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Curatore: S. M. Barillari
Editore: Carocci
Anno edizione: 2010
Pagine: 318 p. , Brossura
  • EAN: 9788843056569
Il Jeu d'Adam è il più antico testo teatrale francese (composto verso la metà del XII secolo in area anglonormanna) e si colloca – come recita il sottotitolo di quest'edizione – alle origini del teatro religioso, che tanta fortuna avrà nel mondo medievale. Il dramma, non molto lungo (un migliaio di versi, accompagnati da lectiones e responsori latini tratti dalla liturgia pasquale e natalizia), è diviso in tre parti, che rappresentano la caduta di Adamo ed Eva, l'uccisione di Abele da parte di Caino e una trafila di profeti che annunciano la venuta di Cristo. La connessione con la liturgia e con i drammi latini, piuttosto che una limitazione, è un punto di forza dell'Adam, dove risaltano i caratteri del suo realismo, ora solenne ora colloquiale, e la forza emotiva che ne deriva. L'importanza del testo è in effetti notevole, non solo nella storia del teatro, e se ne era già accorto Auerbach, che ne tratta in un capitolo di Mimesis quale esempio del sublime cristiano, dove divino e terreno, eternità e quotidianità, come qui, si toccano nell'ambito della visione figurale della storia, all'interno del dramma "vero" per tutti i fedeli, quello che si snoda dalla creazione alla fine dei tempi. Questo non esclude che con l'Adam siamo di fronte a una vera azione scenica, con una macchina teatrale piuttosto complessa, come dimostrano l'attenzione per la messa in scena esplicitata nelle didascalie in latino, fino ai dettagli di quelli che la curatrice chiama giustamente "effetti speciali". Nell'ambito di un comune intento per la divulgazione delle verità della fede sono poi da tenere in conto i monumenti figurativi delle chiese medievali, i cui programmi iconografici (che seguono la stessa procedura figurale) presentano in qualche caso (Poitiers, Modena) rapporti piuttosto stretti con il nostro jeu.
Walter Meliga