La meritocrazia è il principio secondo cui opportunità, responsabilità e riconoscimenti dovrebbero essere assegnati in base al merito, valutato attraverso competenze, risultati o capacità. Il termine, diffuso dal secondo dopoguerra, è oggi al centro del dibattito su istruzione, lavoro e istituzioni.
La meritocrazia è affrontata in una prospettiva che intreccia teoria politica, sociologia, economia e politiche pubbliche. Chi desidera comprendere come il concetto si sia trasformato nel tempo trova saggi dedicati alla sua origine, alle interpretazioni contemporanee e alle critiche rivolte ai criteri di valutazione del merito. Alcuni titoli approfondiscono il rapporto tra scuola, università e mobilità sociale, analizzando come i sistemi educativi incidano sulle opportunità individuali. Una parte dei volumi esamina l'organizzazione delle amministrazioni pubbliche, delle imprese e delle istituzioni, soffermandosi sui modelli di selezione, valutazione delle competenze e progressione professionale. Sono presenti studi che collegano meritocrazia, disuguaglianze economiche e giustizia sociale, mettendo a confronto approcci liberali, socialdemocratici e critici. Il tema interessa a chi cerca strumenti per interpretare il dibattito pubblico attraverso ricerche, analisi comparative e contributi interdisciplinari.
Il termine "meritocrazia" fu reso celebre da Michael Young con The Rise of the Meritocracy del 1958, un'opera concepita come satira politica. Nel tempo il significato si è ampliato e coinvolge le riflessioni di filosofi come John Rawls e Michael Sandel. Il confronto riguarda criteri di valutazione, uguaglianza delle opportunità, capitale umano e mobilità intergenerazionale.