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David Grossman

Editore: Mondadori
Anno edizione: 1999
Formato: Tascabile
Pagine:
  • EAN: 9788804473671

Recensioni dei clienti

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    Alessandra

    05/12/2015 19.57.43

    Strana gente i lettori e strano il nostro modo di recepire un libro. Letto fino a metà nel 2011 e mollato. Non riuscivo a seguirlo, non capivo nulla. Ma adoro Grossmann, soprattutto dopo aver letto la sua orazione funebre per il figlio e, sollecitata da un'amica, ho ripreso il libro. Folgorata! Me lo sto centellinando. Certo, lettura non facile, a tratti é difficile seguire yair ed "intuire" le risposte di Myriam. Ma se si entra nel loro mondo e ci si abbandona, le pagine scorrono e regalano momenti di vera sensualità. Sono alle ultime pagine, non mi aspetto nulla. Non è un poliziesco, né una storia d'amore tradizionale. Non può accadere nulla che non sia già accaduto in ogni singola pagina. Consigliato solo a chi è innamorato. La differenza fra chi può capire e chi no, é tutta qua.

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    Paola

    23/11/2014 13.31.49

    Il testo inizialmente interessante per le citazioni d'effetto si risolve in lunghi monologhi a tratti insostenibili. Iniziato con entusiasmo e sospeso per noia, poi ripreso con coraggio: termina confermando l'opinione comune di aver letto un'opera di spessore per l'esercizio di stile dalla trama però poco avvincente. Non ne consiglierei l'acquisto.

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    Giada

    06/10/2014 12.25.05

    Colpita da alcune citazioni tratte da questo libro, ho deciso di comprarlo e di conoscerne la trama. Ebbene, ho letto (a fatica) una cinquantina di pagine e poi l'ho abbandonato definitivamente. Sarà che a me piacciono le trame in cui sono presenti azione e dialoghi, ma "Che tu sia per me il coltello" per me si è rivelato un mattone. Un lungo monologo basato solo sull'immaginazione del protagonista maschile, in cui non c'è niente di concreto. Se ci fosse stata un'alternanza di dialoghi tra i due protagonisti, sarebbe stato meglio: il testo sarebbe stato più scorrevole e sarebbe stato più facile comprendere il messaggio dell'autore. Così invece mi è parso di leggere un trattato di filosofia: noioso, deludente e pieno di pensieri di un unico individuo, che si permette di inventarsi un mondo surreale per lui e la sua amata, della quale non si conosce (quasi) nessun pensiero. In conclusione, bocciato.

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    Valentina

    17/11/2012 07.09.55

    pesante, logorroico, improbabile. un tormento mentale senza fine.

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    valentina

    24/03/2012 14.44.22

    Andrò controcorrente rispetto all'opinione prevalente, ma...riuscire a concludere questo libro è stata un'impresa titanica e portata a termine solo perchè non amo lasciare i libri a metà, altrimenti lo avrei abbandonato dopo dieci pagine!L'ho trovato insopportabilmente noioso!Sicuramente ci sono alcuni punti profondi che danno spunti di riflessione, ma, in generale, è insostenibile, pesante, surreale, triste. Il personaggio maschile è altrettanto insopportabile e frustrato, forse questo mi ha pregiudicato tutta la storia non lo so, ma mi da l'idea di un triste "incontro da chat" surreale, utopico e finto. Mi aspettavo tutt'altra cosa...con le parole si riescono a toccare le persone e Grossman con me non ci è riuscito assolutamente!Non mi è piaciuto proprio, soprattutto perchè sembrano due monologhi sospesi nel vuoto, sarebbe stato sicuramente meglio se che lo scambio epistolare si fosse alternato tra il punto di vista di lui e quello di lei, invece di separarli così drasticamente. Poi mi sono chiesta, ma queste due anime tristi riescono ad incontrarsi davvero?Secondo me no...

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    patrizia

    21/01/2012 19.53.18

    Questo romanzo è un coltello per chi lo legge. un tormento al quale però non ci si può sottrarre e che ti porta a vivere una "spietata" discesa fino in fondo all'anima,laddove i due protagonisti si mostrano, senza difese e senza schermi, in tutta la loro bellezza e la loro bruttezza. pesante ? si, a momenti in maniera intollerabile,puoi prenderti delle pause ma non riesci ad abbandonarlo. E una volta terminato tiri un sospiro di sollievo ma poi non riesci a resistere alla voglia di parlarne e di commentarlo. cosa chiedere di più a un romanzo?

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    Stella.e.true

    03/12/2011 18.22.02

    E'il libro più bello della mia vita, in assoluto. E' il libro che fa capire la forza, l'importanza, la magia e la sensualità delle parole. E' un libro che con parole meravigliose ti porta, se sei pronto, a calarti dentro te stesso e a conoscerti profondamente. L'ho amato fin dalla prima pagina e una volta finito, quattro anni fa, ho cercato di ritrovarne la magia in altri libri, senza risultati. Non ho mai più letto qualcosa che mi facesse piangere, commuovere, ridere e riflettere come questo romanzo di Grossman. Credo che qui, siano contenute le più belle parole d'amore che possano essere dette tra un uomo ed una donna.

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    Vani

    09/11/2011 14.01.26

    La mia copia del libro riporta il prezzo in lire, il che significa che l'ho comprato più di 10 anni fa, anch'io attratta dal titolo (peraltro, nessuno ti dice che è una frase di Kafka, devi arrivare all'incirca a pag. 200 per scoprirlo). L'ho iniziato piena di aspettative ed entusiasmo, mi sono arenata verso la pag. 40. Passa un po' di tempo (mesi? anni?) e ci riprovo, andandomi ad impantanare forse 10 pagine oltre o forse prima. Stava diventando un combattimento con me stessa, una questione di orgoglio ma anche di paura, dovevo trovare il momento magico per iniziarlo una terza volta e non fermarmi più. E' successo finalmente in queste ultime settimane, e chissà per quale motivo: forse anche qualche recensione qui su IBS, quel "non è un libro per tutti" che qualcuno ha scritto deve aver titillato il mio orgoglio di lettrice "dura". Ne è valsa la pena, è valsa la pena di superare quelle prime 236 pagine del capitolo Yair e arrivare a Myriam ma più ancora arrivare all'ultimo capitolo, Pioggia, che a rotta di collo ti conduce alla conclusione, che per qualche doloroso momento ho temuto tragica. Ma quale tragedia di più di quella narrata dalle 300 pagine precedenti? conosco il coltello che scava, e con questo anche il masochismo a volte di voler scavare e scavare sempre più con la dolorosa e grandiosa forza delle parole. E con la loro sensualità corrosiva....come dice patrizia Valduga "Sa sedurre la carne la parola, prepara il gesto, produce destini... ". Voto 5/5 ma non vi dico leggetelo.

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    silvia

    20/06/2010 15.23.12

    Lessi questo libro per la prima volta (questa è la terza) una decina d'anni fa. Spulciando tra gli autori israeliani lo scelsi per il titolo, che mi attirò come una calamita. Stavo preparando la scorta vacanza e lo misi in valigia. la prima volta che lo lessi mi piacque ma non lo capii a fondo, la seconda lo cercai apposta e lo capii nella sua appassionata intensità, la terza, questa, lo assaporo con studiata lentezza, perchè mentre leggo lo vivo anche. Un uomo individua una donna in un luogo affollato e la sceglie. Perchè proprio lei? Perchè sulla base di un gesto da lei fatto l'uomo si costruisce un'idea: l'idea che questa donna possa accettare la sua proposta di instaurare un rapporto particolare e unico. Esclusivamente epistolare, esclusivamente segreto, esclusivamente intimo. Un rapporto a scadenza, che non diventi mai qualcosa di più, ma che parta subito al massimo dell'intensità. L'uomo esclude a priori la possibilità che in questo rapporto entrino i sensi, eppure le sue lettere sono intrise di sensualità. E' come se con la sola forza dell'immaginazione egli riuscisse comunque a vedere, toccare, annusare ed esserne appagato. Riesce a trasmettere alla donna prescelta questa forza immaginifica con il fascino della parola, che sa usare splendidamente. Ma la donna rompe il patto, per salvarlo. Un libro stupendo. Che può piacere solo a persone che vivono più di sentimento che di ragione.

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    Rossana Pia Morrone

    23/04/2010 22.35.17

    Un libro intimo, privato, dove le parole sono il mezzo e il fine. Una storia tenera, delicata dove il verbo resta tale, assumendo sfumature irreali e seduttive. Due anime, due vite, due storie lontane eppure così vicine: Myriam e Yair! Due mondi in contatto uniti dalle parole e dall'irrealtà che prende il sopravvento sul reale. Una storia vissuta mai nel quotidiano, lontana dal corporeo. Quasi un'illusione. A volte Amore, a volte Amicizia, a volte rabbia, frustrazione. Grossman riesce a mescolare realtà e fantasia. Unica protagonista: l'Anima. Meraviglioso.

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    ALICE

    09/02/2010 18.30.32

    Tanta presuntuosa enfasi, ma il racconto non gira. Se mi capitasse di proporre un esempio di parole vuote, probabilmente citerei questo testo che non riesce a prendere corpo. Ma il racconto, le parole non sono spirito ineffabile, dicono e sono realtà..allora la letteratura parla al di là del tempo, dei luoghi, e comprende la singolarità delle esperienze dei singoli lettori per raccontare l'universale. Non è questo il caso. Leggerò altro di quest'autore, non posso pensare che sia tutto qui...

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    maristella

    07/10/2009 17.53.59

    ...ho finito il libro qualche ora fa... ...e lo riapro e lo riapro all'ultima pagina, all'ultima riga...beh, io sono Myriam. ...questo libro l'ha scelto il mio Yair...aveva letto in libreria la prefazione e aveva pensato subito alla nostra storia. ...e infatti lo è. Purtroppo. Non è un libro per tutti, e on voglo sminuire nessuno, anzi. Lo consiglio solo a chi sa volare "oltre" e sa riconoscere nelle parole una seduzione che non ha confini... ...e saluto il mio Yair con amore, proprio come Myriam... il voto che do al libro è il massimo.

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    manlio

    18/09/2009 13.43.18

    E' il libro dove la scrittura è il libro, prende anima cammina e ti fa arrivare al fondo dei desideri e delle emozioni

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    raffaella

    03/08/2009 08.29.10

    l'autore scrive benissimo, ma nel corso della lettura ci si aspetta ben presto una "svolta significativa" che però non arriva. La conclusione del libro è deludente. Tuttavia, Grossman è proprio bravo e vale comunque la pena leggerlo

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    SERGIO

    07/07/2009 14.59.46

    Decisamente pesante; seppure ci siano momenti di analisi interiore molto felici. il libro è un vero mattone. Interessante la struttura, ma a volte il tessuto narrativo risulta troppo analitico e dispersivo. Insomma, se lo si vuole leggere, preparare scorta di analgesici e considerare la lettura una sorta di opera di misericordia spirituale, i cui benefici coglieremo nell'aldilà.. (posto che ce ne sia uno)

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    Rosalba

    08/06/2009 16.50.07

    il titolo è bellissimo, ma il resto non sta nè in cielo nè in terra. non riesco proprio a finirlo. noiosissimo.

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    rain

    21/05/2009 16.26.40

    anche io hovissuto un'esperienza simile, per questo il libro (oltre al titolo affascinante) mi ha colpita... Però devo dire che l'ho trovato lento, ripetitivo e veramente poco realistico...Yair è davvero fuori dal mondo e fuori dal mondo la sua storia. Myriam già più vera. Non lo consiglerei. Rain

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    mg

    16/04/2009 12.59.29

    Questo è in assoluto il libro più bello, più intenso più profondo che io abbia mai letto. E' diventato il libro della mia vita, è un racconto che scava dentro e attraverso un incessante e spietata analisi della psiche dei personaggi mette a nudo il lettore accompagnandolo nella parte più profonda e inesplorata di se stesso. Un libro vero autentico reale, una libro che racconta l'estrema ricerca del proprio sè di sè e il coraggio di spogliarsi di ogni maschera con la persona che si ama e che diventa il coltello con cui scavare dentro se stessi

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    Silvia

    15/03/2009 15.43.47

    Forse la prosa di Grossman non fa per me, quindi forse il limite e' mio, ma sinceramente questo libro non mi e' piaciuto per niente: dispersivo, monotono, pesante... Davvero, uno dei peggiori che io abbia letto finora.

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    Alessia

    13/12/2007 11.46.25

    Con questo libro ho effettuato un' esperimento narrativo, ossia inviavo degli stralci di questo testo ad una ragazza e lei rispondeva in un modo del tutto diverso da com avrebbe potuto rispondere Miriam. Ho cercato di ricostruire la traccia narrativa del testo ed è venuto fuori una storia completamente diversa. Comunque è il libro più bello in assoluto di Grossman.Lo conosco a memoria.

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