Categorie

Peter Heather

Traduttore: S. Cherchi
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 657 p. , ill. , Brossura

63 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Storia e archeologia - Storia - Dalla preistoria al presente - Storia antica: fino al 500 d.C.

  • EAN: 9788811680901

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Lucio

    24/12/2015 08.40.54

    Bello. Interessante. Attuale, come ogni buon libro di storia. E poi, oltre ad essere ben scritto, ha il merito di indagare un periodo storico tanto cruciale e affascinante, quanto ignorato e mal studiato nelle aule scolastiche, troppo concentrate sui secoli centrali della storia di Roma.

  • User Icon

    Silvancov

    24/09/2014 21.50.12

    Non essendo uno storico (ma solo un appassionato di storia) non mi sento in grado di appoggiare o contestare le "tesi" sostenute in questo libro. Tuttavia ammetto di essere un poco scettico sul fatto che sia possibile trovare "delle cause" per quei fenomeni che ci mettono centinaia di anni ad esplicarsi. Ed il caso del declino (ed alla fine, del crollo) dell'Impero Romano d'Occidente appartiene proprio a questa categoria. Assegno il massimo dei voti a questo libro perchè ritengo che sia riuscito perfettamente a "rendere l'atmosfera" che "si respirava" in Europa nel IV e V secolo. La narrazione è davvero intrigante e non risulta mai - ma proprio mai - noiosa; la lunghissima elencazione dei fatti, dei personaggi, delle date, delle cause, delle conseguenze non sborda affatto nella pedanteria. Sì, rende l'atmosfera alla perfezione; non essendo un romanzo ma un (rigoroso) testo divulgativo, questa è stata davvero una piacevolissima sorpresa. Consigliatissimo!

  • User Icon

    Potito

    12/11/2011 10.38.23

    Ottimo libro, molto discorsivo, si lascia leggere volentieri. Espone interessanti teorie sulla caduta dell'impero romano (al di là delle solite invasioni barbariche e della decadenza dei costumi) d'ccidente sicuramente nuove e da approfondire. Per un appassionato della storia di Roma antica può esssere un libro interessante.

  • User Icon

    sordello

    13/07/2010 12.37.27

    Molto bello, sembra a tratti di leggere un romanzo. Heather ha la caratteristica tipica degli storici inglesi di saper "raccontare" le vicende storiche senza annoiare ma anche senza cadere nel macchiettismo. Lo consiglio vivamente a tutti quelli che volgiono avvicinarsi a un periodo affascinante della nostra storia.

  • User Icon

    luca

    09/12/2009 12.17.53

    Bellissimo:argomenti trattati, scrittura piacevole ed accattivante, tesi non banali ma fondate su solide argomentazioni. Se tutti i libri di storia fossero sritti ed argomentati così.....

  • User Icon

    Riccardo

    09/03/2009 10.26.10

    Heather Peter si sforza di dimostrare una tesi che molti storici trovano discutibile. La parte occidentale dell’impero di Roma sarebbe caduta per una serie di cause intrinseche, ma principalmente per una quasi totale incapacità di adeguarsi alle nuove tecniche di combattimento dei popoli invasori. I romani cioè, non avrebbero trovato efficienti contromisure all’arco lungo degli unni ed alla cavalleria pesante. Fu quindi più che altro una caduta determinata da cause prettamente ‘militari’. Ciò che l’autore non considera è che i moderni lavori di Sombart e Weber hanno dimostrato che un dato sistema economico – sociale è figlio di una particolare concezione del mondo e della natura, di una particolare ‘Weltanschauung’. In parole povere di una religione. In fondo aveva visto giusto Gibbon, quando attribuì al cristianesimo, la causa principale della caduta dell’impero romano d’occidente. Non perché indebolì lo spirito guerriero dei popoli italici, ma perché si sostituì rapidamente e distruttivamente ad una concezione pagana del mondo e dei rapporti tra uomini e popoli. Heather, da buon anglosassone sembra molto più interessato a fenomeni di carattere prettamente militare che a catastrofi sociali indotte da profonde trasformazioni di pensiero. Su un punto si deve essere d’accordo con l’autore. E cioè che ad un certo punto della storia militare, la cavalleria prese il sopravvento sulla fanteria pesante, quella che aveva consentito a Roma di creare il suo impero. Ma non dimentichiamo che negli scontri con gli Alani, popolo bellicoso dell’Europa nord orientale, la fanteria romana neutralizzò le cariche avversarie utilizzando lunghe lance anticipando lo scozzese Wallace di quasi mille anni. In conclusione, il lavoro di Heather è ben fatto, ricco di spunti di riflessione e in alcuni casi decisamente innovativo. Manca forse di una profondità che lo avrebbe potuto far diventare una pietra miliare nel campo della storiografia romana, ma in compenso è, non ostante la complessità della materia trattata, leggibilissimo.

  • User Icon

    gianni barchi

    31/08/2008 22.06.18

    Un gran ben libro! La fine dell'impero romano d'occidente è descritta magistralmente, con una narrazione avvincente, vivace, mai noiosa (qualità rara in un saggio di storiografia) una lettura che mi ha accompagnato durante le ferie estive, facendomi dimenticare caldo e zanzare, lontano dal mare e dalla sua "caciara". Nelle lunghe e silenziose ore d'agosto sono sfilati personaggi e figuri a volte gravi e imponenti, a volte meschini e ridicoli, sanguinari e feroci di imperatori, generali, burocrati, eunuchi ed usurpatori insieme a filosofi, storici (Ammiano Marcellino, Olimpiodoro di Tebe, Prisco, Giordane etc.) e letterati (Ausonio, Sidonio) del basso impero. Amplissimo spazio è dato anche agli antagonisti dell'impero, un caleidoscopio di re barbari, di popolazioni germaniche che dimoravano nell'Est europeo tra Polonia e Ucraina, e poi sarmati, alani, unni e Sasanidi della Persia, indugiando a descriverne la storia, gli usi, la cultura materiale e spirituale. Il grande impero romano è descritto nelle sue strutture politiche e amministrative, tanto centrali quanto provinciali e locali, con i tutti i limiti e storture, ma anche nella sua cultura fatta di lingua latina, letteratura e retorica, diritto, acquedotti e terme. Sono elencate e dibattute le varie tesi, da quelle sull'ineluttabilità della caduta dell'impero (una fine per collasso interno inevitabile, iscritta nel dna di ogni impero), alla eventualità invece che la crisi innescata dalle invasioni barbariche poteva essere gestita in altro modo e superata, consentendo alla parte occidentale del mondo romano di riprendersi e assimilare gli invasori. In fondo, dice Heather, se la crisi dell'impero era già insita inevitabilmente nella sua struttura (politica, economica, sociale), perché la parte orientale dell'impero, in tutto simile a quella occidentale, è sopravvissuta egregiamente per altri mille anni?

Vedi tutte le 7 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione