche mettere le mani sulla flotta portoghese e quindi i britannici si apprestarono a impadronirsene o distruggerla come avevano fatto con quella danese. Per questo la famiglia reale ripiegò in Brasile, per salvare le navi essenziali per la vita dell’impero portoghese.
Cornwell continua a farci vivere la cruenta invasione napoleonica della Penisola Iberica, che dopo aver devastato la Spagna ghermisce adesso il Portogallo. Un libro molto dinamico, ricco di azione e vivido soprattutto nelle ultime pagine. Ben scritto e scorrevole. Non tra i migliori dell’autore, ma sicuramente niente male. La ricostruzione dell’epoca è molto dettagliata. Vengono ben delineate le crudeltà degli invasori napoleonici, la resistenza della popolazione locale e il valore dei fucilieri e delle giubbe rosse. Cornwell fa vedere il vero volto della feccia rivoluzionaria, assieme all’ipocrisia e al cinismo di certi traditori davanti alla morte e il dolore causati per quello che spacciavano per “progresso”. Ho trovato molto interessante anche l’influenza britannica nell’economia portoghese. Comunque il Portogallo non fu invaso solo perché aveva infranto il Blocco Continentale. Napoleone voleva anche mettere le mani sulla flotta portoghese e quindi i britannici si apprestarono a impadronirsene o distruggerla come avevano fatto con quella danese. Per questo la famiglia reale ripiegò in Brasile, per salvare le navi essenziali per la vita dell’impero portoghese.
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