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Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2007
Pagine: 271 p. , Brossura
  • EAN: 9788807017124

Recensioni dei clienti

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    betty

    10/07/2015 16.56.52

    Bello! come tutti i libri che ho letto di quest'autrice, direi che non si smentisce...bella la trama, interessanti i protagonisti e un libro che ti appassiona sempre più. a metà del libro già si intuisce come si svilupperà, ma questo non toglie curiosità al lettore e questa cosa mi è piaciuta molto. consigliato assolutamente

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    faffa

    27/10/2014 20.26.31

    Qualche anno fa lessi"La mennulara"(regalato ad un'amica che,poi,me l'ha prestato)e l'ho trovato un romanzo più accattivante di"Boccamurata"(che ho regalato a mia mamma per l'onomastico)che,comunque,è pure un romanzo che crea suspance,che si fa leggere per scoprire quale sia il mistero intorno alla nascita di Tito. Attorno a lui,poi,si muovono una serie di personaggi appartenenti alla sua famiglia:il padre,defunto,Gaspare,il figlio Santi(e la moglie Vanna),le figlie Teresa(ed il marito Piero) ed Elisa(ed il marito Antonio),la moglie Mariola,la zia Rachele,il nipote Titino(erede,purtroppo,di una tara medica)che,con il compito scolastico di ricreare l'albero genealogico della sua famiglia,dà l'avvio alla vicenda. Questa,poi,viene resa ancor più enigmatica dall'arrivo,inaspettato,di Dante,figlio di una compagna di collegio di zia Rachele,e dalla lettura delle lettere di costei inviate,un tempo,alla sua amica Marta Attanasio. Capitolo dopo capitolo si dipana la storia della vita di Tito e quella della sua famiglia legata,indissolubilmente,a quella del pastificio non solo per affetto,per marchio generazionale,ma anche e soprattutto per questioni ereditarie.

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    nanni

    13/02/2014 10.13.17

    Non solo la trama mi sembra avvolta in uno strato di nebulosità, ma anche la lettura del libro non è stata particolarmente avvincente. Forse meritava la sufficienza, ma mi ha deluso l'aspettativa che avevo in considerazione dell'autrice.

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    ANNA

    11/12/2013 01.05.23

    E' il primo romanzo di questa autrice che leggo, E' ben scritto,scorrevole,la storia è bella, anche abbastanza avvincente, i personaggi sono ben descritti. C'è un bel affresco della Sicilia, ma nonostante tutto alla fine del libro mi è rimasta la sensazione di insoddisfazione, come se mancasse qualcosa...... peccato.

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    Rosi Lima

    30/08/2011 09.50.27

    Sono siciliana. E sono a conoscenza di alcune verità che non raramente accadevano nel "sottobosco" sociale del secolo scorso, anche tra componenti di famiglie nobiliari. Mi rivolgo a tutti i recensori che hanno bocciato il libro, credendo che l'Autrice,peraltro eccellente,sia "dovuta ricorrere a pietosi ed assolutamente inverosimili modelli" PER POTER CONCLUDERE LA TRILOGIA PROPOSTASI!!!Per chi conosce tale realtà passata, è veramente assurdo giudicarla così. Chi scrive questo, non conosce la finezza e l'onestà storica dell'Autrice, e non SA PROPRIO NULLA della nostra Sicilia. Che è sì bellissima, e piena di colori, tradizioni e profumi, ma è, ed ancor di più è stata, crudele,omertosa in realtà strettamente private, misogina ed in tanti casi, carceriera. Di persone e di sentimenti. E ciò,trasversalmente in tutte le classi sociali! Mi dispiace proprio tanto per tutti quei lettori che, non conoscendo a fondo la nostra Sicilia,e le passioni a volte crudeli che la attraversano, non hanno goduto ed assaporato le splendide pagine di questa "storiografica" Autrice! Libro ben costruito, splendidamente VERO nel suo contesto storico e sociale dell'epoca, e soprattutto PASSIONALE ED INTIMO RIVELATORE di quei sentimenti dell'anima siciliana che è da SEMPRE caratterizzata da grandi passioni, gelosie, orgogli, potere e riservatezze!! Libro che reputo profondo rivelatore delle più carnali ed inconfessabili realtà dell'anima e degli amori siciliani, ambientati nel secolo scorso. Voto sicuramente alto. Consigliato solo a chi vuole accostarsi alla lettura senza preconcetti e con l'umiltà di voler conoscere altre realtà, seppur passate.

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    Giancarlo Sidoti

    24/01/2010 16.46.52

    Diteci la verità! Chi ha scritto i primi due libri? Boccamurata è uno dei peggiori libri da me letti, mentre i precedenti erano tra i migliori.

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    Maria Assunta

    17/01/2010 21.38.08

    E' il primo libro che leggo di questa scrittrice e mi è abbastanza piaciuto. Ho letto commenti negativi che non condivido in pieno. Ci sono degli appunti da fare, ma, nel complesso, è una bella storia che ti tiene attaccatto alle pagine (in particolare da metà libro in poi). Ora comprerò anche gli altri libri di questa scrittrice: ho letto pareri molto positivi. Questo, comunque, lo consiglio...

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    gra

    04/09/2009 15.26.34

    Sono rimasta sorpresa nel leggere tanti pareri negativi su questo libro. A mio parere, oltre ad essere scritto bene , tratta un argomento purtroppo drammatico ma reale, specie in quei tempi.L'unico appunto che mi sento di fare è che già a metà libro si intuisce il segreto che nasconde Rachele, togliendo quindi un po' di attesa per il finale. Sono inoltre d'accordo con chi ha scritto che il personaggio di Irina è decisamente superfluo.

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    Mara

    16/02/2009 17.10.03

    Dopo aver letto, con grande entusiasmo, i primi due "La mennulara" e la "zia marchesa" avevo non dico grandi aspettative, ma mi predisponevo ad un piacevole lettura. Deludente al massimo, un romanzetto banalmente imbastito, improbabile e fastidiosamente mediocre. Peccato.

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    Piero

    03/12/2008 21.16.08

    Bo...non è facile dire la mia su questo libro. Sebbene lei ha detto che finisce una trilogia, a me mi sembra che voleva lasciare indietro la trilogia. In Boccamurata non si vede una storia tanto raffinata come a La mennulara. Non è importante che sia in Sicilia; l'epoca, neanche...sono due motivi che fanno che i lettori non siano coinvolti con il romanzo. I personaggi non sono molto evoluzionati, e alcuni spariscono senza motivi chiari. Non so, sono quasi sicuro che sbaglio, ma mi fa l'impressione che la autrice voleva finire il libro, la trilogia e un'epoca come scrittrice. Per fortuna, ancora ha tempo per raccontarci storie tanto belline come la de La Mennulara. Io, almeno, lo aspetto.

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    cristina

    06/03/2008 23.34.10

    Anch'io, come la lettrice Khinna, ho ricordato il racconto magistrale della Yourcenar "Anna soror" e poi mi sono letta, dalle "Metamorfosi" di Ovidio, la storia di Biblide (citata nel romanzo della Agnello Hornby). E' con turbata curiosità, passione e piacere che ho seguito la vicenda di zia Rachele, boccamurata. La storia è apparsa artefatta e poco verosimile ad alcuni lettori, per me invece è motivo di ammirazione nei confronti dell' autrice cogliere anche qui l'intensità e il carattere della sua scrittura. Anche se il romanzo mi ha colpito un pochino meno degli altri due, considero la Agnello una grande scrittrice e spero di poter leggere altri suoi romanzi.

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    Silvia

    25/02/2008 11.47.28

    Libro molto al di sotto dei precedenti, secondo me. Sarebbe buono lo spunto, l'idea primaria, ma poi l'Autrice si perde nella stesura del romanzo, creando così situazioni e personaggi sbiaditi, poco credibili e, nel caso dell'amore fra i due fratelli, una storia inverosimile e a tratti melensa. Mi dispiace, perché i primi due libri della trilogia erano molto belli e realistici. Continuerò comunque a leggere la Agnello Hornby, sperando in una risalita, perché per me é comunque brava.

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    Arcangela Cammalleri

    30/01/2008 15.54.50

    “ Non l’avrei immaginato, la zia innamorata”, disse Tito, e sollevò la testa.”Eppure amò, con una potenza che mi sorprende”. Sulla quarta di copertina, si condensa “Il segreto” che circonda e avvolge il dramma narrativo. Con “Boccamurata”, alias “La zia Rachele”, la scrittrice anglo-sicula ha deciso di dare una conclusione alla trilogia siciliana iniziata con “La Mennulara” (2002) e continuata con “La Zia Marchesa”(2004) e, ancora una volta, dà voce letteraria ad un’altra figura femminile, ma diversamente dalle opere precedenti, fa da controcanto al protagonista maschile. Questo romanzo è un affresco di famiglia in un interno siciliano in cui si annidano e si avviluppano sentimenti e risentimenti non sopiti. Tito, il capo di un pastificio è il centro di questa “famiglia” assieme alla vecchia zia Rachele il cui passato si svela, come un sipario teatrale, attraverso le lettere di lei giovane e i ricordi frammentati di lei anziana. L’intreccio si dipana su due livelli paralleli: un alternarsi di diverse tonalità di voci, dal racconto in terza persona all’io narrante, dal presente con i componenti di questa saga famigliare avviliti da interessi economici e intrighi sentimentali, al passato che si dischiude come luce che fuga le ombre e disvela il “mistero”. Al tema della famiglia come nido consolatorio, ma al contempo gorgo di insane passioni, fa da contrappunto il paesaggio siciliano che l’autrice ci fa rivedere in un’esplosione di colori vividi e penetranti “I raggi del sole perciavano la terra” come i sentimenti che agitano i personaggi, in una sorta di geografia del cuore evocata con commovente naturalezza. E’ un romanzo di “Qualità assoluta”, dalla dirompente carica emotiva, stemperata da una scrittura armoniosa, mai scomposta. Come pennellate di colore sparse qua e là si frappongono lessemi dialettali che restituiscono tonalità accese all’espressività controllata della scrittrice, il cui stile elegante e calibrato s’innesta nella materia scabrosa, elevandola.

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    Stefania

    09/10/2007 14.35.41

    Ero indecisa fra l'1 e il 2 come voto, ma ho dato due perchè purtroppo esistono romanzi ancora più brutti di questo!!che tentativo penoso per risultare originali!!addirittura un incesto..!!!!poi continue digressioni sulla famiglia, personaggi che subentrano per "tirare" la storia ma totalmente inutili...non ho parole!non buttate soldi e minuti del vostro tempo per questo libro!!!ah, dimenticavo il finale..NO COMMENT!un tentativo di uscire dalla banalità dando vita ad u polpettone che non è altro che la fiera della banalità!!

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    davide85

    05/10/2007 18.43.43

    Sarà che l'autrice benchè di origini siciliane ormai vive da 35 anni a Londra;sarà che forse si vuol descrivere (tra l'altro con dovizia di particolari) realtà che tali non sono,ma questo libro lascia molto a desiderare.Assolutamente inverosimile sia per i personaggi che per le situazioni nonchè per gli argomenti trattati(che meriterebbero ben maggior attenzione).Una Sicilia descritta ricca come la terra di un sultano... Illeggibile.

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    locati paola

    17/09/2007 19.34.50

    forse il migliore dei 3..visto che prediligo la suspence. discusso con calore l'origine dei francesismi,credo,molto ricercati, tipo tablattè..ecc. discussi con un nobile palermitano che ne rifiutava l'esistenza se non in termini soltanto dialettali. vorrei, se possibile, essere aiutata nel districarmi nella mia piccola personale polemica. spero che dopo la trilogia non si spenga la grande creatività di simonetta. in attesa....paola locati

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    Salvo Ruggeri

    13/09/2007 10.12.50

    Sono un lettore esigente. E sincero. Questo libro non mi è piaciuto. Il tentativo - non riuscito - di far passare una turpe passione incestuosa per gradevole amore, la scelta di portarla sino alle estreme conseguenze del concepimento consapevole di un figlio sono francamente stucchevoli. Perchè l'autrice ha sentito il bisogno di scrivere di questi argomenti? E in questi termini? Mi stupisco che la lettura riscuota alcuni consensi. Non compratelo.

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    Cristiano

    05/09/2007 23.23.21

    Lento, inverosimile, storia forzata nel cercare per forza una svolta ad effetto. Personaggi modesti che mai decollano. Non ho letto altri romanzi dell'autrice ma di certo non ho percepito i profumi, colori e l'atomosfera di Sicilia che sento invece miei e presenti nei romanzi di Camilleri.

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    enza

    04/09/2007 14.08.29

    LETTURA PIACEVOLE

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    michela

    27/08/2007 18.33.16

    Una storia d'amore coinvolgente e belle le descrizioni della splendida Sicilia. Alcuni passaggi ti fanno sentire i profumi di quell'isola.

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