Arenaria

Paolo Teobaldi

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  • EAN: 9788833570884
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Gaia la libraia

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Storie da ridere per non piangere.
Una lingua tenera e sorprendente che mai diventa virtuosismo, ma è sempre al servizio della bellezza dei luoghi e delle persone, del racconto di una Storia vista dalla parte degli ultimi.
Un finissimo umorismo con venature nere ma sempre gentili.

Un monte d’arenaria (che poi non è neanche un monte: 200 m slm il punto più alto): la prima altura che s’incontra scendendo dalla pianura padana, 60 km prima del monte Conero, lungo la costa adriatica. Con un versante, detto le Rive, che guarda verso nord-est, esposto ai venti di maestro, bora, greco e levante; l’altro, verso sud-ovest, benedetto dal sole e dalla storia.

Un mondo piccolo, di pochi chilometri quadrati (l’Adriatico da una parte, i fondali dell’Appennino dall’altro) coltivato a mezzadria, pieno di personaggi, carico d’amore, di rabbia e d’ingiustizia.
Nessuna indulgenza per come si stava bene una volta, per il pane fatto in casa: neanche per le lucciole.
Storie da ridere per non piangere, da tramandare da padre in figlio: nella fattispecie un lascito da nonno a nipote, nella speranza che le parole sommerse siano ancora comprensibili.

«Teobaldi non scrive parole: le adotta, le alleva e le accudisce così quando viene il momento di impiegarne una risponderà docilmente alla chiamata dello scrittore».
Stefano Bartezzaghi

«Per Teobaldi la realtà che ci circonda è piena di miracoli. Per nutrirsene, bisogna tenere i sensi all'erta e imparare le parole giuste per "dirli". Così come bisogna saper nominare la vita della gente umile e anonima, che svolge al meglio il proprio dovere e sopporta in silenzio le peggiori disgrazie».
Franco Marcoaldi

  • Paolo Teobaldi Cover

    Paolo Teobaldi vive a Pesaro. Ha fatto il traduttore, il copywriter e l’insegnante d’italiano. Come narratore ha pubblicato: "Scala di Giocca" (Edes, Cagliari, 1984). Circa dieci anni dopo pubblica "Finte. Tredici modi di sopravvivere ai morti" (e/o, 1995), romanzo con il quale Teobaldi inizia una fortunata collaborazione con l’editore e/o che pubblicherà tutti i suoi successivi lavori. Nel 1998 esce "La discarica", grande successo di critica e di pubblico, che - tradotto in francese, spagnolo, greco e tedesco - gli vale recensori importanti come Tabucchi e Starnone. Quattro anni dopo pubblica "Il padre dei nomi", e nel 2004 esce "La badante" finalista al premio Strega. Nel 2007 pubblica "Il mio manicomio". Del 2013 "Macadàm". Ha scritto inoltre "Arenaria" (E/O... Approfondisci
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