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Edward Bunker

Traduttore: F. Zucchella
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806230739
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Recensioni dei clienti

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    Fabio

    15/01/2017 15.59.37

    Edward Bunker pubblica in Italia nel 2004 questo libro che parla soprattutto della vita dentro un carcere. Protagonista è il giovane Ron Decker, finito a San Quentin come grande spacciatore di droga. Qui incontra Earl Copen, “anziano” del carcere e rispettato da quasi tutti. L'incontro diventa l'inizio di un'amicizia molto rara in un ambiente dove devi guardarti le spalle da chiunque. Splendide descrizioni dei luoghi, come delle persone, l'autore da voce ai pensieri dei carcerati, che oscillano dai bisogni primari, fino al profondo desiderio di libertà, dove il carcere rappresenta semplicemente una fattoria dove sono allevati animali feroci.

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    taty

    24/07/2012 09.06.46

    non è all'altezza di "Come una bestia feroce" ma è comunque un bel libro, crudo e avvincente. Fa capire come soprattutto in passato le carceri altro non fossero che delle fabbriche di animali. bello soprattutto perchè scritto da una persona che il carcere l'ha vissuto!!!

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    fabio

    14/02/2012 16.55.05

    Premetto che l'ho letto 5 anni fa. Forse è meno scorrevole di "cane mangia cane" e meno avvincente di "come una bestia feroce", ma comunque rimane uno splendido noir che tratta un tema forte e importante: l'amicizia. In questo caso, tra 2 detenuti. Mi ha emozionato molto. Grande Ed.

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    emiliano

    30/05/2008 12.11.20

    ho divorato "cane mangia cane"...ho divorato "come una bestia feroce"...e ho buttato nel cesso "animal factory"...decisamente impresentabile rispetto ai primi due citati.poco scorrevole,ridondante e spesso banale...mai avvincente.bunker era pieno di talento ma questo romanzo,a mio modesto parere,credo sia il meno riuscito.saluti.

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    Matteo

    26/11/2007 20.03.48

    Il carcere è un mondo a se stante rispetto a quello nel quale tutti noi viviamo la nostra esistenza. Il carcere è una fucina di regole non scritte, codice etico (non etico, dipende dal punto di vista) e promesse mai dimenticate, il carcere è una realtà che vive totalmente della propria immagine riflessa. Ma è anche un universo nel quale si puo' sperimentare anche sentimenti, riconoscere se stessi, reinventarsi una nuova vita. Come rinascere, proprio cosi'. In Animal Factory è l'amicizia l'elemento che fa da traino alla lettura del lettore e non la violenza, la vendetta, l'essere animale. La speranza è il motore della storia, una speranza che al momento della sua realizzazione viene quasi tradita perchè il mondo di fuori è come se non ti appartenesse piu', hai paura di abbandonare tutto cio' che hai vissuto per anni, dopo essere stato adottato da una grande immensa famiglia. I rapporti umani ne fan da padrone, in un gioco di perversione psicologica e di violenza fisica che sembra non avere mai fine. Indimenticabili T.J., Bad Eye, Ron Decker, ma soprattutto lui, EARL COPEN, il piu' tosto tra i tosti nel carcere di San Quentin, dove tutti aspirano alla sua amicizia ma che lui non regala mai. Un libro meraviglioso, che meriterebbe di affrontare piu' da vicino e con meno pregiudizi, la realtà carceraria, che vive di una stessa vita propria in ogni parte del mondo. Era il mio primo BUNKER ma è poco ma sicuro che proseguiro'. Mi piace enormemente la sua scrittura, non si nasconde dietro a uno stile retorico, lezioso. Concreto, non ricercato, crea proprio l'atmosfera ideale senza illuderti di trovare chissà quale via di uscita facile dalla storia. Un grandissimo. Guarda in faccia il lettore e dice: ti sto presentando questo, quest'altro e quello. Ti va bene? Perfetto. Non ti va bene? Allora vai a rinchiuderti in quel mondo delle favole di Biancaneve e dove Peter Pan fa beneficienza e ha costruito un orfanotrofio. Ma se poi vuoi lezioni di vita, non tornare da me perchè ti avevo avvertito.

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    gianni

    01/10/2006 14.13.07

    Con questo libro Buker ci fa entrare nel suo ambiente e ci insegna che solo gli amici veri possono dare valore ad una vita, anche fuori dal carcere.

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    Adriano

    16/01/2006 10.14.03

    Bello, anche se non paragonabile ad "Educazione di una Canaglia", o "Come una bestia feroce". Terribilmente realistico, sopratutto nelle sfumature dei personaggi: tutti cattivi, nessun innocente, ma tutti incredibilmente unici.

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    calzaider

    21/10/2005 18.16.44

    non il migliore e neanche il peggiore dei libri di eddie b. non leggendolo non perderete nulla se avete già letto tutti gli altri. se non conoscete l'autore, invece, scegliete un altro suo titolo, soprattutto educazione di una canaglia.

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    Earl Copen

    03/07/2005 09.57.45

    Finalmente, dopo tanti romanzi "fake" sul sistema carcerario, fatti di luoghi comuni e banalità, un libro che non può che raccontarlo in modo veritiero, considerata la vita di Bunker... bello anche il film con Willem Dafoe e diretto da Steve Buscemi.

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    mb

    19/04/2005 12.02.25

    Continua la serie piu' che positiva dei romanzi noir "detenuti", avvincente, descrive una realtà dannata in modo appassionante.

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    Roberta

    06/04/2005 12.12.07

    Anche secondo me è un libro che va in crescendo, si, mi è proprio piaciuto. E' il primo che leggo di Bunker.

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    kekko

    01/04/2005 14.30.08

    L'ho letto quest'estate,mi è durato due giorni. All'inizio ci vuole un pò per farlo decollare però dopo sei magicamente attaccato a questo libro...Forse il finale non è dei migliori però forse è il finale più giusto..

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    filippo

    03/12/2004 14.39.08

    Purtroppo l'inizio non è dei più coinvolgenti, ma il crescendo è eccezionale: l'amicizia che si stringe tra Ron e Earl è sempre più bella e appassionante, la descrizione della "fabbrica di animali" del carcere è man mano sempre più ricca, sino a un finale imperdibile, amaro ma (si capisce) inevitabile... Se dovessi valutare le prime 100 pagine, direi 1; le ultime 100, direi 5: la media è 3. Ripeto: da leggere, non foss'altro che per il finale. Uno dei libri di cui sarei più impaziente di leggere un seguito, se esistesse.

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    silvio

    24/08/2004 11.51.52

    E' il primo libro di Bunker che leggo. Avevo già visto il film (davvero fatto molto bene), quindi in parte ho perso un pò il gusto della sorpresa nei momenti-clou. Il romanzo è tosto e scritto davvero bene, imprigionato sempre tra le stesse mura ma mai pesante. Per il voto, sono stato un pò stretto, ma do 5 solo a dei capolavori (almeno tali secondo me)

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    alex hammond

    17/06/2004 11.46.40

    Ragazzi, che libro! la tensione è costante e riflette quella vissuta dai protagonisti. La psicologia della vita carceraria è messa a nudo sotto tutti i punti di vista. io, come al solito, mi immergo nei libri di Eddie e non ne esco più. Sono ancora a metà, grazie al cielo, e ho iniziato a leggere poche pagine alla volta per non finirlo troppo in fretta. Impossibile per il lettore non identificarsi in Ron e impossibile non desiderare di trovare un giorno un amico come Earl da qualche parte. Eccellente

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    potox

    14/05/2004 19.41.41

    è veramente un bel libro, l'argomento carcerario è un sfondo ideale per rappresentare la forza di una amicizia maschile e di come il fiore della speranza non muore neanche in una fabbrica di animali. Earl Copen è proprio una bella creazione, fatta di forza necessaria e saggezza maturata.

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    laura

    12/04/2004 16.37.37

    Ho letto tutti i libri di Bunker, e questo è quello che mi ha entusiasmato di meno in quanto la trama è sempre più o meno la stessa.

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    ale72

    22/03/2004 12.06.37

    fantastico come ogni libro di bunker, mai letto niente di così grande sul carcere; nn lo paragonerei agli altri, perchè molto diverso

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    Reservoir Dog

    03/03/2004 12.42.22

    Dopo quasi trentanni questo libro non ha perso il suo fascino...mi sa che lo si può definire un CAPOLAVORO...un classico della vita carceraria.Leggendolo si capisce la voglia di continuare a sognare per chi ha "sbagliato" oppure è stato troppo vero. Grazie Zio Eddie!!!

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    withnail

    26/02/2004 18.28.04

    diciamo un 3,5 o 4--. di bunker ho letto solo come una bestia feroce e questo, che è nettamente inferiore all'altro, sia per trama che per fantasia o idee, ma che cmq riesce bene ad affrontare un argomento abbastanza inedito ancora oggi (e il libro è del '77): quello delle conseguenze della vita carceraria, perlomeno americana, su chi, spesso anche per circostanze ineluttabili, in carcere ha dovuto passare una parte consistente della sua vita. come dice il titolo, certe carceri invece di redimere e rendere possibile un successivo reinserimento nella società, non fanno altro che estremizzare certi atteggiamenti diventando delle vere e proprie "fabbriche di animali", e il romanzo ogni tanto lascia anche il dubbio che tutto ciò non sia proprio casuale...

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