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Anno edizione: 2026
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Libro presentato da Roberta Mazzanti nell’ambito dei titoli proposti dagli Amici della domenica al Premio Strega 2026.
Una bambina abitata da un dono.Quattro donne che vogliono conoscere il loro futuro.
Un romanzo sul potere del pensiero femminile.
«Mostro un'isola anche borghese dove le donne sopravvivono al mondo maschile attraverso la parola e libertà segrete.» - Bianca Pitzorno intervistata da Cristina Taglietti per La Lettura
Di rado il destino si rivela fin dall'infanzia: ma è proprio quello che accade alla protagonista di questo romanzo, preda fin da bambina di svenimenti improvvisi dai quali si risveglia con il presagio di un evento futuro. I genitori cercano di tenere nascosto questo suo dono e sperano che un buon matrimonio possa metterla al sicuro: e invece è proprio quel matrimonio il luogo più pericoloso per lei, che sarà costretta a fuggire più lontano che può per ricostruirsi una vita contando solo sulle proprie forze. Comincia così, in una città della Sardegna, l'avventura di Ofelia Rossi, “rinomata sonnambula”, donna sola e fiera, che nel suo salotto in via del Fiore Rosso si guadagna da vivere offrendo vaticini per il prezzo di 5 lire. Le sue clienti sono perlopiù signore che covano nell'animo inquietudini e desideri per sé stesse o per coloro che amano. La sonnambula le fa parlare, le sa ascoltare, poi simula una trance, impugna una penna d'oca e scrive il suo responso. Fino a quando cominciano a verificarsi eventi che sfuggono anche alla sua sapiente regia, e il passato torna a bussare alla sua porta... Ispirandosi a un ritaglio di giornale di fine Ottocento, Bianca Pitzorno gioca con gli archetipi del romanzo d'avventura e d'amore, intinge la penna nel gotico e nel picaresco per scrivere un romanzo brulicante di vita, onirico, ironico e politico insieme. Abitata da visioni misteriose, la sonnambula è al tempo stesso aliena da ogni superstizione, capace di affrontare con dignità e coraggio il suo destino di donna sola in un mondo ostile. Attraverso la sua straordinaria avventura Bianca Pitzorno celebra il potere della mente umana e ci ricorda che grazie alla nostra forza d'animo, razionalità e fantasia siamo noi a scrivere le nostre vite.
Proposto da Roberta Mazzanti al Premio Strega 2026 con la seguente motivazione:«Non chiedetevi a quale genere appartiene questo romanzo, ma abbandonatevi al piacere di una narrazione che Bianca Pitzorno mantiene in equilibrio tra realtà e invenzione: come un’acrobata tra romanzo picaresco, sentimentale, fantastico e storico, riattraversa tradizioni popolari e colte, ne ribalta le convenzioni e ci trascina in una sarabanda sorprendente, dove ogni frammento si fonda su un dato storico e si fonde con l’invenzione romanzesca. La vicenda della Sonnambula nella Sardegna di fine Ottocento sfugge al pittoresco perché radicata in ricerche d’archivio e memorie familiari; evita gli stereotipi del femminile perché le protagoniste sono donne normali ed eccentriche, che nei consulti con la Sonnambula trovano il coraggio di sottrarsi alla sottomissione ai costumi tradizionali. Geniale è la rappresentazione della relazione fra la Sonnambula e le sue clienti come una “terapia di parola”: forse nessun potere sovrumano, ma la capacità di ascoltare e trarre consigli preziosi. Così il lettore sospende l’incredulità di fronte a personaggi reali più fantastici degli inventati, fino al lieto fine che rovescia i ruoli di genere nella libertà nomade del circo.»
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
lo stile di scrittura e la trama della storia si addicono certamente ai ragazzi ma non a un pubblico adulto, a meno che il libro non venga proposto come genere fantasy. La storia non regge e le coincidenze sono improbabili. Il linguaggio è verboso, dettagliato, anticipatore degli stati d'animo dei personaggi con la conseguenza che risulta difficile, oltre che per l'eccessiva fantasia della vicenda, immedesimarvisi . Non rientra nei miei gusti
Noioso, favola inutilmente lunghissima. Ho fatto fatica a finirlo
È il secondo libro che leggo della Pitzorno. Il primo, il segreto della macchina da cucire, rimane uno dei miei preferiti ma questo è stato deludente, pesante e la storia noiosa che faticava a decollare. un libro frammentato che non è riuscito a coinvolgermi. Non lo consiglio, mi spiace
Recensioni
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