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Wu Ming 1

Editore: Rizzoli
Collana: Scala italiani
Anno edizione: 2015
Pagine: 272 p. , Rilegato

31 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Storia e archeologia - Storia - Storia militare - Prima Guerra Mondiale

  • EAN: 9788817083690
Apparso in versione ridotta su "Internazionale" on-line tra il 16 marzo e il 2 aprile 2015, nelle intenzioni dell'autore questo reportage è un "libro-evento", un libro il cui discorso trascende la dimensione testuale e "irrompe nella scena del mondo, diventando battaglia, lotta, arma", secondo la definizione del filosofo Mario Galzigna (Rivolte del pensiero, Bollati Boringhieri, 2013). Il tema è caldo: la (de)costruzione della memoria storica a Nordest nel centenario del primo conflitto mondiale, mentre le amministrazioni regionali spingono sul pedale del turismo di guerra. Piegando Lacan ai propri fini, Wu Ming 1 dichiara che bisogna "saperci fare col sintomo" e il sintomo sono i neoindipendentismi del Nordest (oltre alla Lega in tutte le sue declinazioni, ricordiamo tra gli altri il Movimento Trieste Libera e il Partito autonomista trentino tirolese), i cui esponenti si esprimono spesso in toni "austronostalgici", quando il vagheggiamento di una figura forte non li porta a inneggiare a Vladimir Putin, tanto da generare la leggenda delle sue origini vicentine. Inizialmente Wu Ming 1 ci racconta questo mondo attraverso le esternazioni dei suoi protagonisti su Facebook, nei forum, nelle interviste e nei comunicati; lo racconta facendogli il verso in un generico dialetto veneto e inserendo qua e là frammenti di canzoni. Poi però adotta un tono più cauto, per risalire nel tempo e ripercorrere le tappe dell'annessione e integrazione, in parte forzata, di Veneto, Trentino, Alto Adige, Friuli e "Venezia Giulia" (per capire le virgolette, occorre leggere il libro). Il punto d'approdo è il carnaio della prima guerra mondiale e in particolare la storia sommersa delle decimazioni, diserzioni ed esecuzioni sommarie avvenute nell'esercito italiano. Nel corso della narrazione, però, mentre impariamo a rivisitare ossari e monumenti, e a interrogarci sull'odonomastica delle nostre città, vengono tirati fuori dall'armadio anche altri scheletri: tra questi spiccano gli Alpini repubblichini e i crimini di guerra italiani nel Corno d'Africa e in Jugoslavia.   (M.E.)    

Recensioni dei clienti

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    LEOPOLDO ROMAN

    08/07/2016 22.44.03

    Ci sono vari modi per ricordare il centenario della grande guerra: le cerimonie celebrative, i soliti discorsi commemorativi, i tours turistici sui campi di battaglia e pubblicazioni come quella di Wu Ming 1, sicuramente controcorrente. Un viaggio tra i fantasmi della "guera granda" dal Trentino al Friuli, fra irredentisti e revanscisti, indipendentisti e nostalgici, con l'ombra del generalissimo Putin tuttora sempre presente, che incombe minacciosa sulla nostra unità nazionale. Testo originale, con una ricca bibliografia, che ti invoglia ad approfondire molti aspetti di quella, che anche per Wu Ming sembra sia stata una inutile strage. C'è il tentativo di riabilitare, come è giusto che sia, tutti quei soldati che sono stati fucilati inutilmente nel nome di una assoluta disciplina, che in guerra decretavano necessaria, generali come Cadorna e Graziani, che la storia ha poi dimostrato essere stati più che altro dei crudeli incapaci. Un dato mi ha fatto riflettere: durante il conflitto si svolsero ben 162.563 processi militari per diserzione con 101.685 condanne. Un numero record che non ha confronti con altri eserciti, alleati o nemici che fossero. Cosa vuol dire a volte la retorica.

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    Luca

    08/10/2015 10.03.01

    Premessa: adoro i lavori del collettivo Wu Ming e "L'armata dei sonnambuli" è tra i miei 5 libri moderni preferiti, ragion per cui la mia recensione potrebbe non essere davvero oggettiva. Detto ciò ancora una volta si evidenzia non solo la volontà la ma anche la capacità di ciascuno dei componenti del collettivo di vedere e criticare la storia dal punto di vista sbagliato. Non che opere letterarie contro la prima guerra mondiale non ce ne siano, basti pensare a Remarque o Barbusse. Tuttavia questo saggio rappresenta uno studio critico su tutte le contraddizioni che la "Guerra Granda" ha lasciato letteralmente sul terreno e riaffiorate a 100 anni di distanza. Dalla critica alla versione edulcorata e militareggiante iniziata quest' anno (i festeggiamenti per l'INIZIO della guerra, neanche fosse un buon motivo per festeggiare, o gli hastag #nonpassalostraniero quando la guerra la iniziò l'Italia) alla mancata risemantizzazione di alcuni monumenti (da intendersi in senso lato), siano essi percorsi di guerra o sacrari. alle inquietudini del Nordest nelle sue frange più estreme e spesso ridicole siano esse operanti in zone di confine oppure no ( e tutte innamorate folli di Putin) si intravede un filo quasi evanescente ed allo stesso tempo fortissimo, che Wu Ming 1 ha saputo focalizzare nel suo insieme. Uno studio che dimostra che tali questioni non sono di lana caprina o limitate alla sfera "politica" dell'estremismo ma che hanno importanti e spesso anacronistici riflessi sulla realtà quotidiana, leggasi riflessi di natura economica. In una realtà, quella nordestina, devastata dalla crisi e gestita in maniera pessima dai politici, spesso corrotti, che pensano sotto sotto che la cuccagna pre-crisi possa davvero tornare.

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    Il libraio di Novara

    17/09/2015 17.51.28

    Una nuova versione - riveduta, ampliata e integrata con «Titoli di coda» - del reportage apparso a puntate sul sito di Internazionale, nel marzo/aprile scorso. Parla del retaggio della Grande guerra in Veneto, Friuli, Venezia Giulia, Trentino e Alto Adige. Il centenario del conflitto richiama fantasmi e memorie rimosse.

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