Socrate (Atene, ~470–399 a.C.) è il filosofo greco che ha posto la riflessione etica al centro della filosofia occidentale. Non ha lasciato scritti: il suo pensiero è ricostruito principalmente attraverso i dialoghi di Platone e le Memorabili di Senofonte.
I saggi dedicati a Socrate coprono un arco che va dalle biografie storiche fino alle analisi del metodo filosofico, e interessano a chi studia filosofia antica, a chi si avvicina per la prima volta al pensiero greco e a chi vuole capire il rapporto tra filosofia e vita civile nell'Atene del V secolo a.C.
Alcuni titoli ricostruiscono il processo del 399 a.C. — in cui Socrate fu accusato di empietà e corruzione dei giovani dal tribunale popolare ateniese — come evento storico e politico, oltre che filosofico. È il caso di Processo a Socrate di Mauro Bonazzi (Laterza, 2020) e dell'Apologia di Socrate di Platone, tra i testi più letti e commentati della tradizione filosofica. Una parte della produzione esplora il metodo socratico — la maieutica, l'ironia, il dialogo come strumento di ricerca della verità — nelle sue applicazioni storiche e nelle sue ricadute pedagogiche moderne. Sono presenti studi di storia della filosofia che inquadrano Socrate dentro la trasformazione della polis ateniese tra democrazia periclea e crisi del V secolo. Il problema delle fonti — nessun testo autografo, tre tradizioni principali (platonica, senofontea, aristofanea) — è oggetto di monografie specialistiche come Indagine su Socrate di Maria Michela Sassi (Einaudi, 2015).
La cosiddetta questione socratica — cioè l'impossibilità di distinguere il Socrate storico dal personaggio letterario costruito da Platone — è il nodo centrale della storiografia filosofica moderna sul tema. Gregory Vlastos, nei suoi Studi socratici (Vita e Pensiero, 2003), ha proposto una distinzione sistematica tra il Socrate dei dialoghi giovanili platonici e quello dei dialoghi della maturità, orientando il dibattito anglofono per decenni. Giovanni Reale, con Socrate. Alla scoperta della sapienza umana (La Nave di Teseo, 2019), ha offerto una sintesi divulgativa di alto livello che colloca Socrate come punto di svolta nella storia del pensiero. Hannah Arendt, nel saggio Socrate (Raffaello Cortina, 2015), ha letto il filosofo ateniese in chiave politica, come figura che incarna il conflitto tra pensiero individuale e consenso democratico. Il processo del 399 a.C. rimane un evento emblematico per la filosofia politica: Socrate poteva scegliere l'esilio e rifiutò, accettando la condanna in nome della coerenza tra pensiero e azione.
La tradizione dei dialoghi platonici — Apologia, Critone, Fedone, Simposio — costituisce la fonte principale per chiunque voglia leggere Socrate direttamente, ed è ben rappresentata nel listato con edizioni bilingui greco-italiano (Bompiani, Einaudi). Romano Guardini, con il volume Socrate e Platone incluso nelle sue Opera omnia (Morcelliana), ha interpretato Socrate come figura proto-cristiana, orientando una lettura che ha avuto ampia diffusione in ambito cattolico nel Novecento. Luciano De Crescenzo, con la sua Storia della filosofia greca (Mondadori), ha reso Socrate accessibile a un pubblico largo, collocandolo nel contesto della filosofia presocratica e post-socratica