A Bigger Bang

Artisti: Rolling Stones
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: EMI
Data di pubblicazione: 2 settembre 2005
  • EAN: 0094633799424
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Disco 1
  • 1 Rough Justice
  • 2 Let me Down Slow
  • 3 It Won't Take Long
  • 4 Rain Fall Down
  • 5 Streets of Love
  • 6 Back of my Hand
  • 7 She Saw me Coming
  • 8 Biggest Mistake
  • 9 This Place is Empty
  • 10 Oh No, Not you Again
  • 11 Dangerous Beauty
  • 12 Laugh, I Nearly Died
  • 13 Sweet Neo Con
  • 14 Look What the Cat Dragged in
  • 15 Driving Too Fast
  • 16 Infamy

Recensioni dei clienti

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    LIZ@RD_KING90

    01/05/2006 15:02:54

    Di certo quest'album non è un capolavoro, non è nemmeno uno dei più belli dei Rolling Stones, che potevano fare molto meglio!.. sta di fatto che è apprezzabile, con un buon sound e dei pezzi originali. l'unica pecca, se proprio vogliamo essere cattivi, è la lunghezza e alcune canzoni che non sono molto emozionanti.. insomma, compratelo e cerchiamo di far rivivere i bei tempi del rock e la buona musica..visto che ormai ci rimangono solo Mick Jagger e Bono Vox!

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    Salvatore

    09/12/2005 19:34:41

    Penso che in mezzo alla pessima qualità del materiale discografico che viene prodotto in questi ultimi tempi, questo album esce a testa alta. E' vero, non è il loro lavoro migliore, ma nemmeno così nero come qualcuno lo dipinge.

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    angelo

    25/11/2005 21:18:38

    splendido il look nel video dei vecchietti miei quasi coetanei voto 10

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    Marco R

    15/11/2005 18:40:05

    Se si parla di RnR è un discorso e allora non si può prescindere da loro e da qualsiasi cosa facciano. Se si vuole parlare di conteporaneità quello è un'altro discorso ma ,aimè,riguarda ancora meno qualsiasi altro nome si voglia fare. Il loro peggior lavoro è almeno una spanna sopre ogni aspettativa di U2,REM,Colplay o di chi volete voi.In fondo stiamo parlando di coloro che insieme a Elvis,Beatles e Dylan saranno menzionati sui libri di storia generale anche tra 100 anni. Scusate se è poco.

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    Carboni

    10/11/2005 14:00:58

    Non manca di episodi interessanti e le uniche pecche alla fine, oltre la copertina, si devono ricercare nella lunghezza eccessiva dell’album, forse, 16 pezzi sono troppi. Tenendo conto che alcuni di essi, come “dangerous beauty”, “sweet neocon”, “infamy”, potevano anche non esserci. Anche il blues cercato a tutti i costi di “back of my hand” non aggiunge o toglie nulla all’album. Stesso discorso per “she saw me coming”. Come per tutti i dischi degli Stone, non riesco a paragonarlo ai precedenti lavori, non riesco a dire se è migliore o peggiore. Di certo non raggiunge la bellezza di Voodoo Lounge, però non è inferiore a Bridges to Babylon. Anzi, credo che alcuni episodi di questo album, lo piazzino un gradino sopra il suo predecessore. “Rough justice” è un gran bel pezzo. Ma ancora più bello è “let me down slow”. Questa canzone forse è uno dei momenti migliori dell’intero album. Bello anche l’episodio di “it wont take long”. Altra vetta dell’abum invece è “biggest mistake”, qui la professionalità e la maestria degli Stone sboccia in tutto il suo splendore. Un altro vertice credo sia “laugh i nearly died”, guarda caso una ballata. Penso che le ballate siano il punto forte di questo lavoro, compresa la canzone “ this place is empty” cantata da Richards. Stile prima traccia dell’album è “Oh no not you again”, forse ancora più scarna e tranquillamente inseribile nel discorso di BRIDGES TO BABYLON. Niente male e molto simpatica risulta “look what the cat dragged in”. Ma ancora più giocosa e incalzante è la magnifica “driving too fast”...fantastica. In conclusione, il voto reale potrebbe andare tra i 3/5 e i 4/5.

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    sergio

    09/11/2005 13:31:08

    bene bene...voi sapete chi sono i stones? ci vuole del coraggio scrivere certe cose quando in giro ce gente come u2 o colplay e altro..che si fanno grandi sulla povertà della gente a suon di miliardi perchè musicalmente parlando valgono assai poco...gli stones stanno e anno dato una grande lezione a tutti...che dio li benedica!

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    Daniele

    13/10/2005 14:16:34

    penso che sia giunto anche x gli INTRAMONTABILI rolling stones il momento di "appendere gli strumenti al muro" e andarsene in pensione..... oramai quello che avevano da dire l'hanno detto, ma adesso basta!!!! se si fermavano qualche anno prima mi avrebbero lasciato un buon ricordo

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    Carboni

    10/10/2005 17:22:23

    Io non capisco. La prima impressione è sufficiente a scrivere il romanzo nero dei promessi sposi? Verissimo che il pezzo di “Streets of love” assomiglia a un pop melenso, va bene. Ma dire che la batteria di Watts è irriconoscibile e soprattutto dire che dopo “Star me up” ci sia il vuoto, mi sembra un po’ esagerato. Capisco che Let it bleed e Beggars Banquet ormai siano solo un ricordo ma, ancora lei si aspetta un Blonde on Blonde o un Atom Hearth Mother? Caspita, se facciamo questi paragoni, non ascoltiamo più nulla. I gusti sono gusti per carità, però dopo “Star me up” potrebbe ascoltare “Hearts for sale”, “Blinded by love”, “Slipping away”. Ancora “Love is strong”, “You got me rocking”...no? Facciamo almeno 3/5 dai... Poi una cosa: sul fatto che il Rock n’ roll sia morto...ha mai ascoltato un album dei Queens of the stone age? Il primo album degli “White Stripes” oppure ELEPHANT degli stessi? L’ultimo di Mark Lanegan? Visto che ha nominato i Pink Floyd, ascolti “De-loused in the crematorium” dei Mars Volta. Oppure ascolti l’album degli Eagles of death metal. Una volta i capolavori uscivano come il pane, oggi ci sono ancora, soltanto che bisogna andare a cercarli e scavare parecchio per trovarli.

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    Iacopo

    07/10/2005 16:46:22

    Finalmente abbiamo potuto ascoltare l’album nella sua interezza e la prima impressione non è entusiasmante. Il sound è zeppo di ammiccamenti di ogni tipo: dal dance all’hip-hop. La batteria di un jezzista quale Charlie Watts è irriconoscibile come d’altronde la chitarra di Richards che non è nemmeno lontana parente di quella dei ‘60 o ‘70. La mossa più cool e azzeccata che potrebbe fare Jegger, invece di scrivere ridicole canzonette alla moda e muoversi sul palco come Micheal Jackson, sarebbe quella di ritirare il suo gruppo dal business musicale, salvando così la sua immagine già notevolmente compromessa grazie a questi ultimi vent’anni di carriera. Avete mai più ascoltato una loro canzone decente da dopo Start Me Up?!? Non ci dilunghiamo nemmeno a recensire le “canzoni” se così si possono chiamare; sarebbe un’inutile perdita di tempo sia per noi, sia per voi. Se anche i “quasi” sempre ortodossi Rolling Stones si sono fatti travolgere dal pop melenso e facilotto di oggigiorno, siamo alla frutta; ci si rende ben conto di quanto lontani ormai siano i tempi di Aftermath,di Beggar’s Banquet degli stessi Stones, di Blonde On Blonde di Dylan, On The Beach di Young, ma ancora di Atom Heart Mother dei Pink Floyd, Abbey Road dei Beatles, Berlin di Lou Reed o di Blue Valentine di Waits. Young cantava nel lontano ‘79 “Rock’n'Roll will never die” ma in realtà il vero Rock’n'Roll è morto!

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    ese

    29/09/2005 08:55:18

    gli stones son sempre gli stones, certo piu' vecchietti ma sempre GRANDI! e poi lui... rimane un sogno anche con tutti i suoi anni sulle spalle... insieme a bowie sono i migliori!

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    Carboni

    27/09/2005 13:19:08

    ...mediocre ?? :)... Sempre uguali a sè stessi eppure non si riesce a paragonare un album ad a un altro. Signori, non è sicuramente VOODOO LOUNGE ma gli è molto vicino. Non tanto sul piano del rock ma su quello dell'eleganza. Dentro questo disco ci sono delle perle uniche. Forse 16 pezzi sono troppi. Ma "rough justice", "let me down slow", "It won't take long", "biggest mistake", "laugh, i nearly died", "look what the cat dragged in", "driving too fast". "Oh not you again" poteva stare benissimo dentro BRIDGES TO BABYLON e quindi ? Da comprare e ascoltare. Ascoltare ascoltare e ancora ascoltare. Dopo si potrà dare un giudizio.

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    fabio

    26/09/2005 23:33:49

    Il disco è di buon livello anche se un po' monocorde.Non c'è dubbio che i vecchietti sappiano ancora graffiare. In generale si lascia ascoltare ma è lontano anni luce da capolavori come sticky fingers o exile on main street

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    MARIMA

    12/09/2005 10:32:32

    GLI STONES SONO COME DYLAN,POSSONO PERMETTERSI DI FARE UN LAVORO MEDIOCRE,MA NIENTE DI CUI SCANDALIZ ZARSI.SONO COSI'.PRENDERE O LASCIARE. CHI DI VOI SE LA SENTE DI LASCIARE????

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    alex

    09/09/2005 11:03:17

    Concordo con mirko. personalmente mi aspettavo di più, ma onestamente questi personaggi hanno dato veramente TANTO.

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    STEFANO

    07/09/2005 14:19:59

    OTTIMO DISCO, CERTO NON IL PIU' "FRESCO" DEGLI STONES, PER QUELLO BISOGNA COMPRARE VODOO LOUNGE(1994, PER NON ANDARE INDIETRO TROPPO NEGLI ANNI). CI SONO TANTE BELLE CANZONI, CERTO C'E' UNA CERTA SENZSAZIONE DI GIA' SENTITO. NON SI POSSONO CHIEDERE LE NOVITA' AGLI STONES, CHE ANNO PIU' DI 200 ANII IN QUATTRO.IL VERO PROBLEMA E' CHE NON ESISTONO GIUOVANI BAND CHE SAPPIANO SUONARE IL ROCK'N'ROLL, COSI' LUNGA VITA AGLI STONES.VOTO 8

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    Mirko

    05/09/2005 21:01:40

    Sempre uguali a se stessi, sempre buoni, non più ottimi. La playlist ricalca bridges to babylon e alcune canzoni sono copie di vecchi brani.

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