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Silvia Avallone

Editore: Rizzoli
Collana: Vintage
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 359 p. , Brossura
  • EAN: 9788817053044

Recensioni dei clienti

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    RACHELE

    26/03/2015 10.32.20

    Considerata la giovane età, come primo libro non è affatto male. Sì ha qualche punti (pochissimi a dire il vero) di poca verosimiglianza, ma nel complesso l'ho trovato bello. La trama forse non è articolata, ma solo fotografie di vita...personaggi decritti in pochi secondi e io me li vedevo davanti. Per me ha un gran bello stile di scrittura, brava.

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    marisa

    30/09/2014 09.00.13

    Bel romanzo, avvincente, personaggi credibili e molto ben descritti. Mi ha colpito in particolare l'ambientazione, lo sfondo della storia: una città operaia, come ce n'erano tante; la vita in fabbrica, come quella che hanno trascorso mio padre e prima ancora mio nonno. I casermoni di periferia, le estati torride, i licenziamenti e le lotte sindacali: l'immagine sempre più sbiadita di una classe operaia che forse non esiste più, ma ha lasciato un segno profondo nella storia e non si può dimenticare.

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    Dessì

    27/09/2014 18.22.42

    Un buon romanzo che forse esaspera troppo il rapporto morboso tra i cittadini di piombino e le acciaierie. Penso tuttavia che l'opera sia stata concepita per uno standard mirato di lettori - adolescenti - e quindi il prodotto e da definirsi ad hoc per questa tipologia di lettori. La lettura è fluida e la trama incalza. Qualcosina da obiettare ma nel complesso lo consiglierei.

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    Pino Chisari

    02/05/2014 18.00.51

    Indubbiamente è lodevole l'intento di rappresentare una realtà moderna degradata ma, alla resa dei conti, tutto si esaurisce in una sorta di esaltazione di valori banali e vuoti, specie col finale in cui la tragedia, non trova un minimo di riflessione di vita ma, anzi, celebra nel suo atto finale, una sorta di consacrazione di quei valori gretti ed infimi. In realtà è una sorta di fotoromanzo ambientato nella miseria culturale dell'epoca post industriale, della vita vissuta come in televisione, senza un minimo di coscienza che non sia quella di non appartenere alla schiera degli "sfigati". Può anche darsi che questa sia una rappresentazione molto vicina al vero, o almeno a certe tristi e squallide verità attuali, ma, per l'autrice, pare contare solo la realizzazione del rapporto lesbico tra le due protagoniste. Capisco il lato provocatorio, ma mi pare un po' poco. Se non do il minimo è solo perché il linguaggio descrittivo denota abilità e un certo grado di visione poetica.

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    mauro

    02/03/2014 18.26.57

    secondo me Silvia Avallone ha un modo di scrivere veramente eccellente, la lettura è molto piacevole, il problema di questo libro è la trama, è un po' troppo banale, ti sapetti fino all'ultimo un colpo di scena, che in effetti arriva, ma è un po' deludente. direi che è una scrittrice molto valida ma come primo libro ha avuto poche di idee. la lettura di Acciaio è comunque un'esperienza da fare.

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    massimo sacchi

    05/10/2013 11.45.52

    x larga parte mi sembra di leggere "Tre metri sopra il cielo",poi oltre metà libro,prende un taglio diverso,e ci regala un fine un pò a sorpresa.Non credo che sia un libro all'altezza di un Premio.Tanta buona volontà ma poca fantasia.

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    GdM

    24/07/2013 10.47.57

    Una piccola grande storia che descrive i tormenti, le passioni e le paure di un gruppo di ragazzi molto verosimili in una realtà difficile e attuale. C'è molta umanità dentro. Riuscitissimi tutti i personaggi e il contesto in cui è ambientato il romanzo. Il libro è scritto davvero benissimo: scorre che è una meraviglia e la cosa sorprendente è che non è un romanzo travolgente. Ti prende, ma per mano! La cosa più bella: l'ultima riga. Senza dubbio.

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    Fabio

    15/06/2013 11.38.47

    Storia interessante narrata con stile sorprendente.

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    Piero Giombi

    03/01/2013 15.45.30

    Un libro per ragazzini, ma per ragazzini non molto intelligenti. Noioso, melenso, ripetitivo. Visto che è ambientato in un casermone di via Stalingrado, dirò una cosa provocatoria, ma provocatoria all'estremo: ho trovato più interessante un libro di Stalin ("l'uomo d'acciaio", in russo), trovato su una bancarella, che "Acciaio" di Silvia Avallone.

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    realloss

    17/12/2012 15.32.52

    ho letto questo libro perchè me lo hanno regalato. inutile ribadire i controsensi, le incorenze ed i pregiudizi contenuti in questo libro. sono arrivata alla fine perchè volevo essere sicura. eppure ne avevo sentito parlare discretamente. voto? non classificabile!

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    Alessio

    04/12/2012 21.04.26

    Una sola parola..BELLO! Scritto benissimo, emozionante, con un finale..bè.. mi ha fatto commuovere! LARGO AI GIOVANI!!!!!

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    Marti

    13/11/2012 13.52.01

    Questo libro mi è piaciuto moltissimo, e ha meritato il premio che ha vinto. Mostra una realtà italiana vera, storie vere di personaggi veri. L'ho letto tutto d'un fiato ed è una storia che sicuramente mi ricorderò per molto tempo. consigliato!

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    luca Bidoli

    24/09/2012 11.34.46

    Dunque, largo ai giovani. peccato che spesso non hanno molto da dire o da scrivere. Il che non significa, ovviamente, arrivare alle trecento pagine, ma a pagine che abbiano un senso, che presentino storie e personaggi reali, che assumano una loro dimensione, una loro dignità sicologica, densa, che lascino in qualche modo e misura il segno. Ma, forse, è già chiedere tanto o troppo ad un giovin autore/ice. In questo romanzo pur apprezzando magari certe qualità stilistiche, alla fin fine abbastanza ripetitive ed automatiche, non si sentono i personaggi: le due giovanissime protagoniste sembrano uscire non dalla vita, ma da un manga o da una miniserie televisiva. LA pretesa di un ambientazione con un minimo di spessore sociologico in un quatiere operao a Piombino, con sullo sfondo, l'onnipresente e forse onnipotente industria/fonderia, l'acciao, appunto, scivola nello stucchevole e nel cartolinismo .LA descrizione di una gioventù maledetta o di " vita" sa di ripetitivo e di stantio, cose già dette, viste alla nausea o alla noia. Perchè alla fine, a mio modesto parere, questo è il sentimento prevalente, verso pagina 180 circa, a metà del libro, quindi: che si possano abbandonare senza troppi rimpianti o curiosità due ragazzine che hanno, in queste pagine , lo stesso spessore delle sottilette filaefondi. Potrebbe essere interessante anche la sperficie, se non avesse questo sforzo di dimostrare e di rcercae quello che non è riusciata neppure a ciconscrivere.

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    betty

    11/06/2012 12.18.58

    Un libro che mi ha piacevolmente sorpreso, scritto bene e ben strutturato. Non del tutto scontata la fine che lascia un amaro in bocca. consigliato!

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    Lory

    10/04/2012 12.24.23

    Un libro veramente stupefacente, nell'odierno panorama italiano di nuovi autori. Originale per stile, indovinata e avvincente la trama, mai una sbavatura. Un moderno impianto neorealista che non fa sconti, non si nasconde in facili moralismi, ma riesce a esprimere con grande accuratezza un pezzo della storia del nostro paese, quella di adesso, e del nostro privato attraverso uno spaccato sociale di rara maestria.

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    alex

    21/02/2012 11.20.53

    Forse se l'avessi letto quando avevo 14 anni l'avrei apprezzato tantissimo. Perchè in effetti il libro è ben scritto e la storia talmente verosimile da poter essere coinvolgente.. però io i miei 14 anni forse non me li ricordo nemmeno più e il punto di visto del libro è talmente adolescenziale che alla fin fine a me ha fatto l'effetto di un libro per ragazzini.

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    Alberto-Irene

    19/01/2012 17.39.18

    Lettura lenta, macchinosa e noiosa. Scritto come se l'autrice volesse raccontarci una realtà mai vissuta, ma senza riuscirci. Tutt'altro che avvincente. Sono d'"ACCIAIO" quelli che sono riusciti a leggerlo tutto.

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    Tiziana

    03/01/2012 22.24.18

    francamente il libro è un po' lento e noioso, a volte ha qualche guizzo di vita, ma in generale scorre monocorde

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    backstreets79

    27/12/2011 14.17.21

    360 pagine piatte come un'asse da stiro, con personaggi e situazioni stereotipati, zero trama, nessun senso. Scritto peraltro in modo volgare e sciatto con dialoghi da soap opera. Se questa è la nuova stella della letteratura italiana siamo davvero messi male. Evitabilissimo.

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    lella

    12/11/2011 19.25.15

    l'ho guardato per molto tempo, combattuta tra comprarlo o meno.... alla fine ho ceduto al richiamo ed è entrato a far parte della mia vita: duro, crudo, ma bellissimo. mi ha fatto conoscere una realtà nascosta ai miei occhi. sono andata a piombino in questi giorni e mi sembrava di riconoscere ogni luogo descritto....... impressionante. da non perdere

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