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I barbari. Saggio sulla mutazione - Alessandro Baricco - copertina

I barbari. Saggio sulla mutazione

Alessandro Baricco

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Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 213 p., Brossura
  • EAN: 9788807720246

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"Dovendo riassumere, direi questo: tutti a sentire, nell'aria, un'incomprensibile apocalisse imminente; e, ovunque, questa voce che corre: stanno arrivando i barbari. Vedi menti raffinate scrutare l'arrivo dell'invasione con gli occhi fissi nell'orizzonte della televisione. Professori capaci, dalle loro cattedre, misurano nei silenzi dei loro allievi le rovine che si è lasciato dietro il passaggio di un'orda che, in effetti, nessuno però è riuscito a vedere. E intorno a quel che si scrive o si immagina aleggia lo sguardo smarrito di esegeti che, sgomenti, raccontano una terra saccheggiata da predatori senza cultura. I barbari, eccoli qua. Ora: nel mio mondo scarseggia l'onestà intellettuale, ma non l'intelligenza. Non sono tutti ammattiti. Vedono qualcosa che c'è. Ma quel che c'è, io non riesco a guardarlo con quegli occhi lì. Qualcosa non mi torna." (Alessandro Baricco)
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    Davide

    03/05/2014 18:36:18

    L'opera più accettabile ( ed è tutto dire ) del più sopravvalutato scrittore italiano degli ultimi trent'anni. Con fare lezioso e analgesico , Baricco espone nei vari articoli ciò che Benjamin e Debord -- per citarne solo un paio -- dissero a loro tempo meglio e in maniera più approfondita, senza il pudore di una citazione e con la faccia da tolla disarmante di atteggiarsi come se si trattasse di farina del suo sacco. Al momento di raccogliere gli articoli in volume poi Baricco, da bravo parac... e previa soffiata di un amico, cita ed elogia Benjamin in una diabetica epigrafe introduttiva. Ne risulta un'opera involontariamente divulgativa , un omogeneizzato di trattatistica postmoderna per chi è ancora sdentato. Pregi ? Chiaro nella sua ovvietà , e in quanto postmoderno ( dell'ultim'ora ) mai greve o moralista.

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    Lucio

    01/02/2012 17:21:43

    Bravo Baricco. Assolutamente convincente nel ruolo di saggista, quello che meglio si attaglia alle sue immense qualità di divulgatore. Il tema del libro, inoltre, è di quelli che tutte le persone mediamente consapevoli avvertono sotto la pelle e Baricco aiuta a far luce su un disagio diffuso, che tutto permea ma che non è facile affrontare, anche perchè non si comprende bene a quale gioco si stia giocando, quali sono le squadre e da quale parte è giusto schierarsi. La contaminazione è la vera protagonista del libro e, poichè siamo tutti più o meno contaminati, l'analisi del tema della mutazione somiglia ad una partita di pallone sulla spiaggia, dove è impossibile distinguere i compagni dagli avversari perchè tutti sono praticamente nudi e corrono urlando come pazzi immaginando un campo che in realtà non è definito. Baricco piacerà pure alle donne, ma devo riconoscere che stavolta è piaciuto anche a me. Da leggere assolutamente.

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    stefano

    08/01/2012 21:51:33

    Bello... bello..mi ha preso questa disamina dei nuovi barbari,alcune volte ho faticato,ho dovuto rileggere per capire bene,ma mi ha fatto ragionare..Azzeccati, le due foto, che sono riuscite a far comprendere molto bene i capitoli che ne sono seguiti e l'esempio della muraglia cinese..In conclusione non mi piacciono i barbari..anche se,ho scoperto...che forse faccio surf e sotto sotto ho sangue barbaro nelle vene...bravo Baricco

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    regonaschi mara

    01/02/2011 10:25:37

    Un saggio molto interessante, anche se in alcune parti un pochetto ripetitivo e nebuloso, ma se si tiene duro fino alla fine, questa riserva splendidi passaggi, acuta sintesi di una odierna utopia,di cui riporto ciò che mi ha colpito maggiormente: "Siamo mutanti,tutti,alcuni più evoluti,altri meno, c'è chi è un po' in ritardo,c'è chi non si è accorto di niente, chi fa tutto per istinto e chi è consapevole, chi fa finta di non capire e chi non capirà mai, chi punta i piedi e chi corre all'impazzata in avanti. Ma non c'è mutazione che non sia governabile. Abbandonare il paradigma dello scontro di civiltà e accettare l'idea di una mutazione non significa prendere quel che accade così com'è. Quel che diventeremo continua a essere figlio di ciò che vorremmo diventare". Chi non si ritrova????

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    Pericle

    22/10/2010 13:12:16

    Non sono mai stato un lettore di Baricco, e mi sono avvicinato alla lettura di questo libro con una certa diffidenza. Leggevo il libro principalmente al bagno, con leggerezza.. in breve mi ha conquistato. E non parlo dello stile (mi interessa relativamente), ma del contenuto, dei concetti. Ho seguito il recente dibattito intorno a barbari e imbarbarimento e devo dire che mi trovo d'accordo con Baricco. Anche se non capisco (forse fa parte del gioco editoriale) perchè alcuni commentatori di livello si ostinino a non capire l'idea, il suo concetto di barbari e cosa stia avvenendo in questi anni in Europa. Quest'ultima precisazione va fatta. Baricco è un uomo europeo. Negli Stati Uniti tutto ha avuto inzio ben prima. non vorrei peccare di presunzione, ma credo che lo spartiacque sia Max Weber. (pensieri barbari, spero non imbarbariti)

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    silvio salice

    07/01/2010 09:58:29

    definire Baricco "oscuro" è un complimento. Tutta fuffa. Inizia promettendo di dire "dove stiamo andando", ma dopo tanti giri e rigiri, non si capisce neppure dove sta andando lui. Si dia una calmata e torni ai romanzetti.

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    cristina

    12/12/2009 10:37:26

    Baricco saggista non è poi così male, anzi, io lo trovo chiaro, semplice, ironico e interessante. E' uno dei pochi che mi invoglia a ricercare le fonti dei suoi spunti di riflessione, a partire dalla citazione di altri testi, opere teatrali e musicali, film, eccetera. Non mi sembra che in quest'opera voglia affermare che i barbari sono gli americani, per lo meno non è questo il punto. Credo che la riflessione ci riguardi tutti, per l'impronta culturale dei nostri stili di vita e per il modo in cui ci percepiamo rispetto a tutti gli "altri da noi", chiunque essi siano.

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    Conan

    29/10/2009 13:52:20

    Dite quel che volete, ma io il Baricco saggista proprio non capisco MAI dove voglia andare a parare. Intanto, dopo pagine e pagine, la rivelazione che i "barbari" siano gli americani, lascia di stucco, tanto è abusata. L'aveva detta molto meglio Wilde cent'anni prima. E il resto? Un agile saltabeccare di palo in frasca che vorrebbe dimostrare maggior profondità dell' "arida" filosofia "tradizionale"? Mi risulta più contorto di Hegel ma meno suggestivo. Temo che chi voglia affrontare temi universali debba farlo con serietà e (molta) umiltà. Far finta di saper tutto, senza poi spiegare niente, è un gioco destinato a smascherarsi da solo, e subito.

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    akacimea

    17/06/2009 18:55:36

    Splendido ! da rendere obbligatorio in didattica alle superiori per me.

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    diablo

    12/03/2009 14:03:13

    Il solito baricco, piacevole, come un vino hollywoodiano, lo bevi e non ti resta nulla. il sapientino del quartiere dice cose giuste, sa di piacere alle donne...insomma si legge bene in metrò, non richiede molta concentrazione

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    Gian Maria

    09/03/2009 12:45:51

    Il testo è effettivamente interessante, anche se va preso come un punto di vista - e l'autore non se ne dimentica. Resta putroppo il tono baricchese o baricchiano, insopportabilmente saccente, come è già stato detto. Ma almeno non è uno dei suoi insulsi romanzetti.

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    luc!a

    31/10/2008 12:04:18

    ho letto quasi tutto di Baricco. Questo saggio, insieme a Barnum e Barnum 2, non mi è piaciuto affatto. Troppo saccente, troppo presuntuoso, troppo sicuro di avere la platea pronta ad applaudirlo a priori.

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    michele68

    26/10/2008 14:42:29

    Non avevo mai letto Baricco e devo dire che questo saggio è stata una piacevole sorpresa. L’ho trovato divertente, richiede forse un po’ di freschezza ed elasticità mentale, direi che è come un paio di nuove lenti che permettono di mettere a fuoco situazioni che, pur essendoci passati, non avevamo ancora capito bene. Un testo ricco di spunti, che si compone in una serie di tappe culminananti nella meta simbolica della Muraglia cinese, posto unico al mondo, dove si può camminare per ore restando di fatto nello stesso luogo. Attenzione però: “I barbari” non ha nulla a che vedere con immigrazione, clandestini, xenofobia, etc, perché riguarda la mutazione nostra di cittadini europei e occidentali in generale, legati agli influssi culturali e non provenienti da oltre Atlantico, una mutazione che non tutti sono disposti ad accettare (la storia insegna) pretendendo così di conservare lo status quo erigendo barricate. Sono un po’ più giovane di Baricco, ma non pratico surfing o multitasking e condivido quasi pienamente la sua chiave di lettura sulla mutazione e il suo metodo per interpretarla: una mia lettura stringatissima è che il barbaro toglie la dimensione spirituale alle azioni, agisce su un piano bidimensionale, rinuncia alla profondità e al riverbero temporale. Conservo questo libro sullo scaffale dei libri che ogni tanto vado a rileggere, perciò lo consiglio.

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    paola

    08/09/2008 00:36:00

    INTELLIGENZA ED ACUTEZZA COME SE PIOVESSE

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    franca

    31/07/2008 14:31:40

    Generoso e profondo. Con questi due termini ringrazio il mio coetaneo per questo prezioso scritto sulla mutazione culturale che tutti stiamo vivendo. Per la sintesi e l'acutezza, pur trattando diverso argomento, ho avvicinato questo testo a "Massa e Potere" di E.Canetti. Originale la cura con cui l'autore accompagna il lettore e lo sostiene. La foto in copertina e' una "veranda". Franca

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    richi1980

    07/07/2008 17:08:45

    Da qualche tempo ho maturato la convinzione che la lettura fosse un modo furbo e dignitoso di essere borderline in questa società. La preoccupazione di definire anacronistiche le mie personali opinioni sul mondo, si è affievolita di molto in quest'ultimo periodo della mia vita,tanto da avere lasciato il posto ad una consapevolezza che, in qualche sporadico caso, si trasforma addirittura in orgoglio. Ho trovato molto stimolante la definizione di surfing mentale con la quale Baricco descrive la logica che guida questi barbari del nuovo millennio: dove NOI cerchiamo la risposta, LORO non si pongono nemmeno la domanda. Di equivalente spessore anche la conclusione del libro e la sua voglia di accettazione del diverso come stimolo e non come nemico da evitare (originale il paragone con la Muraglia Cinese..). Almeno è un tentativo da apprezzare, basta intellettuali che si (auto?) ghettizzano nei loro salotti elitarii, ottenendo come unica coseguenza la distanza e la scarsa simpatia delle gente. Ho chiuso il libro con la promessa di leggere altro dell'autore, mi ero lasciato condizionare da chi critica la sua scrittura creativa e più volte ho rinunciato all'acquisto dei suoi romanzi. Cosa che di certo farò in futuro.

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    giorgia

    25/06/2008 11:59:59

    Spunti interessanti di riflessione sul prezzo da pagare in termini di profondità culturale per accedere "velocemente" alla cultura. Io purtroppo faccio parte dei "barbari" quindi ritengo ci siano alcuni punti che amerei contestare e discutere a voce col signor Baricco, ma in generale credo che il libro sia illuminante, colto e divertente: un bel miscuglio di aggettivi barbari.

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    monk

    03/06/2008 21:33:06

    Una bussola nello scorrere incessante della mutazione; un manuale per avvicinarci a quest'orda di barbari che tutto distrugge; guardarli da vicino, leggergli negli occhi per trovare forse... alla fine noi stessi. Un gran bel libro, illuminante!! Il voto è 4, ma solo perchè all'orizzonte c'è Oceano mare e al di là... Novecento.

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    Barbara

    03/06/2008 00:28:56

    Veloce, acuto, non facilissimo ma talmente accattivante da catturare l'attenzione che si merita. Ottimo saggio di matrice filosofica ma con andamento narrativo. Mi aspettavo una cosa interessante e non sono stata delusa!

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  • Alessandro Baricco Cover

    Nasce a Torino il 25 gennaio 1958. Si laurea in Filosofia con una tesi in Estetica e studia contemporaneamente al Conservatorio dove si diploma in pianoforte. L’amore per la musica e per la letteratura ispireranno sin dagli inizi la sua attività di saggista e narratore.Come saggista esordisce con Il genio in fuga. Due saggi sul teatro musicale di Gioacchino Rossini (Il Melangolo, 1988; Einaudi, 1997). Castelli di rabbia (Rizzoli, 1991; Universale Economica Feltrinelli, 2007), suo primo romanzo, Premio Selezione Campiello e Prix Médicis Etranger, è un’autentica rivelazione nel panorama della letteratura italiana e ottiene il consenso della critica e del pubblico. Seguono Oceano Mare (Rizzoli, 1993; Universale Economica Feltrinelli, 2007), Premio Viareggio e... Approfondisci
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