Assalto alla fortezza

Bernard Cornwell

Traduttore: L. Perria
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2003
In commercio dal: 14 marzo 2003
Pagine: 421 p., Rilegato
  • EAN: 9788830420526
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Descrizione

Sopravvissuto alla terribile battaglia di Assaye, Richard Sharpe è stato promosso. Ma, sebbene la guerra contro i Maratta sembri quasi conclusa, un'altra sfida attende il nuovo ufficiale. Uno dei suoi nemici giurati, il sergente Obadiah Hakeswill, sta infatti tramando contro di lui e mira addirittura a ucciderlo. Tuttavia, mentre Sharpe schiva trappole mortali e pianifica la sua vendetta, l'esercito lo chiama ancora una volta a combattere: l'impenetrabile fortezza di Gawilghur, dove si sono nascosti gli ultimi nemici, sta infatti strenuamente resistendo all'assedio inglese. E sarà proprio davanti a quella fortezza che Sharpe rischierà tutto.

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Recensioni dei clienti

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    Alessandro

    30/08/2018 13:11:17

    Eccoci arrivati all’ultima avventura indiana di Richard Sharpe, ora ufficiale nell’esercito di Sir Arthur Wellesley nella fase finale della guerra contro i maratti. Arrivati a questo punto nessuno dei due può permettersi la sconfitta; dovranno espugnare Gawilghur, la fortezza che non può essere espugnata. Una trama già di per sé avvincente, da adorare. Inizia come finisce: con azioni belliche descritte in modo a dir poco favoloso, combattimenti avvincenti e molto cruenti, tra i quali domina l’assalto alle porte del forte interno. Cornwell fa si che le giubbe rosse, feroci, sanguinanti e dal viso annerito, si materializzano davanti al lettore fin dal primo istante. Continua la caccia a quel serpente di Dodd, la cui ambizione ormai è arrivata al punto da rasentare la follia (nel periodo trattato si sarebbe trovato bene tra i francesi). Hakeswill invece è come un’infestazione, sembra impossibile liberarsene, e più passa il tempo più aumenta l’antipatia capace di suscitare. Non vedi l’ora di arrivare alla fine solo per la speranza di vederli fare la fine che meritano. I capitoli di questi due personaggi sono alle volte interessanti (più che altri quelli di Dodd) ma anche i più pesanti del libro. Al contrario ho adorato il principe Manu Bappu, straordinario e magnifico sotto ogni punto di vista, almeno quanto mi sono piaciuti gli scozzesi ancora leali al loro vero Re. Il protagonista si mantiene eccezionale, anche se in alcune occasioni si dimostra troppo severo con se stesso. A quanto sembra ha una sola debolezza, è un grande soldato, uno straordinario combattente e quasi sicuramente sarà un ottimo ufficiale, è capace di trovare buoni amici e purtroppo eccellenti nemici, ma con le donne è proprio sfortunato. La ricostruzione degli eventi è come sempre impeccabile, anche grazie alla nota storica finale in cui l’autore, tra le altre cose, spiega cosa ha alterato per fini narrativi. Molto bella la copertina dell’edizione rilegata.

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    feanor

    29/11/2009 13:39:09

    Le migliori parti del romanzo sono l'inizio e la fine. La parte centrale è a tratti un po lenta e monotona, ma il personaggio di Sharpe è ottimamente descritto e caratterizzato. Bellissima l'immagine finale dell'entrata dei "boriosi" ufficiali inglesi nella fortezza di Sharpe.

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    Marcos

    04/05/2005 12:21:55

    Anche se non il migliore della trilogia Indiana....sicuramente appassionante,reale. Per chi ama il romanzo Storico Cornwell incarna la massima espressione...

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    Polo

    15/07/2004 12:28:48

    Veramente spettacolare come tutti i libri della serie di Sharpe! Unico aspetto che non mi convince (presente in tutti i capitoli della saga finora letti) è il fatto che il protagonisca riesca sempre a cavarsela in modi troppo roccamboleschi!

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    Enrico

    13/05/2004 12:43:08

    Molto bello. Berard Cornwell,come scrittore di avventure, è secondo solo a Wilbur Smith.Anche se le trame delle avventure di Sharpe sono forse troppo simili tra loro...

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    fornaroli stefano

    29/04/2004 12:05:27

    questo libro come tutti quelli di cornwell,che ho letto,(tutti) è stupendo!!! piu' che un libro un film le scene di battaglia sono fantasmagoriche, peccato che ne scriva troppo pochi..... ovviamente per i miei gusti. distinti saluti Stefano.

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    dario g

    01/03/2004 14:27:39

    Sicuramente il migliore della trilogia "indiana".

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    Six

    13/10/2003 15:28:18

    Da quando ho cominciato a leggere non ho mai trovato un autore così bravo: dalle mitiche leggende di Mr sharpe, passando attraverso le avventure della Stormchild, alla costruzione del tempio di Stonehage e alle imprese di Thomas di Hookton, Bernard Cornwell risulta tra i migliori scittori d'avventura che la narrativa abbia mai avuto. Grazie ancora alla Longanesi per lo spazio concessomi e ancora complimenti a Bernard Cornwell per lo stupendo romanzo.

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    Nazario

    04/06/2003 21:40:20

    Noto diverse analogie tra la vita civile, il vissuto quotidiano di tutti noi, con quella soldatesca di Sharpe e dei suoi commilitoni in questo bel racconto di Cornwell. Se ci guardiamo intorno, troviamo abbondanza di esseri spregevoli capaci di emulare le gesta ingorde del colonnello Torrance, del sergente Hakeswill, e del rinnegato Dodd. Nella nostra società, è forte l’ambizione dei più, per avere il successo ad ogni costo e il facile arricchimento. Poco importa se, per raggiungere lo scopo, si debbono tradire senza pudore, principi morali e legami di amicizia. Rattrista vedere nella realtà, oltre che nella finzione romanzesca, farabutti traditori, che inneggiano al denaro più che all’amore verso la propria patria, ai propri doveri di cittadino. Altra riflessione, che le avventure del soldato Sharpe mi porta a fare, è il valore disconosciuto della professionalità dei tanti “militi civili”, che pur lavorando con creatività e competenza, non hanno titoli di studio e di casta sufficienti per far valere visibilmente e peculiarmente le loro capacità. Fare bene il proprio mestiere, in certi ambienti, non serve per far carriera. Ci vuole il titolo di studio, la scuola giusta, il favoritismo clientelare. Altrimenti si viene messi da parte, si diventa inutili, e non si ha accesso a promozioni e a responsabilità adeguate. Richard Sharpe ci insegna che c’è un solo modo per combattere l’ostracismo di chi ci vuole fuori dal club. Meritarsi l’onore sul campo di battaglia, prima di ogni azione di rivalsa. Le battaglie della vita, come gli assalti alle fortezze, si vincono con la convinzione di chi non molla mai. Come il generale Arthur Wellesley, dobbiamo arruolare e promuovere i talenti, e non escluderli per un principio di elite. Il contributo di gente d’esperienza, combattiva, coraggiosa e preparata come Sharpe serve sempre. E non solo per scalare Gawlinghur.

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    ivan

    20/04/2003 15:12:45

    piu' bello ed entusiasmante dei precedenti,Bernard non finira' mai di stupirmi,a qundo il prossimo?

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    GB crippa

    07/04/2003 18:43:54

    Bello. Livello superiore. Incredibile come riesca a estrarre questo romanzo da un nudo fatto storico, la battaglia di gawilghur, durata non più di tre quarti d'ora, e peraltro ininfluente per l'esito della guerra tra i marattie e la compagnia delle Indie. Comunque la sua descrizione delle battaglie è unica. Adesso attendiamo il prossimo e vedremo come se la caverà con la descrizione di una battaglia navale. Mr Cornwell, Complimenti ancora!

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