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Teresa Ciabatti

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2002
Pagine: 222 p.
  • EAN: 9788806159177

Recensioni dei clienti

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    Benedetta

    23/01/2009 14.17.21

    Ammaniti fa scuola: insegna a diversificare le storie, ad abbondare nei dialoghi, a compendiare i capitoli, a cercare la fatuità e la cattiveria nell'agire umano. La Ciabatti ha appreso bene la lezione e l'ha applicata fra le adolescenti di Moccia, creando una trama furbetta ma appassionante

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    La Pippi

    02/07/2006 12.27.28

    Uhm... vediamo... lo stile mi ricorda molto Ammaniti (che però mi piace di più) e la storia è... carina. Un libro si lascia leggere e che non ti lascia molto, però è piacevole. Se i voti andassero fino al 10 sarebbe un sei.

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    Azucar Rebelde

    10/06/2006 15.39.46

    Abbastanza nulla. E forse questo era l'intento, nel descrivere i vuoti romani in vacanza ad Orbetello. Purtroppo un discreto nulla anche stilistico. Non un guizzo che sottolinei l'alternarsi delle voci. Tanti ragazzi sono vuoti come li descrive la Ciabatti. E sono poco intressanti "dal vivo". Stampati sulle pagine lo sono anche di meno. Non vedo perchè sprecare tempo a dividere con loro la noia. A.R.

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    francesco

    16/07/2005 10.50.05

    vorrei chiedere all'autrice perché ha usato il tempo passato, per la narrazione. Il presente o il passato prossimo avrebbero reso più fresco e diretto il racconto. I dialoghi non sono male, ma il continuo cambio di personaggi fa smarrire il lettore. Per quel che riguarda la linea editoriale di stilelibero, mi arrendo all'evidenza di un cambio di target

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    Vittorio Ciabatti

    17/12/2004 02.55.11

    Incuriosito dalle critiche, ho letto il libro che tra l'altro ho scoperto essere stato scritto da una mia procugina(e questo non può farmi altro che piacere).Personalmente l'ho apprezzato molto come penso lo abbia apprezzato chiunque abbia vissuto un certo tipo di problematiche adolescenziali descritte nella trama. Naturalmente chi non si ritrova in certe situazioni da un giudizio negativo ma solo perchè secondo me non riesce a comprenderne il significato. Sei brava Teresa, vai avanti così!!!

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    federica

    05/09/2004 15.57.40

    non x offendere ma....fa davvero pena!!!!!!!!! non mi ha fatto provare nessuna emozione e non presenta nessun filo logico. xkè l'ho letto? solo il dovere di 1 studentessa della saconda liceo...spero ke non sia l'unica a pensarla così!

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    Gordiano Lupi

    20/12/2003 09.15.15

    Cosa disse il ragionier Fantozzi a proposito della Corazzata Potionkin? Ecco questa è la mia opinione su questo libro. Andiamo avanti così con Einaudi Stile Libero e la letteratura italiana poco a poco la leggerà più nessuno. Ora pare che la Ciabatti se ne verrà a Piombino a scrivere un libro su Piombino. Bene. Peccato solo perchè l'ultimo grande e stupendo affresco sull'umanità di Piombino lo hanno fatto Bruni e Virzì con "La bella vita". Meglio sarebbe stato non deturparne il ricordo.

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    ELEONORA

    14/05/2003 19.20.00

    Non mi è possibile trovare parole che possano descrivere in maniera esauriente il talento della scrittrice.Il suo romanzo mi ha permesso di capire quanto sia speciale,unico,certe volte un po'spietato,il periodo dell'adolescenza.Questo libro mi ha rapita,mi ha coinvolta.La semplicità dei vocaboli,descrive le piccole difficoltà che "torturano" la vita di un'adolescente,la mia vita. Spero di conoscere,un giorno,colei che mi ha permesso di capire quanto sia fortunata ad avere nel cuore un piccolo paese...orbetello.

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    apinado

    28/03/2003 17.36.36

    Bel libro che consiglio solo a chi ha voglia di leggere qualche cosa che fa ridere,ma che fa pensare se chi legge è un buon letore attento e non superficiale!

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    s.

    21/03/2003 16.06.08

    Mi è piaciuto molto: una scrittura sensibile e una storia divertente, un libro che rileggerò, come rivedo "Bella in Rosa", ogni estate.....

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    Bea

    16/03/2003 23.47.12

    Quando ho letto questo libro ho sorriso...e ho pensato alla mia adolescenza...quando anch'io mi "innamoravo" continuamente e sognavo le situazioni che avrei vissuto con ciascuno di questi ragazzi...ragazzi che magari non conoscevo e con i quali non avevo mai parlato... ma questo non inportava... se loro passando sorridevano...io già pensavo "ecco è gia innamorato perso"... Quindi voglio ringraziare Teresa Ciabatti per avermi fatto sorridere e ricordare queste sensazioni e un mio caro amico che mi ha consigliato il libro...

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    Danilo

    04/03/2003 13.02.35

    Spassoso, divertente, cinico. Avete presente i Simpson? Ecco, roba del genere.

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    Alfredo (Fritz)

    03/03/2003 18.31.33

    La prima volta che un libro mi fa ridere. Lo consiglio a tutti.

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    Fabrizio

    03/03/2003 18.09.40

    Capita raramente di poter leggere qualcosa che fa ridere. Questo libro mi ha fatto ridere. Non mi hanno divertito altri best seller, firmati Greggio e Litizzetto. Neanche un pò. "Adelmo torna da me" ha il dono di saper far ridere in modo intelligente, senza scadere nella battuta facile. Magistrale. Consiglio a tutti di leggerlo.

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    Franco

    18/02/2003 11.01.00

    Francamente non ni capacito di come Einaudi abbia potuto pubblicare roba simile. Capisco che possa piacere ad adolescenti in piena tempesta ormonale, ma qualsiasi adulto amante della lettura non può che fuggire da questa accozzaglia di luoghi comuni da romanzo Harmony. Mille volte meglio allora rileggersi Liala, perlomeno aveva talento da vendere. Ha ragione il critico del Corriere: questo è il romanzo più brutto dell'anno.

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    nemo

    17/02/2003 20.35.34

    Della Ciabatti non sapevo niente. Non leggo recensioni, leggo libri. Non guardo il MCShow. Non frequento da tempo scuole secondarie. Insomma, ero un lettore vergine, prima di beccare, cercando un regalo per un amico, questo nuovo stilelibbbero. Sono rimasto colpito dalla copertina. Ho iniziato a leggerlo qualche minuto dopo. Pensavo, lo leggo poi lo regalo. Alla fine ho pescato un libro a caso nella libreria e ho regalato quello. Io dall'Adelmo non mi stacco. La Ciabatti scrive bene. Certo, come dozzine d'altri. Me compreso, quando mi ci metto. La Ciabatti ha qualcosa in più. Più di tutti quelli della einastilebrò, che ha creato dal nulla e ormai consolidato un modo di scrivere giovanil intellettual modaiol che vende, prima di tutto, poi fa leggere, e poi, volendo, fa anche andare al cinema. Oltre che annoiare da morire, sometimes. Tuttavia, l'autrice romano-pariola riesce ad infondere così tanta anima ai suoi personaggi, buoni / cattivi come persone vere, che il leggente ci precipita dentro. Risucchiato, senza accorgerti, leggi e senti la vita di Camilla, il cuore attraversato da un piccolo motoscafo che taglie acque azzurre cloro. Leggi e senti gli anni fatui e le rughette di Mamma in crisi periodica. Senti le smanie, le manipolazioni brusche del medico impietoso, la vita ritardata di Mino. Senti il tuo corpo contorto ed infelice, santificato dal quotidiano servire, Maddalena. E corri, con le biciclette assieme agli altri, percorrendo in lungo in largo un isolato di miniperiferia felice. E tutto così lieve, come un giorno di fine estate, scivola veloce il libro. Lo finisci, ti sale una voglia di conoscerla, una voglia di abbracciarla, una che ha scritto una cosa così. Ma è solo un libro. Te ne ricordi a fatica. Un libro. Quanta emozione dentro che devi ricacciare in fondo. È solo un libro. Un gran bel libro. Grazie, Teresa.

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    Sara

    07/02/2003 12.13.45

    Cattivo, divertenente, commovente, è un libro che consiglio a tutti.

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    Amalia

    07/02/2003 09.31.20

    Finalmente un vero talento, fuori dai soliti schemi letterari 'giovanilistici' italiani. Ve lo consiglio!

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    silvia

    05/02/2003 12.22.06

    Giusto perchè non voglio essere volgare.....a dir poco un'autentica porcheria che insulta l'intelligenza di ogni singolo BUON lettore!

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    marco

    30/01/2003 14.11.21

    La sintesi perfetta tre denuncia,comicità e malinconia...folgorante...una meravigliosa sorpresa.."lo strappo nel teatrino di carta" che rompe la monotonia tra gli scaffali delle librerie....davvero,davvero consigliato.. Marco

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