Il bambino nella neve

Wlodek Goldkorn

Illustratore: N. De Benedetti
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
In commercio dal: 11 gennaio 2018
Pagine: 202 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788807890482
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Descrizione

Cos'è la memoria? Cos'è il passato? Cosa resta delle vite e delle morti di chi abbiamo amato, di chi ci ha preceduto? Riflessioni universali, che diventano lancinanti quando si applicano al passato di un ebreo, polacco e comunista, cresciuto nel dopoguerra in una patria che l'ha poi rinnegato. Wlodek Goldkorn è da molti anni una voce conosciuta della cultura italiana, ha intervistato grandi artisti, scrittori, premi Nobel, e raccontato molte storie, mai la sua personale. Quella di un bambino nato da genitori scampati agli orrori della seconda guerra mondiale, che abitava in una casa abbandonata dai tedeschi in fuga, ancora piena di piatti e mobili provvisti di svastica, che crebbe nel vuoto di una memoria familiare impossibile da raccontare, impossibile da dimenticare, impossibile da vivere. "Poi, capita che nascano i nipotini. E arriva il momento in cui ci si pone la domanda: come dire loro l'indicibile? Come trasmettere la memoria?" Ecco allora un viaggio di ritorno: a Cracovia, a Varsavia, ad Auschwitz, a Sobibór, a Treblinka. E un viaggio nella memoria, da ricostruire, da inventare, da proiettare nel futuro: i genitori, gli amici, gli eroi e le vittime, il ragazzino che gioca con i compagni nel cortile fingendo di essere ad Auschwitz, l'uomo che sceglie Marek Edelman come maestro di vita, il nonno che deve raccontare ai nipoti la storia.

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    Germain

    26/02/2017 20:28:20

    Libro piccolo e perfetto: autobiografico, didattico e di alto valore etico. Spero che lo leggano in tanti perché è agevole, misurato, scritto in maniera ricca e allo stesso tempo semplice (la sua caratteristica principale). Ma è soprattutto nei tasselli storici e aneddotici scelti per costruire la sua trama (narrativa e di pensiero) che questo libro spicca tra altri (biografici, storico-politici, di narrazione in generale). I motivi della sua importanza sono principalmente tre. 1 - Goldkorn è nato in Polonia e lì ha vissuto fino a circa venti anni, prima di emigrare in Israele e poi stabilirsi definitivamente in Italia. Dunque per almeno metà del libro si parla della Polonia post-bellica e soprattutto delle assurde vicende dei suoi cittadini, ebrei e non, sia sotto il regime sovietico che durante la guerra nazista. 2 - Quel che l'autor racconta e le riflessioni che fa sono interessanti in ogni dettaglio. Si sente l'influenza di Kapuściński; è imprescindibile la presenza di Marek Edelman, del quale G, torna a dichiararsi allievo di vita, e, accanto a Edelman, emerge pure l'ombra e la lezione di Primo Levi, sia nei ragionamenti sull'uso etico e politico della memoria, sia su quelli circa i ruoli individuli nello schema vittima\carnefice\male. G. ci offre un certo numero di elementi sui quali riflettere seriamente, perfino serenamente e (ho immaginato leggendo) durante il corso di chiacchierate semplici e quotidiane, magari in famiglia (di fatti il racconto si svolge quasi tutto in "famiglia"). Ci dà argomeni, un metodo e l'atmosfera. 3 - La storia del '900, i fatti della Shoah, i razzismi, l'odio verso i poveri e i derelitti, l'uso politico ed etico della memoria, l'impegno di ognuno di noi nel cotrastare i soprusi e le vessazioni contro i popoli e le persone vittime di azioni di convenienza della mala politica, della mala economia e e della mala ideologia: di queste cose, "Il bambino nella neve" racconta, infine, alcuni angoli e scorci rinfrescati o nuovi.

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