Il Binge eating disorder (BED o disturbo da alimentazione incontrollata) è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da ricorrenti abbuffate senza condotte compensatorie sistematiche. Spesso confusa o sovrapposta all'obesità – che è una condizione medica – il binge eating disorder è invece una malattia psicologica sfaccettata, che trasforma un disagio interiore – fattori psicologici e relazionali, traumi, difficoltà nella gestione delle emozioni – in un rapporto alterato e problematico con il cibo. Il BED è stato riconosciuto come diagnosi autonoma nel DSM-5 dell’American Psychiatric Association nel 2013.
L'assunzione di una grande quantità di cibo in un tempo ristretto – seguita non da condotte compensatorie (come vomito autoindotto o attività fisica eccessiva), ma dalla sensazione di perdere il controllo e dall’incapacità di fermarsi – è accompagnata da un profondo senso di colpa e di vergogna. Il binge eating disorder è frequentemente associato al sovrappeso o all’obesità, ma può riguardare persone di qualsiasi peso. È importante sottolineare che non è una semplice “mancanza di volontà”, bensì una malattia psicologica reale: il cibo diventa uno strumento per gestire emozioni complesse.
La letteratura sul Binge eating disorder contribuisce a superare stereotipi e semplificazioni, restituendo complessità a una realtà spesso raccontata in modo riduttivo. E soprattutto infonde speranza, perché, se riconosciuti e affiancati a un percorso terapeutico mirato, dai disturbi alimentari è possibile guarire. La riflessione editoriale unisce definizione clinica, storia diagnostica e analisi sociale del rapporto con il cibo. I libri su questo disturbo approfondiscono i criteri introdotti nel DSM-5, la distinzione rispetto a bulimia nervosa e obesità, e l’inquadramento nei “disturbi della nutrizione e dell’alimentazione”. Una parte dei volumi ricostruisce il percorso che, dagli studi di Albert J. Stunkard negli anni Cinquanta, ha portato al riconoscimento istituzionale della categoria, poi recepita anche nell’ICD-11 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Sono presenti studi dedicati ai modelli terapeutici, dalla terapia cognitivo-comportamentale agli interventi basati sulla regolazione emotiva, con attenzione all’organizzazione dei servizi per i disturbi alimentari nel Servizio Sanitario Nazionale e nei centri specialistici. Alcuni titoli esaminano linee guida cliniche, protocolli multidisciplinari e programmi di prevenzione, offrendo un quadro operativo utile per comprendere percorsi di cura e presa in carico. Accanto alla dimensione medica, saggi di taglio psicologico e culturale analizzano stigma, alimentazione compulsiva e costruzione dell’immagine corporea nelle società contemporanee. L'ambito interessa a chi studia psicologia clinica, psichiatria e politiche della salute mentale, ma anche a chi cerca strumenti interpretativi sul legame tra emozioni e comportamento alimentare.