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Il cavaliere inesistente

Italo Calvino

Editore: Mondadori
Collana: Oscar moderni
Edizione: 5
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 184 p.
  • EAN: 9788804667957
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Recensioni dei clienti

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    Cristiano Cant

    08/09/2015 09.12.41

    La favola e la lettura sono Tempo dello spirito; non solo quello che scorre e incede nell'andante delle pagine,nei rivoli delle premesse,nelle sostanze degli incontri,ma anche,e soprattutto, quello che apre le palpebre del nuovo,quel disegno che mostra le sue penombre e i suoi tratti oltre le fattezze delle storia conclusa;le sorprese,gli auspici,la piega inattesa che diventa materia viva,il lascito che supera il facile perimetro del libro e sfonda nella nostra muraglia sensibile,il cui nome è meraviglia.Calvino lo fa dire a Bradamante,una delle protagoniste del libro:"La pagina ha il suo bene solo quando la volti e c'è la vita dietro che spinge e scompiglia tutti i fogli del libro.Il capitolo che attacchi e non sai ancora quale storia racconterà è come l'angolo che svolterai uscendo dal convento,e non sai se ti metterà a faccia con un drago,uno stuolo barbaresco,un'isola incantata,un nuovo amore.Ecco,o futuro,sono salita in sella al tuo cavallo...L'indecifrabile domani,nascosto nel guscio dell'oggi,diverso da come noi ci attendiamo,sempre in qualche modo peggiore delle nostre speranze,e sempre migliore in un modo che noi non sapevamo sperare".L'inesistente esiste di più,ecco il tema strepitoso di questo racconto,dove la vita è certo un "rotolarsi fra le letti e bare",ma anche un assolo d'amore che è un sottofondo necessario alle resse e ai gridi di una vita in duello.Magistrale tassello degli "antenati",un Medioevo lacerato nel quale si intrecciano solitudini e incesti,lacrime e idiozia,colpi di scena e chiacchiere fluenti.Ma sempre nel taglio che l'umano sa e deve offrire alle catene di una condizione sensibile,sciogliendole almeno nel suo farsi sogno,attesa,promessa:"Perchè la guerra la combatti bene solo dove tra le punte delle lance intravedi una bocca di donna,e tutto,le ferite,il polverone,l'odore dei cavalli,non ha sapore che di quel sorriso".Un Calvino formidabile come negli altri due terzi della sua triade.Un saggio sul fiabesco di rara bravura.

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    Simone

    10/06/2015 18.16.03

    Una bella favola cavalleresca. Esiste un narratore migliore di Italo Calvino?

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    Gab

    20/06/2014 15.11.14

    Good!!!

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    Antonio

    27/11/2013 20.50.22

    La trilogia araldica di Calvino è quanto di più interessante e coinvolgente la letteratura novecentesca abbia prodotto; anche il Cavaliere inesistente conferma la grande efficacia dell'autore nel disegnare personaggi simbolici ed emblematici che diventano paradigmi assoluti.

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    alessia

    09/07/2013 20.37.42

    questo libro proprio non mi è piaciuto . mi era stato consigliato dalla mia insegnante e subito dal titolo e dalla trama mi sembrava un libro bello e ricco di suspense e invece .... ci ho impiegato due mesi per leggerlo . noioso,volgare ,senza azioni èa dir poco ma se dovessi continuare con gli aggettivi non finirei più . calvino mi ha davvero delusa con questo libro !!!!!!!

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    sara

    25/05/2013 15.19.10

    Noioso,ma pur sempre meglio de "il sentiero dei nidi di ragno"!

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    Simone

    18/03/2013 10.56.11

    Le avventure del cavaliere inesistente e degli altri personaggi che animano questo nel libro di Calvino hanno tutte in comune un aspetto: raccontano, in modo metaforico e ironico, la ricerca individuale della propria identità. L'aver calato un tema così profondo in un contesto "ludico" e coinvolgente, come quello dei cicli medievali che narrano storie di amori e cavalieri, è la vera forza dell'opera e la sua originalità. Da segnalare, inoltre, l'uso smaliziato e per certi versi unico del punto di vista narrante, che conferma come Calvino sia un autore sperimentale e coraggioso.

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    Se una notte d'inverno un lettore

    22/01/2013 19.07.15

    La vicenda di Agilulfo è la vicenda dell'uomo moderno e contemporaneo, completamente spersonalizzato, alla ricerca della propria identità: egli ha tanti modelli di riferimento, costituiti dai suoi compagni, ma non una vera e propria personalità. Il tema è attualissimo e forse proprio la vicinanza dell'argomento del romanzo al pubblico dei lettori ne ha determinato il grande successo. È il tema della massificazione dell'uomo, che si traduce nella spersonalizzazione dell'intera società, lo stesso tema affrontato anche da Luigi Pirandello in romanzi altrettanto attuali come Il fu Mattia Pascal e Uno, nessuno e centomila. È un tema che è stato ampiamente trattato soprattutto nel dopoguerra, quando l'alienazione dell'individuo si è fatta sempre più visibile. Lo stesso Calvino, nella quarta di copertina dell'edizione originale de Il cavaliere inesistente, scrive: «Quando sarebbe stato possibile dar vita ad Agilulfo, il cavaliere inesistente, se non oggi, nel cuore della più atratta civiltà di massa, in cui la persona umana tanto spesso appare cancellata dietro lo schermo delle funzioni, delle attribuzioni e dei comportamenti prestabiliti?».

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    Gudi Ussuf

    14/06/2010 14.08.32

    Della trilogia è forse quello che fa piu riflettere, forse il tema principale è la ricerca di se stessi, ma le tematiche son tante. Lettura divertente (le disavventure di Gurdulù sono esilaranti) edificante nella morale, agrodolce nel finale. Calvino è un fantasioso maestro, Suor Teodora, la narratrice, scrive la storia e le pagine dolcemente si increspano trasformandosi nelle montagne dove galoppano i nostri strambi eroi.

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    P.G.

    07/06/2010 10.20.18

    Lo stile del libro è accattivante, divertente pur non volendolo. Il fine primario dell'autore, infatti, seppur "distraendo", mi sembra essere innanzitutto quello di voler far riflettore il lettore. Come? Su che cosa? Mi sembra di poter dire semplicemente sulla natura umana. Il Medioevo, descritto in modo così fantastico ma verosimile, fa da sfondo ai re, ai cavalieri, agli scudieri, alle monache, a tutto quanto sfiora la nostra realtà (e i suoi "abitanti"), spesso così priva di senso. Agilulfo prova a darglielo questo senso, e non solo con il corpo, bensì con un "esserci" consapevole e responsabile, fatto di valori, di impegno, di "trasparenza" (non solo fisica).Gli altri protagonisti, che gli ruotano intorno affascinati o spaventati, stentano però a comprenderlo. In ultimo, il cavaliere inesistente svanisce ma lascia una traccia della sua presenza/assenza: una scia d'amore di cui beneficeranno Rambaldo e Bradamante/Teodora. Un ultima nota: attenzione al fideismo medievale di ritorno (vedi i Cavalieri del Graal). In questo non siamo cambiati poi così tanto...

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    Renzo Montagnoli

    20/10/2009 09.33.29

    In questo libro Calvino va a ritroso di molti secoli per approdare all’epoca di Carlo Magno e dei suoi famosi paladini. In questo contesto la creatività di Italo Calvino raggiunge livelli straordinari, dando luogo a un’opera che mescola sapientemente la fantasia con la satira, proiettando il lettore ad effettuare, quasi inconsapevolmente, dei paragoni fra le vicende narrate e certi fenomeni di costume attuali. Credo che sia impossibile non pensare di fare un accostamento fra un cavaliere inesistente, rappresentato solo da un’armatura che si muove, che combatte e che parla, con la crescente spersonalizzazione dell’uomo odierno, con quell’ansia continua di omologazione che di fatto lo rende schiavo di un’immagine non sua. Anche ora ci sono armature, automobili che rinserrano le persone e che finiscono per rappresentare solo l’emblema di una società votata all’annullamento dell’identità. Ci sono poi altri elementi ed episodi che mi inducono a ritenere che Calvino, parlando in quel modo di un’epoca passata, volesse in effetti far comprendere che anche oggi nulla è cambiato. Per esempio, il raduno mistico dei Cavalieri del Graal, che camminano come sonnambuli, mi ricorda tanto certe cerimonie delle numerose sette religiose tipiche del nostro tempo. Alla luce di ciò si potrebbe pensare che il romanzo di Calvino risulti di difficile lettura e invece è tutto il contrario, con una serie incredibile di trovate, di personaggi, di vicende che avvincono, spesso dando anche luogo a risate, pur se il suo fine più concreto si raggiunge quando ci accorgiamo di sorridere, perché finiamo con il ritrovarci negli impietosi paragoni, e allora è d’obbligo mostrare verso di noi un velo di pietà per una recuperata misura della nostra esatta dimensione. Assolutamente da leggere.

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    ILENIA

    10/10/2008 16.24.31

    SEMPLICEMENTE MERAVIGLIOSO!!

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    Vittorio

    21/06/2006 17.19.28

    Ho letto la trilogia, comprendente anche Il visconte dimezzato e Il barone rampante; questo, Il cavaliere inesistente, mi è parso il più noioso, non brutto, poichè i contenuti e i temi di quest'opera prendono molto e fanno riflettere, ma l'ho letto con difficoltà perchè quasi privo di movimento, molto statico. La narrazione fatta dalla monaca è molto concentrata su cosa vuol far capire l'autore, e narra i momenti in cui la vicenda è più movimentata troppo velocemente. Bel libro, ma ho preferito gli altri due.

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    simona

    13/06/2006 17.14.36

    Anche questo è un libro d'avvero bello! molto avvincente,divertente..e anche sorprendente!Leggetelo!

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    Martina

    06/06/2006 19.37.13

    Questo libro mi è stato assegnato come libro di narrativa dall'insegnante di lettere ma non mi è piaciuto molto, tranne qualche punto. Concordo, invece, pienamente con il tema che tratta... ma non è decisamente uno tra i miei preferiti.

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    Romano De Marco

    05/04/2006 08.56.39

    Scritto con una leggerezza e una ironia irresistibili, da far subito pensare ad un vero e proprio "piacere nello scrivere" che immediatamente si tramuta in piacere nel leggere. Un medio evo sopra le righe, personaggi molto umani, molto concreti, che si muovono all'interno di una vicenda allo stesso tempo spassosa e malinconica, ricca di simbolismi e metafore che però nulla tolgono al piacere della lettura che di per sé oltre a far riflettere scatena un sano divertimento. Agilulfo, il cavaliere inesistente, Gurdulù, il suo sconclusionato scudiero, Rambaldo e Torrismondo i giovani cavalieri in cerca di uno scopo nella vita, Bradamante la mitica paladina che insegue sogni di gloria e di amore. Un universo di personaggi indimenticabili che mi hanno fatto subito amare questo libro. E' fantastico il modo in cui, alla fine, quasi come in una commedia di Feydau, tutti i nodi vengono al pettine, tutti i personaggi si ritrovano nello stesso luogo grazie alla disinvoltura del narratore, tutte le trame vengono risolte in maniera fulminea, spassosa, ma allo stesso tempo commovente. Agilulfo è l'uomo contemporaneo che si è smarrito all'interno di una società tecnologica-burocratica che lo condiziona in maniera pesante e umiliante. Gurdulù è l'estremo opposto, vive in simbiosi con il creato sentendosene parte integrante e confondendosi addirittura con tutto ciò che lo circonda, libero da condizionamenti e completamente assuefatto all'aspetto sensoriale dell'esistenza... I due giovani guerrieri sono la ricerca dell'uomo. E nel loro peregrinare si imbattono nella esperienza della scelta ideologica che richiede una rinuncia a se stessi ((Torrismondo e la sua ossessione per i cavalieri del Graal) o nel tentativo di integrarsi nelle regole imposte da un modello sociale esistente e collaudato (il tentativo di Rambaldo di seguire le orme di Agilulfo). Alla fine, però, resteranno delusi dalle varie esperienze vissute e riusciranno ad esprimere al meglio la propria umanità solo attraverso l'amore.

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    nandrolone

    15/09/2005 17.26.23

    è il libro migliore della trilogia e mi è piaciuto molto

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    siddy

    13/09/2005 15.20.21

    non mi piace per niente, è noiosissimo e non mi piace lo stile di calvino.

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    mjriam

    06/09/2005 16.50.16

    Non è stato notevolmente coinvolgente,spesso sfuggiva il significato di alcune azioni dei personaggi, di alcune vicende,d'altra parte però ciò che principalmente si percepisce è la bravura che l'autore ha avuto nel farci accorgere che la consistenza di un uomo non risiede soltanto nel suo corpo,ma è proprio senza questo corpo che spesso l'uomo non riesce a trovare quella consistenza di cui tutti avrebbero bisogno.

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    foky

    05/07/2005 21.15.55

    Un libro veramente affascinante, a mio giudizio il migliore della trilogia dei nostri antenati, divertente, con una caratterizzazione dei personaggi eccellente (soprattutto i pensieri del cavaliere inesistente stesso). Grandiosa l'idea di rielaborare le leggende di Carlo Magno e dei suoi paladini. Un libro da leggere se si leggono i Libri con la L maiuscola.

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