Recensioni La strada

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    17/09/2019 14:25:15

    Una storia irreale, assurda e difficile da commentare ma emozionante. Uno di quei libri che non passa senza lasciare qualcosa. Qualcosa di molto personale e per questo difficile da recensire. Da leggere, senza ombra di dubbio.

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    20/06/2019 08:19:35

    La storia: alcuni anni dopo l'apocalisse nucleare pochi sopravvissuti, tra cui un padre e un figlio, lottano per sopravvivere al freddo del lungo inverno nucleare, in viaggio verso il sud e il mare in cerca di un po' di tepore. Lo stile: più che per la trama il libro è eccezionale per lo stile espositivo. Sembra proprio di essere lì, in un mondo desolato, senza flora, senza fauna, affamati, al freddo, costantemente all'erta per cogliere il minimo segnale di pericolo, una continua lotta per la sopravvivenza animata dalla fiammella della speranza. E dalla consapevolezza di essere tra "i buoni". Coinvolgente, triste, non adatto per chi cerca nella lettura un momento di evasione.

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    11/03/2019 19:38:52

    Può esistere un uomo vivo che prescinde dai valori tramandati dalla tradizione cristiana? McCarthy non si fida. McCarthy pensa che, una volta fatto fuori Dio a pallettoni, in strada non resta che il demonio. E che prima che il demonio arrivi da noi, possiamo arrangiarci con quel che c'è. E se qualche frammento di dio ci sfiora, avremo la possibilità di conoscere l'amore, prima che la morte ci separi. McCarthy è spaventosamente bravo, e veritiero, e fatalista. Io, finché riesco, non voglio essere come lui.

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    06/03/2019 12:39:11

    Un futuro postapocalittico, un padre e un bambino rimasti su una terra desolata dotati di un carrello di provviste e costantemente in guardia dagli altri sopravvissuti considerati predoni. Mccarthy con una scrittura fluida e coinvolgente compone un capolavoro distopico, amaro e toccante, senza capitoli, solo brevi pause nello scorrere di un fiume ricco di ricordi dolorosi. Estremamente consigliato

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    18/04/2017 08:47:46

    Bellissimo!!!

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    29/04/2016 23:03:01

    Non mi è piaciuto, la storia è banale e piuttosto prevedibile, i dialoghi anche; nulla di nuovo o di particolarmente interessante, forse la grandezza dell'Autore va cercata in altri romanzi.

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    08/09/2015 17:27:18

    Quando la prosa sfiora la poesia. McCarthy è uno dei più grandi scrittori viventi (e non so gusti) e la strada è uno dei suoi più grandi capolavori. Potente e struggente. Parlare di originalità e incasellarlo in un genere è riduttivo e senza senso, l'ambientazione poteva essere il far west come la luna. Leggetelo se avete un cuore.

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    23/10/2014 15:09:30

    Ho scoperto da circa un anno questo scrittore.Prima ho letto "Non un Paese per vecchi" e poi "La Strada". E' uno scrittore affascinante nella sua asciuttezza. Essenziale, grande scrittura. Questo libro è poi molto tenero:intenso rapporto padre-figlio.

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    08/09/2014 10:18:04

    Ingredienti: un padre e un figlio in un viaggio solitario, un mondo grigio e sterile coperto di cenere dopo una catastrofe imprecisata, un'umanità brutale dedita solo alla sopravvivenza e al saccheggio, una via da percorrere come ultima speranza di vita. Consigliato: ai pessimisti che prevedono imminenti apocalissi, agli ottimisti convinti che solo i bambini potranno salvare il mondo.

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    05/08/2014 08:40:26

    Nella desolazione di un mondo spettrale, annientato dall'apocalisse nucleare, un uomo e un bambino, suo figlio, sono chiamati a ricostruire una sopravvivenza che appare assurda e improponibile. Qui il nocciolo di questo libro bellissimo. Qualcuno lo ha definito statico, fermo nella disperazione irrisolta dello scenario iniziale di distruzione totale, con scarso sviluppo della trama narrativa. Ma non va cercato qui il valore del testo. Questo libro va letto, piuttosto, come paradigma della vita distrutta che è chiamata a ricrearsi senza un obiettivo realistico possibile se non l'impegno a continuare, a non arrendersi, a sperare ancora e sempre. Pure contro ogni verosimile speranza. In questo senso, la strada, cioè il cammino che i due protagonisti decidono di percorrere, ha due valenze, decisamente antinomiche. Da una parte la strada è luogo da evitare, lo scenario dove si addensano i pericoli, le insidie, gli agguati della vita. Dall' altra, costituisce comunque la sollecitazione a muoversi, a riprendere i rischi del cammino senza fermarsi alle sicurezze effimere di rifugi transitori. La meta forse è proprio questa fedeltà caparbia al procedere incessante e al continuo ricominciare che è poi la sintesi del vivere.

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    17/06/2014 17:56:47

    Mi aspettavo davvero molto da questo libro perchè avevo letto numerose recensioni dove veniva descritto come un capolavoro prima di iniziare la mia lettura. Sono rimasto in parte deluso. Il libro che si pone come un romanzo psicologico in un mondo post guerra nucleare decolla dopo veramente troppe pagine. I primi capitoli simili e ripetitivi sembrano essere stati aggiunti dopo per aumentare le pagine. Nel finale il libro si migliora ma senza rafgiungere grandi vette. Alcuni passaggi e situazioni, specialmente dove i due vagabondi incontrano altri esseri umani prendono comunque il lettore. Lo consiglio a chi vuole leggere un romanzo psicologico incentratro sulla figura paterna.

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    17/04/2014 00:22:33

    Un libro diabolico, che, benché apparentemente ben scritto, non mi sento di consigliare. La parte introduttiva é distaccante, statica, ripetitiva, medievale nella creazione dell'angoscia nel lettore. E' zeppo di incongruenze, troppo lunghe a descriversi. All'improvviso, circa a metà romanzo, l'Autore cambia ritmo, dopo alcuni spunti interessanti come quello del treno fermo, abbandonato sui binari, si riempie un poco più di vita, si intravvede il cammino della speranza, diviene un poco più chiara la trama di quest'odissea e le ultime quaranta-cinquanta pagine sono davvero all'altezza della fama dell'Autore e del suo precedente splendido " Non é un paese per vecchi ". In talune addirittura sublime. E' un libro che fa pensare. Purtroppo l'introduzione é troppo artificiosa e protratta. Varrebbe la pena leggere solo le ultime 120 pagine.

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    13/03/2014 23:19:43

    Ho letto tutto di Mc Carthy. Questo libro e' semplicemente il vertice della parabola di uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi. Una storia di una potenza senza pari. Una rasoiata, un labirinto senza via d'uscita, un baratro angoscioso dal quale non puoi tornare. E alla fine apparentemente inconcepibile il "lieto fine". Da padre di un bambino piccolo una frase tra le tante che descrivono la filosofia di Mc Carthy. Il padre guarda il figlio che dorme e teneramente gli parla: "se non sei tu il verbo di Dio allora Dio non ha mai parlato".

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    01/03/2014 19:40:33

    Un banalissimo ed insignificante déjà-vu.

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    18/02/2014 19:33:54

    Molta fatica a leggerlo. Se si togliessero le parole cenere, grigio, fuliggine, bruciato rimarrebbe metà libro. Certo il mondo dopo l'apocalisse non può essere rosa e fiori, ma le descrizioni sono ripetitive e noiose. Il protagonista non ha capito una cosa: in un mondo del genere l'unico modo di sopravvivere e' ricostituire una società tribale: se rimani da solo sei morto.

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    30/10/2013 15:29:56

    Letto in 2 giorni, freddo, asciutto ma allo stesso tempo magistralmente descrittivo. Un viaggio nel nulla di uno scenario post-apocalittico dove l'unica cosa che tiene in vita i 2 è il loro amore. Finito con gli occhi gonfi di lacrime. Concordo con chi dice che ogni padre dovrebbe leggerlo. Meraviglioso!!!!

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    15/10/2013 12:32:48

    Un autore in grado di fare incollare gli occhi alle pagine che scorrono maestosamente. Una storia sorprendentemente toccante ma allo stesso tempo carica di tensione, orrore, disperazione, fame e piccoli momenti di gioia. L'utilizzo delle parole calcolato, la contrapposizione tra un padre che conosce il vecchio mondo e che lotta per sopravvivere lungo la strada della salvezza e un figlio innocente, all'oscuro di come era il mondo prima della distruzione, che lo accompagna crescendo e imparando a sopravvivere col padre. Un percorso fisico in direzione sud e uno interiore, la fine di una delle loro vite, in un mondo devastato che ha lasciato sotto i loro passi pesanti e deboli solo macerie e distruzione. Due esseri umani che lottano contro la loro specie per sopravvivere, che lottano per non essere mangiati. Un viaggio interiore dei due, le domande del piccolo al padre, unico punto di riferimento e un padre a cui preme portare in salvo il figlio e insegnarli a sopravvivere il piu' a lungo possibile, loro sono i buoni alla ricerca dei buoni, loro portano il fuoco. Una trama ben sviluppata con una scrittura scorrevole. Cio' che viene narrato si materializza davanti agli occhi. Un romanzo che si legge quasi in apnea

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    10/10/2013 14:14:17

    Grande esempio di ottima scrittura. Impressionante risultato letterario...un libro assolutamente statico, che però mi faceva scorrere avanti con sè.. Da qualsiasi punto del libro,anche aprendolo a caso, si percorre la strada insieme al papà , al bambino e al carrello...come se tutto cominciasse da lì per il lettore, esattamente come tutto è cominciato da un punto indefinito per i protagonisti. Non metto il voto massimo solo perchè ho trovato spesso irritanti i dialoghi tra padre e figlio.

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    26/08/2013 17:47:49

    L'amore, la speranza, la lotta, la pietà. Da studiare a scuola. Da regalare a chiunque abbia un figlio. Questo libro ha segnato la mia vita ed il mio modo di essere padre.

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    20/08/2013 19:41:40

    che grandissimo libro! che grandissimo scrittore! sicuramente uno dei più bei libri mai scritti in assoluto! Anche il film tratto dal libro, che pure è un bel film, non riesce a rendere neanche una pallida idea delle emozioni che suscita questa lettura. Mc Carthy ha uno stile ed una padronanza della scrittura sconvolgente. Sembra addirittura che sia semplice scrivere così. Ho apprezzato quello che ha scritto Baricco di Mc Carthy, cioè che riesce ad essere freddissimo e profondamente passionale al tempo stesso! Che grande! E pensare che a scuola, ancora, fanno studiare "I promessi sposi"... E' un peccato che una così grande letteratura sia roba per pochi.

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    04/04/2013 22:53:42

    Sarà che difficilmente mi trovo d'accordo con la maggioranza, ma devo dire che fatico a compredere l'entusiasmo per questo libro. Non mi aspettavo affatto un libro di fantascienza, e mi capita spesso di amare libri in cui succede poco o niente, ma l'assenza di azione è solitamente compensata dal pensiero che scaturisce dalle pagine. Ma qui gli spunti di riflessione sono pochi e poco originali, come l'ambientazione, a mio parere piuttosto banale e che sa di già visto. Ho fatto davvero molta fatica ad arrivare alla fine.

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    28/03/2013 12:49:15

    Un libro stupendo, da consigliare a chiunque! La prima cosa che ho fatto appena l'ho finito è stata quella di portarlo a mio padre perchè lo leggesse anche lui. Ho trovato molto ben fatto anche il film The Road, con Viggo Mortensen. Segue in maniera precisissima la storia narrata nel libro, e secondo me ti fa rivivere le medesime emozioni. Consiglio anche quello.

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    26/10/2012 10:13:03

    Se mi dovessero chiedere qual'è stato il libro della mia vita (e ne ho letti parecchi), non esiterei a rispondere: "La Strada" di Cormac McCarthy. Può darsi che, in futuro, cambi idea. Forse mi capiterà di leggere qualcosa di altrettanto coinvolgente, chissà... Ma una cosa è certa: questo romanzo occuperà per sempre un posto speciale dentro di me. Comprendo la delusione di chi l'ha approcciato aspettandosi di leggere un romanzo di fantascienza. Grave errore, questo. L'ambientazione "fantascientifica" è solo lo sfondo necessario, anzi indispensabile, a creare una situazione estrema, a sua volta indispensabile a mettere in scena l'estremo sentimento di amore che lega padre e figlio. Questo è il punto. L'amore e la speranza. Perchè non è affatto vero che la disperazione totale, nichilistica, stia alla radice di questo capolavoro. Il romanzo termina con un messaggio di speranza, incaranata dal bambino che, mentre scorrono le pagine, assume gradualmente i connotati salvifici di un nuovo redentore.

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    06/08/2012 14:25:21

    Ho letto questo libro dopo aver visto il film, cercando risposte o approfondimenti che mi avevano lasciato un grande vuoto. Non le ho trovate. Ma non sono neanche riuscito a smettere di leggere pagina dopo pagina una storia che nella sua tristezza rappresenta l'amore di un padre verso un figlio ed il suo desiderio di condurlo verso un futuro migliore. Immaginare un mondo post apocalittico e'cosa che molti scrittori hanno fatto in passato. Cercare di immaginare che tipo di sopravvivenza in un mondo "cannibale" ci possa essere e'riscito a pochi. McCarthy riesce nell'impresa pienamente: ti conduce in un viaggio cupo, intenso e solitario, che porta alla luce interrogativi che le nostre paure molto spesso ci pongono.

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    13/07/2012 21:42:35

    «Ce la caveremo, vero, papà? Sí. Ce la caveremo. E non ci succederà niente di male. Esatto. Perché noi portiamo il fuoco. Sí. Perché noi portiamo il fuoco." La Strada è uno dei romanzi più commoventi che mi sia mai capitato di leggere.Con una narrazione cruda,scarna fino all'inverosimile,Mccarthy riesce a trasmettere in maniera impeccabile il senso di vuoto che pervade il libro,ambientato in un desolante scenario post-apocalittico.A dominare la scena sono i due protagonisti:un padre e un figlio senza nome,che coraggiosamente continuano a vivere in un mondo in cui sembra essere rimasta solo la morte.Nella loro solitaria traversata nel deserto,in cui la speranza vacilla costantemente e la morte è un pericolo incessante,i due trovano nel loro reciproco amore,il fuoco evocato più volte dal padre,la forza di non arrendersi,il coraggio di alzarsi ogni mattina e continuare ad andare avanti.Il viaggio giunge così alla sua conclusione e il padre muore tra le braccia del figlio per le pessime condizioni di salute,ma grazie alla sua perseveranza nel percorrere giorno per giorno la strada,il bambino,figura simboleggiante la rinascita e che in alcuni frangenti assume quasi i tratti di un piccolo messia,riesce a trovare alla fine i pochi uomini civili ancora rimasti e si unisce alla loro piccola isola di umanità,portando con se la fiammella della speranza in un futuro migliore.

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    10/06/2012 16:08:07

    Il primo libro di McCarty, da me letto tutto d'un fiato, che mi ha fatto scoprire questo autore straordinario. In seguito ho comprato qualsiasi cosa scritta da lui. La prosa è asciutta, essenziale, le descrizioni del paesaggio e degli stati d'animo dei personaggi, sono sublimi. Non è un libro che presterei a chiunque, o forse non lo presterei a nessuno. Ho capito anni fa che il genere horror, e il fantasy, non erano i miei generi preferiti, mentre mio fratello ne andava matto, dunque non mi ostino a proporgli la lettura di McCarty, o di altri da me preferiti. Ad ogni modo chi preferisce i racconti di macchine assassine, o di pagliacci sanguinari che escono dalle fogne, si accomodi pure, ma non si ostini a farsi entrare in testa un quadrato, mentre il buco è rotondo..

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    04/06/2012 22:42:17

    non ho mai letto nulla del genere....una potenza inaudita resa con il massimo della semplicità dei dialoghi...un pugnale che mi ha trafitto il cuore...un cambiamento nel mio modo di vedere le cose. ho subito ordinato altri quattro romanzi di mccarthy per cercare di togliere dal mio corpo questo romanzo (ma so già che non ci riuscirò).

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    02/05/2012 19:04:18

    Il tema della fine del mondo è sempre accattivante e trascinante. Ecco perché ho letto questo libro. Sono rimasto deluso. Secondo me non c'è nella storia un filo conduttore tra inizio e fine. Nel mezzo poi la storia si trascina lenta e, dopo una cinquantina di pagine, monotona. Pochi gli accadimenti degni del tema trattato. C'è più da riflettere che da stare sulle spine e, secondo me, non è ciò che ci si aspetta dalla storia. Un po' di "spinta" alla storia ci sarebbe voluto. Meno male che è poco più di 200 pagine se no avrei assegnato uno come voto. Comunque da leggere senza aspettarsi grandi cose.

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    13/01/2012 13:46:00

    Ho preso in mano il libro aspettandomi un romanzo post apocalittico e invece ho trovato una storia che parla di umanità in un mondo popolato da pochi uomini che non hanno più nulla di umano. L'apocalisse non viene mai precisamente spiegata salvo alcuni sporadici riferimenti al passato, ma è solo il palcoscenico dove si muovono il padre e il figlio che non hanno nome per tutto il racconto. Scarno nelle descrizioni come è scarno e spoglio il mondo distrutto in cui si muovono i personaggi. Incuriosisce fine all'ultima pagina, dove fa capire che non è il mondo a cambiare ma gli uomini, in male o in peggio questo è chiaro! Ho letto questo libro in neanche un giorno e mezzo!!!bello bello bello da leggere e capire!

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    29/11/2011 00:02:13

    Un libro semplicemente stupendo. Intenso e ricco di poesia. Un libro perfettamente americano che consiglio a tutti i padri, ma anche a tutti quei figli che hanno avuto un padre da amare. Un romanzo forte, semplice e vero.

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