Tempo di regali. A piedi fino a Costantinopoli da Hoek Van Holland al medio Danubio

Patrick Leigh Fermor

Traduttore: G. Luciani
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 19 ottobre 2017
Pagine: 356 p., Brossura
  • EAN: 9788845932274
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Descrizione
Nel dicembre del 1933 Patrick Leigh Fermor ha appena diciotto anni, vaghe ambizioni letterarie, ma un progetto nitido e grandioso: attraversare l'Europa a piedi e raggiungere Costantinopoli

«È stupefacente la capacità di Fermor di evocare con la sua prosa un'infinità di luoghi e prospettive rendendoli visibili, come d'incanto, alla mente del lettore. Tra i prosatori di viaggio del Novecento, Fermor è tra i più eruditi, ma non è interessato a nessuna forma di specialismo. La gratificante densità delle sue pagine sembra il frutto di una scommessa sulla ricchezza implicita dell'atto di guardare. È attingendo senza avarizia alle sue riserve di curiosità e attenzione che il viandante può offrire qualcosa in cambio dell'offerta di sé che gli fa il mondo... Tempo di regali è da molti considerato tra i pochi veri capolavori irrinunciabili della letteratura di viaggio.» - Emanuele Trevi

Munito solo di uno zaino da alpinista, un vecchio cappotto militare, scarponi chiodati, l'"Oxford Book of English Verse" e un passaporto nuovo di zecca che gli attribuisce la professione di studente (anziché, come avrebbe auspicato, quella di vagabondo), nel dicembre del 1933 Patrick Leigh Fermor abbandona Londra e una carriera scolastica sciagurata e ribalda. Ha appena diciotto anni, vaghe ambizioni letterarie, ma un progetto nitido e grandioso: attraversare l'Europa a piedi e raggiungere Costantinopoli. Quando vi arriva, il 1° gennaio 1935, è ormai un altro: non solo si è lasciato per sempre alle spalle disastri e misfatti, ma ha sviluppato una rara forma di nomadismo e l'arte, ancora più rara, di trasmetterlo agli altri. Che contempli lo splendore barocco dello Schloss Bruchsal o le nodose mani dei contadini fra cipolle tagliate, caraffe sbeccate e pane integrale; che dorma in un fienile steso come un crociato sulla tomba o nel "capanno da caccia" del barone Pips Schey a Kòvecses; che percorra il Reno su una colonna di chiatte che trasportano cemento o attraversi Vienna offrendosi come ritrattista a domicilio; tutto ci appare il dettaglio di un fantasmagorico affresco, tutto sembra ricomporsi in un gigantesco puzzle dove risorge il passato dell'Europa. E insieme scopriremo qui il modello ancora fragrante di quel modo di viaggiare (e di vivere) che sarà un giorno identificato con la fisionomia di un giovane amico di Leight Fermor: Bruce Chatwin.

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    Domenico

    19/09/2018 13:51:15

    E non è solo un pesante e ingombrante zaino l'unico fardello che il diciottenne Patrick Leigh Fermor si è portato sulle spalle attraverso tutta l’Europa fino al Mar Nero nel rigido inverno del '34, ma è anche uno stupefacente bagaglio di conoscenze acquisite 'a tavolino', a priori, nelle biblioteche, nelle pinacoteche e attraverso frequentazioni di dotti ed eruditi, (quando l'erudizione era anche una condizione "normale"), che poi, senza alcuna spocchia e leziosità, calate e sovrapposte all'esperienza reale e sensibile, hanno fatto di un viaggio, un grande Viaggio. Questo Libro, per il fascino che innesca, è uno scrigno prezioso da cui attingere storia, geografia, architettura, etnografia, antropologia, linguistica, letteratura, musica, pittura, filosofia, pensiero, poesia, ironia e avventura: non è una semplice lettura, è un'esperienza imperdibile.

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    AdrianaT.

    16/05/2016 09:35:39

    E non è solo un pesante e ingombrante zaino l'unico fardello che il diciotenne Patrick Leigh Fermor si è portato sulle spalle attraverso tutta la Mitteleuropa fino al Mar Nero nel rigido inverno del '33, ma è anche uno stupefacente bagaglio di conoscenze acquisite a priori, nelle biblioteche, nelle pinacoteche e con le frequentazioni di dotti ed eruditi, (quando l'erudizione era anche una condizione naturale), che poi, senza alcuna spocchia e leziosità, calate e sovrapposte all'esperienza reale e sensibile, hanno fatto di un viaggio, un grande Viaggio. Come non erano solo le sue scarpe chiodate, il cappottone né le centinaia di chilometri macinati nella neve, gli edificanti incontri, gli interessanti aneddoti né le grandi bevute a fare di un libro, un grande Libro, ma erano anche l'entusiasmo, l'ottimismo, la vitalità, la forza, la curiosità, la fame di vivere e l'essenza stessa di viversi il mondo, incarnati da questo autodidatta, enciclopedicamente colto hobo europeo sui generis, a lasciare, in chi legge, una ricchezza intellettuale densa. Questo Libro, per l'affascinazione che innesca, è uno scrigno prezioso da cui attingere storia, geografia, architettura, etnografia, antropologia, linguistica, letteratura, musica, pittura, filosofia, pensiero, poesia, ironia e avventura: non è una semplice lettura, è un'esperienza imperdibile.

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    Arcadio

    18/01/2016 20:43:39

    Fermor sa coniugare i preziosismi di una erudizione raffinata con lo humour di avventure comiche, tragicomiche o semplicemente picaresche. Con l'adattabilità di un microrganismo capace di resistere in condizioni estreme passa dal soffice letto in un castello, al giaciglio di paglia in un fienile o alla branda in un ostello dell'Esercito della Salvezza. Il suo sguardo è acuto, limpido e preciso nel cogliere i prodromi della tragedia che da lì a poco sconvolgerà l'Europa con il secondo conflitto mondiale. Un grande viaggiatore e un mirabile narratore.

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    roberto

    17/11/2014 15:01:05

    Fermor e' un autore veramente affascinante: unisce un grande talento letterario e linguistico a una erudizione (piu' che evidente fin dalla sua giovinezza) da uomo rinascimentale. Leggere dei suoi viaggi e' una gioia per qualsiasi lettore, anche grazie all'ottima qualita' della traduzione. Di Patrick Fermor si potrebbe dire, come disse un gentiluomo alla decapitazione di Walter Raleigh sotto Giacomo I, "In Inghilterra non restano piu' teste come la sua".

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    gerry

    20/04/2011 17:50:08

    un libro bellissimo!!! un viaggio che è un vero viaggio di scoperta, attraverso luoghi paesi genti suoni sapori... un viaggio nello spazio, ma anche nel tempo, un libro che offre uno spaccato dell'europa del tempo; Fermor fissa sulla carta aspetti della società che allora erano ancora vivi, ma che da lì a qualche anno sarebbero scomparsi definitivamente... Non avevo mai sentito parlare di fermor, questo libro è stato davvero una sorpresa... Aspetto con ansia la traduzione del seguito!!!

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    Chris81

    31/08/2010 23:17:57

    Stesso anno di pubblicazione di "In Patagonia" di Chatwin,racconta di un viaggio molto molto più avvincente, un diciasettenne attraversa a piedi un europa che poco dopo sarà sconvolta dal secondo conflitto mondiale. Ricco di descrizioni e anedotti che dipingono un affresco di un continente e di un epoca da un punto di vista assolutamente particolare, consigliatissimo!

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Indice

Lettera introduttiva a Xan Fielding

I. I Paesi Bassi
II. Risalendo il Reno
III. Nella Germania del Sud
IV. Winterreise
V. Il Danubio: stagioni e castelli
VI. Il Danubio: approccio alla Kaiserstadt
VII. Vienna
VIII. Ai confini del mondo slavo
IX. Praga sotto la neve
X. La Slovacchia: un passo in avanti, alla fine
XI. Le terre di confine dell'Ungheria

Indice analitico