Che tu sia per me il coltello

David Grossman

Traduttore: A. Shomroni
Editore: Mondadori
Collana: Oscar 451
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 16 ottobre 2017
Pagine: 330 p., Brossura
  • EAN: 9788804685104

22° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Descrizione

In un gruppo di persone, un uomo vede una donna sconosciuta che con un gesto quasi impercettibile sembra volersi isolare dagli altri. Commosso, Yair le scrive, proponendole un rapporto profondo/aperto, libero da qualsiasi vincolo, ma esclusivamente epistolare. Più che una proposta è un'implorazione e Myriam ne resta colpita, forse sedotta. Un mondo privato si crea così fra loro, ognuno dei due offre all'altro ciò che mai avrebbe osato dare ad alcuno, e in questo processo di svelamento Yair e Myriam scoprono l'importanza dell'immaginazione nei rapporti umani e la sensualità che si nasconde nelle parole. Finché Yair si rende conto che le lettere di quella donna stanno aprendo un varco dentro di lui, gli chiedono con imperiosa delicatezza una svolta nella sua vita interiore. Il risultato è un romanzo avvolgente e "impudico" che ci mostra quanta strada bisogna percorrere per vincere la paura e arrivare a toccare liberamente, con pienezza, l'anima (e il corpo) di un altro essere umano.

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Recensioni dei clienti

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    lisa

    04/11/2018 17:58:25

    Nonostante sia costituito solo da lettere in cui si parla di vita quotidiana e si fanno numerose riflessioni, questo libro neanche per una volta mi è risultato noioso. Anzi, durante le ultime pagine sono stata col fiato sospeso. È un romanzo epistolare, in cui sono raccolte solo le lettere di una delle due persone coinvolte (c'è anche una parte in più, finale, ma lascio a voi la libertà di scoprirla...), eppure si riescono a capire così tanti dettagli della vita di entrambi, nessuna parola è messa lì a caso, tutte hanno lo scopo di farti entrare dentro Myriam o dentro Yair. In più è quasi spiazzante la forza del legame che si può instaurare tra persone che condividono solo i pensieri e la grafia. Molto consigliato, davvero!

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    Monica

    23/09/2018 20:40:31

    Letto sulla scorta delle recensioni estremamente positive per altre opere dell'autore, sono rimasta estremamente delusa e non sono riuscita a finirlo. Eccessivamente pesante, lento, a tratti insopportabile. Credo che la parte più avvincente sia il titolo.

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    Francesca

    23/09/2018 17:48:28

    Il libro, come si evince dalla descrizione, è impostato come uno scambio epistolare. Questo non toglie emozione alla storia, densa di riflessioni e introspezioni. Chiaramente non è una lettura improntata all'azione, quanto alla comprensione dei meccanismi umani e relazionali. Io lo consiglio a chi cerca questo tipo di libro, in grado di toccare le corde dell'anima.

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    maria

    23/09/2018 15:19:27

    Come una lama affilatissima e silenziosa, che tu sia per me il coltello è stato in grado di incidere il mio percorso esistenziale più di ogni altro libro. Intenso, struggente, logorante, non è di facile lettura, ma è uno schiaffo che fa male, un viaggio nella profondità dell'animo umano, un dolore al petto. Grossman è un paroliere eccezionale e la sua sensibilità nel delineare le sfumature psicologiche dei protagonisti è magistralmente straziante. Il personaggio di Myriam è ciò che salva il libro è una donna forte che riesce a fronteggiare le difficoltà della vita e anche se dalle lettere di lui traspare una figura altezzosa, essa in realtà non lo è. E’ affettuosa, magnanima e benevola non solo nei confronti del figlio ma anche nei confronti di Yair. Myriam e Yair si sanno senza conoscersi, si amano senza corpo, si appartengono senza aversi. E' un grande libro d'amore e di parole, forse il più grande. Di sicuro, quello a me più caro.

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    Pesantuccio

    22/09/2018 10:33:50

    Ho letto molti libri in forma epistolare e questo mi ha reso la lettura particolarmente pesante, non mi ha entusiasmata molto.

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    Lucia

    20/09/2018 10:31:10

    Letto dopo essere stata incuriosita dalle citazioni spesso riportate sui social; cominciato con tanto entusiasmo, portare a termine la lettura è stata un’agonia. E’ un romanzo epistolare tra un uomo e una donna che non si conoscono, ma non ha nulla a che vedere con una storia d’amore: è la richiesta di Yair di mettersi a nudo, di raccontarsi, aprirsi, farsi scavare dentro come da un coltello… La prima parte raccoglie soltanto le lettere di Yair, lettere che mi sono sembrate elucubrazioni sterili, partorite dalla mente di un uomo in preda a qualche turba psichica: noioso, pesante, surreale, il personaggio di Yair non è riuscito a coinvolgermi, risultando addirittura fastidioso; a nulla sono valse le citazioni d’effetto sparse qua e là in un flusso di coscienza delirante. La seconda parte, raccontata dalla donna, risulta sicuramente più gradevole; Myriam è “concreta”, è reale, vera, autentica, i suoi pensieri sono ordinati, logici, comprensibili, fanno emozionare (complice una prosa dalla meravigliosa delicatezza). L’ho letto tutto sperando in un riscatto finale e restando nuovamente delusa. Non posso che imputare la colpa a me stessa: non amo le storie “non storie”, non sono in grado di comprendere e immedesimarmi in libri privi di trama, di luoghi, di personaggi che “vivono” e “agiscono”, privi di conclusione. In “Che tu sia per me il coltello” è tutto astratto, tutto irreale, non si capisce dove finisca l’immaginazione e dove cominci la realtà; un libro sulla forza e la sensualità delle parole, che purtroppo non sono riuscite a toccarmi nel profondo. Un libro che o si ama o si odia, e io purtroppo non ne ho apprezzato nulla.

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    simone

    19/09/2018 16:08:38

    Che tu sia per me il coltello è un libro che divide, che o ti colpisce e coinvolge molto o ha l’effetto soporifero, risulta quasi un trattato di citazioni che colpiscono la pancia del lettore. Yair e Myriam si denudano attraverso uno scambio epistolare, imparano a conoscere lettera dopo lettera, imparare ad accantonare le loro certezze per lasciarsi cullare dall’inesplorato, dall’ignoto. Il libro di Grossman affonda le sue radici nella ricerca di sé, non tanto dell’amore tout court, ma quanto nelle dinamiche relazioni, sociali, discorsive e verbali. Quanto di parole e pensieri scritti su lettera possono diventare materia di realtà?

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    Francesco M.

    19/09/2018 14:40:34

    Utilizzando l'espediente stilistico dello scambio epistolare fra i due protagonisti, Grossman è riuscito a dar voce e spazio a due persone che, forse, in altri contesti non avrebbero mai stabilito un contatto l'uno con l'altro. L'arduo (ma riuscito) tentativo dell'autore è quello di scavare nel microcosmo dell'uomo e della donna in questione per cercare di ergere un ponte di collegamento, tangibile ma allo stesso tempo lontanissimo, fra le due realtà che li caratterizzano. Si tratta indubbiamente di una lettura che ha bisogno di essere seguita attentamente pagina per pagina, non si ammettono distrazioni, poiché ogni frase racchiude un momento chiave di ciascuno dei due protagonisti. Se il lettore è pronto ad armarsi di pazienza, scoprirà che dietro un apparente scambio di lettere si nasconde un problema esistenziale: la difficoltà di stabilire un rapporto che vada al di là delle mere apparenze, al di là del sesso, delle circostanze e delle convenzioni sociali. L'edizione Oscar Mondadori è ottima sia sul piano economico sia per le dimensioni del prodotto, fornendo una lettura comoda da portare con sé ovunque.

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    Mary

    19/09/2018 14:10:30

    Incredibile storia,increbile narrazione incredibile tutto Una narrazione epistolare, veloce a tratti e scandita da riflessioni illuminanti sull’esistenza e sull’amore Dimenticavo unico il libro!

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    Barbara

    18/09/2018 19:50:24

    Libro pesantissimo, lo sconsiglio vivamente. Quasi tutto il romanzo è impostato in modo epistolare, i due protagonisti si scambiano lettere quasi tutti i giorni. L’ho trovato ripetitivo e lento.

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    Emma

    18/09/2018 13:03:09

    Bellissimo romanzo d'amore in forma epistolare tra due estranei che desiderano aprire se stessi in uno spazio alternativo alla realtà, che è questa serie di lettere

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