Il pessimismo è una tradizione filosofica che considera la sofferenza, il limite e l’insoddisfazione elementi costitutivi dell’esistenza umana. Tra XIX e XXI secolo ha assunto forme differenti nelle opere di autori come Arthur Schopenhauer, Giacomo Leopardi, Emil Cioran, Eugene Thacker, Thomas Ligotti e Albert Caraco, trovando una formulazione radicale nel pensiero antinatalista contemporaneo.
Chi si avvicina al pessimismo filosofico cerca spesso strumenti per interpretare il dolore, il desiderio, la finitezza e il rapporto tra coscienza e realtà. Arthur Schopenhauer nel 1818 pubblicò Il mondo come volontà e rappresentazione, individuando nella volontà una forza incessante all’origine dell’insoddisfazione. Il pessimismo cosmico di Giacomo Leopardi collega la fragilità dell’uomo all’indifferenza della natura. Emil Cioran trasformò il pessimismo in una riflessione aforistica sulla nascita, il tempo e l’impossibilità della redenzione. Le opere di Thomas Ligotti, tra cui The Conspiracy against the Human Race (2010), hanno riportato questi temi nel contesto contemporaneo, collegando pessimismo metafisico, orrore filosofico e critica della coscienza. Il pessimismo permette di comprendere come diverse epoche abbiano elaborato una critica radicale delle promesse di felicità, progresso e realizzazione individuale.