Napoli non è soltanto una città: è un organismo vivo, contraddittorio, febbrile. Nei suoi vicoli, nei bassi, nei mercati e nelle case affollate pulsa un'umanità dolente e indomabile, segnata dalla miseria ma anche da una straordinaria vitalità. Con Il ventre di Napoli, Matilde Serao scende nel cuore più profondo della città e ne racconta senza retorica le ferite, le ingiustizie, le abitudini e le speranze. Nata come risposta alle rappresentazioni superficiali della questione napoletana dopo l'epidemia di colera del 1884, l'opera diventa una potente inchiesta sociale e, insieme, un appassionato ritratto di un popolo. Lo sguardo della Serao è lucido, partecipe, a tratti spietato: dietro le grandi trasformazioni urbanistiche e le promesse del progresso, la scrittrice vede uomini e donne costretti a sopravvivere ai margini, in una città che il potere pretende di risanare senza comprenderne davvero l'anima. Un classico ancora sorprendentemente attuale, capace di restituire la voce, i colori e le contraddizioni della Napoli più autentica.)
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