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Colson Whitehead

Traduttore: K. Bagnoli
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2007
Pagine: 191 p. , Brossura
  • EAN: 9788804573296

Recensioni dei clienti

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    andrea cigada

    21/03/2008 14.19.48

    alcuni tratti del libro sono davvero gustosi. i pensieri del protagonista, che spesso si staccano dalla realtà per abbandonarsi a sogni immaginari. la descrizione della uniforme provincia americana, l'ansia di non essere al passo dei tempi, di non seguire le sorti magnifiche e progressive dell'umanità. l'idea di base è originale. piacevole.

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    Daniele

    17/01/2008 19.26.57

    Ho abbandonato questo libro dopo cinquanta pagine di scrittura involuta e ostile. Il primo libro di Whitehead, "L'intuizionista" ea notevole. Il secondo "John Henry festival" un'affabulazione prolissa e alla fine noiosa. Credo che sia uno scrittore da un solo libro

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    Filippo W2M

    09/01/2008 12.10.42

    A Winthrop - piccola cittadina della west coast statunitense - c'è aria di cambiamento, cambiamento epocale per giunta. I tre membri del consiglio cittadino - il magnate del software Lucky Aberdeen, l'ultimo erede della dinastia del filo Spinato Albie Winthrop ed il sindaco Regina Goode, afroamericana diretta discendente dei padri fondatori della città - hanno votato perchè si trovi un nome nuovo, più adatto alle aspirazioni della città oggi nota come Winthrop. E così viene interpellato il miglior consulente di terminologia disponibile sul mercato, o meglio, fuori dal mercato, visto che il protagonista di questo breve romanzo di Colson Whitehead si è ritirato dagli affari dopo un misterioso incidente occorsogli qualche mese prima. Accetterà, il più geniale "inventore di nomi" degli Stati Uniti - il creatore del logo Loquacia per un farmaco anti timidezza e del brand Apex per i cerotti multirazziali - l'incarico offertogli dal trio? Valuterà i suggerimenti dei tre oppure inventerà un nome ex novo? Ma sarà ancora in grado di avere colpi di genio? Oppure l'incidente che l'ha reso zoppo gli avrà storpiato anche la fantasia? Scritto in prosa molto poco fluente e piuttosto confusianario nello svolgimento della trama - in particolare i frequenti acavallamenti tra eventi attuali e flashback, che sembrano essere frutto della confusione mentale di uno scrittore febbricitante - Apex nasconde il dolore (Strade Blu Mondadori) ha due grandi pregi: un titolo azzeccatissimo ed una copertina molto accattivante. Per il resto lascia molto a desiderare, anche se l'idea di base - quella di un uomo che sa giocare magistralmente con le parole, ma che per un qualche misterioso blackout sembra volersi prendere una pausa dal lessico e dal mondo - è decisamente intrigante. Claudicante! Se un film dovesse essere ispirato a questo Apex nasconde il dolore, il protagonista non potrebbe essere altri che Denzel Washington!

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