Editore: Laterza
Collana: Cultura storica
Edizione: 6
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 19 ottobre 2017
Pagine: 646 p., Rilegato
  • EAN: 9788858129807

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Storia e archeologia - Storia - Storia militare - Prima Guerra Mondiale

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Recensioni dei clienti

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    Francesco Fiumalbi

    27/06/2018 20:37:37

    Da un punto di vista storico è impeccabile. Molto interessanti i continui passaggi da una parte all'altra del fronte per meglio comprendere i punti di vista, le aspirazioni e le difficoltà dei due schieramenti. E credo che questo sia il merito più importante del libro, che si inserisce in contesto storiografico ormai parecchio affollato. Barbero unisce la straordinaria capacità di comunicazione alla precisione del dettaglio. Quest'ultimo aspetto, unitamente allo spessore del volume - quasi 5 cm! - può scoraggiare il lettore "medio", tuttavia così facendo dà modo di apprezzare molti dettagli che altrimenti rimarrebbero noti solamente agli specialisti. Credo che sia il giusto compromesso fra divulgazione e attenzione al dettaglio. Dal mio punto di vista è stato molto utile e interessante passare dal generale al particolare e viceversa.

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    Alberto

    06/05/2018 08:05:13

    E' un saggio che tutti dovrebbero leggere soprattutto cominciando dalla scuola. Un'opera da apprezzare per il grande lavoro svolto dall'autore per poter riferire lo scenario di guerra e la situazione organizzativa dei due eserciti, dove gli alti gradi fanno una ben misera figura, evidenziando l'arretratezza delle regole gerarchiche, l'avanzato sviluppo strategico dei tedeschi rispetto a noi ancorati a superate convinzioni accademiche di ''scuola di guerra'' che fu. Ci spiega con abbondanza di dati l'avanzamento tecnologico in corso di sviluppo in ogni campo industriale applicato prontamente dagli avversari e non recepito invece fino in fondo dalle alte sfere senza acume all'altezza dei tempi. Forse qualche ridondanza in certi passaggi e un uso migliore delle cartine topografiche fuori testo.

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    Ottimo saggio.

    30/04/2018 11:59:30

    Tante informazioni relative alla famosa ritirata di cui non sapevo nullo o che sapevo in modo più che errato. Indubbiamente il volume deve diventare un must have nella biblioteca dell'appassionato.

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    Antonio

    19/04/2018 19:49:39

    Ottimo saggio, ben scritto e scorrevole oltre che ottimamente documentato. Mirabile l'equilibrio con cui l'autore riesce a conciliare elementi di storia più prettamente militare e strategica con momenti quotidiani di vita in trincea; ciò che rende la lettura certamente molto coinvolgente.

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    Fabrizio

    15/03/2018 11:44:25

    Ottimo libro, scrito in maniera scorrevole che rende piacevole la lettura. Bella la prima parte che approfondisce la nascita del piano da parte austro tedesca. Fatte molto bene le cartine, dettagliate, a colori, permettono di capire bene l'evolversi dello sfondamento. Peccato non approfondisca di più l'evolversi della ritirata fino al Piave (o almeno fino al Tagliamento)

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    Renzo Montagnoli

    12/03/2018 06:53:01

    Credo che sia difficile trovare un evento nella ancor pur breve storia dell’Italia che abbia colpito il nostro popolo in modo così evidente, al punto di definire ogni risultato particolarmente negativo come “una Caporetto”. Del resto, in quelle giornate di fine ottobre del 1917 poco ci mancò perché le truppe tedesche e austriache arrivassero a dilagare nella pianura padana, determinando di fatto la fine del nostro stato. L’opera di Barbero, ben strutturata organicamente, è in grado di offrire una visione a 360° dell’intero evento, e ciò viene fatto con rigore storico, ma anche con dinamismo e a volte con quelle punte di ironia che sono proprie dell’autore, così che la lettura risulta agevole e anche avvincente, tanto di avere sovente l’impressione di essere presenti, come spettatori, sul palcoscenico che ospita il tragico fatto. Tale coinvolgimento è di particolare rilievo ove si consideri che l’analisi comprende anche la situazione della grande massa di prigionieri che fecero le forze nemiche, nonché gli aspetti, meno strettamente militari, di quella che può essere considerata la più grande ritirata della storia, in cui non pochi soldati in fuga diedero sfogo agli istinti più repressi. Si accenna appena, invece, ai motivi per i quali migliaia di militari sconfitti e demoralizzati riuscirono da subito, giunti sulla linea del Piave, ad arrestare l’offensiva nemica; infatti, e giustamente, Barbero scrive che per far questo occorrerebbe un altro corposo libro. Mi sembra superfluo aggiungere che la lettura di questo approfondito saggio storico non solo è consigliata, ma è da me vivamente raccomandata per la completezza con cui viene trattato l’argomento e per l’equilibrio dell’autore nella ricerca delle colpe, da cui emerge anche una caratteristica italica, quell’improvvisazione, non disgiunta da menefreghismo, che purtroppo ci portiamo dietro e che nei momenti più delicati emerge chiaramente, come anche avvenne nella seconda guerra mondiale.

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    Alessandro

    02/03/2018 16:25:56

    Ottimo libro scorrevole nella lettura e che approfondisce tutti gli aspetti della battaglia sia quelli umani che militari completo di cartine per capire le varie fasi della battaglia. Un libro che non può mancare in una libreria di storia militare.

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    n.d.

    23/02/2018 09:48:08

    Una pagina di storia del tutto sconosciuta ai più, se non nel nome. La ricostruzione di quei giorni è resa in maniera fantastica, sembra di trovarsi sul fronte, e si capisce anche come nel nostro paese certe cose sinao cambiate, a 100 anni di distanza, assai poco...

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    Nino Marra

    16/02/2018 22:00:26

    Si perde in una serie di dati analitici al limite del pettegolezzo; la tentazione costante è di saltare la pagina per vedere cosa viene dopo, ammesso che qualcosa arrivi. Arrivati a pag. 500 la domanda è: perché non mi hai detto tutto in trenta...

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    marco

    09/02/2018 19:13:30

    Argomento conosciuto, ma scritto con un taglio nuovo, scorrevole ed appassionante la narrazione

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    Mirko

    19/01/2018 21:27:08

    La sconfitta di Caporetto, consumatasi in meno di due giorni (24/25 ottobre del 1917),ha segnato la storia dell’esercito italiano e di tutta la popolazione. L’autore descrive in modo chiaro e preciso l’evolversi di questa sciagurata sconfitta: in particolare, viene sottolineato la grave indecisione dimostrata dai generali ed alti ufficiali nel diramare gli ordini. L’eccesso di burocrazia, che affliggeva l’esercito italiano, si è scontrato con l’efficientismo dell’esercito tedesco. La nuova strategia tedesca, votata ad una immediata incursione verso le linee di difesa armata, ha rappresentato una delle cause del successo militare sul suolo friulano. Da leggere per comprendere il legame del malcontento della truppa italiana verso la classe politica e le alte sfere militari il quale sarà il collante su cui si coaugulerà l’ideologia fascista.

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    Karlo Mec

    09/01/2018 13:43:51

    Non lo ancora finito ma è meraviglioso.Anche perché mio nonno c era .Ora riesco un po ' a capirlo

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    Diego

    15/12/2017 14:20:27

    Come sempre grande Alessandro Barbero. Anche in quest' opera si dimostra quello che anch' io, come il lettore precedente ritengo attualmente il miglior storico italiano. Questa monografia, dopo aver letto altri libri sull'argomento, diventa punto di riferimento per chiunque voglia approfondire e capire quello che è successo veramente. La pubblicistica in italiano è per la maggior parte composta da libri di memorie che per loro natura tendono a essere di parte e con un a mancanza di visione d' insieme, "dal di fuori e dall'alto". Anche Mario Slivestri ha scritto un libro su Caporetto sicuramente valido nell'analisi ma ormai un pò datato (1984). Ci voleva un' opera che comprendesse tutte le recenti fonti d'archivio, scritta in maniera chiara e imparziale (dovere comunque di ogni storico che si rispetti), corredata da ottime cartine tattiche per comprendere lo svolgimento della battaglia e approfondita, non certo di sintesi , le oltre 600 pagine lo stanno a testimoniare.

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    Domenico

    14/12/2017 18:17:27

    Molto interessante, accurato e documentato. D'altra parte un volume di oltre 600 pagine che riesce a catturare l'attenzione del lettore dalle prime pagine fino alla fine non può che essere scritto bene. L'analisi storica dei fatti ricca di motivazioni commenti e confronti merita.

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    n.d.

    13/12/2017 22:52:58

    Libro davvero appassionante e ricco di dettagli. Barbero non delude mai.

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    saturn

    09/12/2017 18:48:49

    Ottimo lavoro di Barbero dedicato alla catastrofe di Caporetto; avendo già letto molto sull'argomento tra cui Monticone, Silvestri, Pieri, Faldella, Fadini, Krafft von Dellmensingen, Rommel, conoscevo già dettagliatamente tutta la vicenda ma l'opera dell'autore costituisce una buona sintesi per i lettori del XXI secolo compilata con uno stile di scrittura piacevole e mai noioso. Mancano alcuni dettagli sulle vecchie storie e le polemiche su responsabilità e colpe al massimo livello gerarchico che hanno riempito in passato decine di libri ma ho apprezzato la parte introduttiva dedicata prevalentemente agli autro-tedeschi e soprattutto l'impietosa descrizione dei crollo generale delle nostre brigate in appena due giorni. Apprezzo in particolare l'ammissione obiettiva dell'inferiorità generale del nostro apparato militare e della scarsa combattività e resistenza di gran parte dei reparti. I recenti tentatvi di numerosi autori di trasformare Caporetto in "vittoria" o di descrivere inesistenti "accaniti e valorosi" combattimenti del nostro esercito "sfortunato" come al solito, sono stati facilmente ridicolizzati da Barbero sulla base di una miriade di fonti.

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    n.d.

    01/12/2017 09:09:51

    Ottimo libro, di grande interesse. L'autore riesce ad avere una scrittura leggera e rendere interessanti anche gli aspetti più tecnici. Numerosi gli aneddoti curiosi sulla triste vicenda.

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    giorgio g

    30/11/2017 13:07:35

    Un libro, anzi un trattato, di storia militare che si legge come un romanzo. Dimenticate le insulse trasmissioni televisive, ho passato molte ore a leggerlo. E non solo per le storie che sono raccontate, ma anche per le puntuali osservazioni come quella che “i tedeschi avevano capito da un pezzo che in guerra bisogna innanzitutto cercare di non farsi ammazzare” cosa che Cadorna si rifiutava di comprendere. Anche le storie di come si sarebbe presentato il futuro di certi protagonisti della battaglia come il maggiore Visconti Prasca “lo stesso che nell’ottobre 1940, diventato generale di corpo d’armata, comanderà l’esercito italiano nella catastrofica invasione della Grecia; silurato da Mussolini dopo il disastro, farà ancora in tempo dopo l’8 settembre a unirsi ai partigiani, essere catturato dai tedeschi e deportato in Germania, evadere e unirsi all’Armata Rossa, con la quale entrerà a Berlino”. Una vita romanzesca! A cosa si deve la disfatta di Caporetto? “ Alla scarsa competenza tattica dei reparti italiani, alla mancanza di iniziativa e di flessibilità, all’insufficienza delle mitragliatrici. Ai problemi segnalati nei paragrafi precedenti si aggiungono la stanchezza e disaffezione delle truppe, la pessima qualità dei rincalzi, l’impreparazione dei giovanissimi ufficiali”. Aggiungo due considerazioni: lo stesso esercito che perdette a Caporetto tenne duro sul Piave e sul Grappa il che “richiederebbe un altro libro” che aspettiamo avidamente; il lavoro del professor Barbero è sorretto da un apparato formidabile di note e di bibliografia che è il corredo di un serio studioso di storia.

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    n.d.

    28/11/2017 22:12:37

    buon libro per completezza dell' argomento trattato

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    Pasquale

    27/11/2017 15:48:19

    Avevo già letto altri libri sulla battaglia di Caporetto, ma questo di Alessandro Barbero è molto preciso e documentato. Poi oltre che leggere i suo saggi è un piacere ascoltarlo. Lui dimostra che gli italiani non sono fatti per la guerra, specie se condotta su suolo straniero e sopratutto farsi macellare da Cadorna e dai suoi sottoposti come avvenuto nella prima guerra mondiale. Danno il meglio di se solo se devono difendere il proprio territorio come sul Piave o durante la resistenza. Barbero mette in evidenza l'inefficienza, l'inadeguatezza e la pusillanimità degli ufficiali generali che pensavano di risolvere la debolezza dell'esercito a suon di circolari. Ma da un secolo a questa parte nelle forze armate italiane non è cambiato nulla, posso dirlo da ex militare di professione. Gli ufficiali di qualunque Arma e specialità sono scelti solo tra i più raccomandati e non tra quelli che sono capaci di iniziativa e responsabilità e come nella prima guerra mondiale, se non hanno un ordine scritto non fanno nulla.

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