Il sessismo è un sistema di stereotipi, pratiche e discriminazioni basato sul sesso o sul genere. Si manifesta in ambito sociale, istituzionale e culturale, con radici storiche che precedono il Novecento e persistono nel dibattito contemporaneo.
I libri sul sessismo rispondono a esigenze definitorie, storico-politiche e istituzionali. Alcuni titoli chiariscono la distinzione tra sessismo ostile e benevolo, concetto elaborato da Peter Glick e Susan Fiske negli anni Novanta. Una parte dei volumi analizza l’evoluzione dei diritti delle donne, dal suffragio femminile alle politiche di pari opportunità promosse dall’Unione europea e dall’ONU. Sono presenti studi che esaminano il funzionamento delle istituzioni, dalle leggi antidiscriminatorie italiane alle linee guida della Commissione europea contro il gender bias nel lavoro e nei media. Interessa a chi vuole comprendere i meccanismi culturali della disuguaglianza, ma anche a insegnanti, giuristi e operatori delle risorse umane.
Il tema attraversa sociologia, diritto, psicologia sociale e studi di genere. La Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (CEDAW), adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1979, rappresenta un riferimento normativo internazionale. Il movimento #MeToo, esploso nel 2017, ha reso visibili dinamiche di abuso e asimmetria di potere in diversi contesti professionali.
Un filone approfondisce il linguaggio inclusivo e la rappresentazione mediatica, con riferimento ai lavori di Judith Butler e agli studi sull’identità di genere. Un altro si concentra sul sessismo istituzionale e strutturale, includendo analisi comparative tra sistemi giuridici e indicatori come il Gender Equality Index dell’EIGE. Termini come patriarcato, glass ceiling e discriminazione indiretta ricorrono nella letteratura specialistica e orientano la ricerca tematica.