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Nassim N. Taleb

Traduttore: E. Nifosi
Editore: Il Saggiatore
Collana: La cultura
Anno edizione: 2008
Pagine: 379 p. , Brossura
  • EAN: 9788842814788

Che cos'è un Cigno nero? è un evento isolato e inaspettato, che ha un impatto enorme, e che solo a posteriori può essere spiegato e reso prevedibile. Nassim Nicholas Taleb, docente americano di Scienze dell'incertezza, e già autore del libro di successo Giocati dal caso, è convinto che manie, epidemie, mode, idee, nascita di generi e scuole artistiche, finanza, economia, tutte seguano la dinamica del Cigno nero. In pratica questo vale per tutto ciò che di importante succede intorno a noi. Secondo Taleb, nella vita individuale e privata, come in quella sociale e pubblica, noi agiamo come se fossimo in grado di prevedere gli eventi, da quelli sentimentali a quelli storici, a quelli naturali. Pensiamo ad esempio alla professione che abbiamo scelto, all'incontro con la nostra compagna o compagno, alla scelta di vivere all'estero, ad un improvviso arricchimento o impoverimento: quante di queste cose sono avvenute secondo i piani? E se prendiamo l'attacco dell'11 settembre 2001, lo tsunami del Pacifico nel 2004, l'ascesa di Hitler e la guerra che ne seguì, la rapida fine dell'Urss, o la diffusione di internet, ci accorgiamo che secondo la logica del Cigno nero quel che non sappiamo è molto più importante di quello che è noto. Molti Cigni neri sono causati e ingigantiti, nel bene e nel male, proprio dal fatto che sono imprevisti.
Taleb in questo saggio afferma, contro molte abitudini di pensiero, che il mondo è dominato da ciò che è estremo, sconosciuto e molto improbabile (secondo la nostra conoscenza attuale), mentre noi continuiamo a occuparci di aspetti secondari, a concentrarci su ciò che è conosciuto e ripetuto. Invece il Cigno nero, l'evento estremo, andrebbe utilizzato come punto di partenza, non come un'eccezione da nascondere sotto il tappeto. L'autore propone l'idea più audace, e più fastidiosa, che nonostante il progresso della nostra conoscenza, il futuro sarà sempre meno prevedibile e che quindi, per vivere nel mondo d'oggi, sia necessaria molta più immaginazione di quella di cui disponiamo.
Nella prima parte del libro Taleb illustra per lo più il modo distorto in cui percepiamo gli eventi, storici e attuali, e gli errori che facciamo quando nel sapere cerchiamo conferme e dimentichiamo la lezione dell'antibiblioteca di Umberto Eco: conta di più concentrarsi sui libri non letti e trattare la conoscenza come un'apertura all'improbabile, piuttosto che come un tesoro o uno strumento per aumentare la propria autostima. Taleb chiama questo tipo di "antistudioso", novello Socrate che sa di non sapere, che più avanza nell'età e più accumula libri non letti, "empirista scettico", perché non si fa imbrogliare dal platonismo di certe categorie astratte che vorrebbero imbrigliare la storia, ma si confronta con i salti eccentrici e col fatto che la realtà empirica non è né equilibrata, né ragionevole. La seconda parte del saggio, "Non possiamo proprio prevedere", riguarda gli errori che commettiamo quando abbiamo a che fare con il futuro e i limiti di alcune scienze che offrono "ancoraggi" a certe previsioni, anziché valutare certe idee in assoluto e nelle loro conseguenze reali. La terza parte, "I Cigni grigi dell'Estremistan", approfondisce l'argomento degli eventi estremi, spiega come viene generata la grande "frode intellettuale" della curva a campana di Gauss (la variabile casuale normale) e passa in rassegna le idee delle scienze naturali e sociali raccolte sotto l'etichetta di "complessità". Taleb in queste pagine cerca di spiegare come si può ridurre l'effetto sorpresa di un Cigno nero, sempre sovversivo, trasformandolo in Cigno grigio e facendosi quindi un'idea generale della possibilità che si verifichi. Il finale è all'insegna della saggezza pratica: l'autore ci invita a essere per metà iperscettici sulle conferme degli altri, e per metà aggressivi e sicuri laddove gli altri consigliano prudenza. E conclude ricordandoci che anche noi, nel nostro piccolo, siamo dei Cigni neri, unici e imprevedibili.

Prologo
PRIMA PARTE. L'antibiblioteca di Umberto Eco, ovvero come cerchiamo conferme
1. L'apprendistato di uno scettico empirico
2. Il Cigno nero di Evgenija
3. Lo speculatore e la prostituta
4. Mille e un giorno, ovvero come non essere creduloni
5. Macché conferma e conferma
6. La fallacia narrativa
7. Vivere nell'anticamera della speranza
8. La fortuna infallibile di Giacomo Casanova: il problema delle prove silenziose
9. La fallacia ludica, ovvero l'incertezza del secchione
SECONDA PARTE. Non possiamo proprio prevedere
10. Lo scandalo della previsione
11. Come cercare la popò degli uccelli
12. L'epistemocrazia, un sogno
13. Il pittore Apelle, ovvero che cosa fare se non potete fare previsioni
TERZA PARTE. I Cigni grigi dell'Estremistan
14. Dal Mediocristan all'Estremistan e ritorno
15. La curva a campana, la grande frode intellettuale
16. L'estetica del caso
17. I folli di Locke, ovvero le curve gaussiane nel posto sbagliato
18. L'incertezza dell'imbroglione
QUARTA PARTE. Fine
19. Metà e metà, ovvero come prendersi la rivincita sul Cigno nero
Epilogo. I cigni bianchi di Evgenija
Ringraziamenti
Glossario
Note
Bibliografia
Indice analitico

Recensioni dei clienti

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    Giorgio

    15/10/2013 11.48.32

    Ha cambiato il mio modo di vedere la vita. Indipendentemente dal valore formativo in campo economico, alto comunque, è un testo che ti fa riappacificare con la tua storia personale e vedere il mondo più così com'è e meno di come si pensa (vorrebbe) che fosse. Consiglio di leggere prima "giocati dal caso" dello stesso autore e poi questo. A volte non si crede che possano ancora esserci testi in grado di cambiarti la vita, poi invece succede. Meraviglia dei libri.

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    Giuseppe

    09/08/2012 14.21.31

    un libro molto profondo dal triste reale dalla quale oggi siamo presi,anche s'è ripetitivo e si dilunga nel ripetere idee tratte nei primi passi del libro,la crisi finanziaria i fallimenti quotidiani sono solo frutti della irresponsabilità umana,Taleb c'illumina che la via della quale l'uomo può uscire da questo tunnel di falsa storia,di questo suo abbaglio l'umanità ne sarà grata un giorno perchè ciò che Taleb dice lo metto al confronto con la questa monotona vita sociale e mi ci accorgo che siamo cosi per terra che abbiamo perso l'orientamento che siamo uomini e per tale abbiamo il buon senso,con questo possiamo volare ed immaginare cigni neri perchè il cielo della vita del sapere della cultura è un cielo senza confini solo se iniziamo ad essere creativi ed immaginari possiamo dire che siamo di buon senso,la vita c'insegna che siamo noi l'autore della nostra vita e per tale in ogni circostanza bisogna trarre nuove idee immaginazioni tra la logica ed il surreale,grazie alla crisi ci sforziamo a far nascere nuove idee di lavoro ecc..ma viene spontaneo dire e se non ci fosse la crisi cosa faremmo?di sicuro saremmo seduti sul divano a ripeterci la storia che i vincenti ci hanno raccontato tutta questa monotonia di vita di storia ci ha solo mummificati per decenni.questo libro è molto illuminante non mi vergogno di sentirmi ignorante ma mi sento fiero d'imparare cose che la mia mente non ha imparato dalla vita sociale.,lo definisco il cigno nero della nostra conoscenza.complimenti Taleb Nassim

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    sergio oliveri

    12/05/2010 11.38.32

    Un concetto espresso in modo chiarissimo già nelle prime 12 pagine, e poi ripetuto e condito in tutte le salse per le successive 300, di cui almeno 200 potevano essere risparmiate. Alla fine stanca.

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    Bruno Dr. Roberto

    08/04/2010 11.24.53

    Per carità! La lettura, il libro bellissimo. Solo non mi si dia adito alla casualità, alla fatalità specialemnte in questa crisi finanziaria dove è evidente che sia voluta dalla BAnch che hanno messo in giro prodotti fantastici ovro vere e proprie truffe...motivo percui alcune centinaia di persone sono state pizzicate dll'FBI in USA. Da qui, dai subprime etc.etc. il crollo di tutto... SONO STATI LORO! E' EVIDENTE e mettiamolo in evidenza!

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    corrado

    30/01/2009 20.50.32

    La scrittura è brillante e l'erudizione evidente, l'esposizione però a volte si dilunga e ritorna su concetti già trattati. Tuttavia non riesce a convincermi: per dirne una, il metodo montecarlo richiede comunque ipotesi a priori sulle distribuzioni di probabilità che generano i cammini casuali e non si salva dalle critiche dell'autore ai modelli statistici e comunque mi sembra debole la critica "dall'interno" di uno che vuole apparire più "furbo" degli altri. Per aprire la mente meglio leggere Ulrich Beck sul rischio e Paul Feyerabend sulla scienza. Ad ogni modo, complimenti: scrivere un libro di successo sui limiti della conoscenza quando le nostre certezze si squagliano è una attività finanziaria con il livello di correlazione più basso che si possa desiderare con le altre attività finanziarie in periodo di crisi economica. Comunque mi rimane un dubbio di fondo: sono sicuro di riconoscere un cigno, al di là del suo colore, una volta che dovessi vederlo?

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    Michele Colalillo

    29/01/2009 17.41.08

    Un uber-professor, col vestito scuro, poco avvezzo a bazzicare nella miseria dei bassifondi dell'incertezza, pontificando a posteriori, avrebbe commentato il libro come predestinato ad essere profetico. Nell'incertezza nella quale sono immerso e, con modestia, da empirista scettico, mi diverte l'idea che fosse solo un gioco del caso che mi ha portato a leggere il libro proprio durante il precipitare della crisi borsistica, e più in generale economica, dello scorso autunno. Grazie NNT.

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    Vincenzo

    14/01/2009 15.49.52

    Avendo letto il libro in inglese prima che fosse pubblicato in Italia, vi segnalo che la traduzione non è impeccabile, il che in alcuni casi potrebbe giustificare alcune frasi poco comprensibili. A titolo di esempio, "security analyst", che, come sa chiunque conosca un pò di termini finanziari in inglese, è un analista titoli (securities sono i titoli azionati, obligazionari, ...), è stato grottescamente tradotto in più punti del libro "analista della sicurezza"... Il povero Taleb non ha previsto (o forse l'ha fatto, ma non ha saputo evitarlo) il cigno nero di una traduttrice della versione italiana del suo libro abbastanza incapace...

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    valentina

    13/01/2009 03.08.41

    non l'ho ancora finito, divertente e interessante, geniale mi pare decisamente un po' troppo, soprattutto perché per tutto il libro parla di epistemologia come filosofia della conoscenza. in realtà l'epistemologia è la filosofia della scienza (episteme), la filosofia della conoscenza è la gnoseologia, e sono davvero due cose molto diverse. se sbaglia una cosa come questa mi chiedo dove sono le imprecisioni o gli errori macroscopici che per ignoranza non colgo? comunque divertente.

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    Federico

    02/12/2008 19.12.22

    Un libro che tutti quelli che lavorano nella finanza dovrebbero leggere. Pardon, dovrebbero aver letto. Forse ci saremmo evitati qualche eccesso con cui oggi stiamo facendo i conti. Veggente.

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    Nico

    30/10/2008 14.53.28

    Se nel corso dei vostri studi avete già avuto modo di apprendere le basi della teoria della probabilità e della statistica allora... leggetelo e ripartire da zero! E godetevi un saggio illuminante, divertente e sconvolgente, senza vergogna di sentirsi idioti.

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    Luca

    30/08/2008 09.04.58

    Un saggio molto interessante. Con un ampio respiro Taleb cita la statistica, le scienze sociali, le scienze cognitive e comportamentali, con l'occhio del filosofo scettico e la mente del matematico. Rigoroso nelle argomentazioni, in qualche parte le sue teorie sembrano perdere di efficacia a causa di una scarsa estensione dell'argomentazione, ma cita sempre le fonti e nel complesso il libro è un'ottima base per riflessioni ed approfondimenti.

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    Yari Lanci

    05/06/2008 19.45.13

    Libro un po' pericoloso per i lettori non smaliziati. Da leggere "sull'attenti" e con spirito critico e scettico sull'interruttore ON. E' divertente da leggere, ma spesso non giustifica niente di quello che sta scrivendo; ci sarebbe da ampliare e confrontare più o meno ad ogni frase che l'autore scrive. Il concetto più interessante è IMHO quando Taleb critica la tendenza epistemologica dell'umanità alla valutazione retrospettiva.

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    sivivedidanze

    14/05/2008 14.20.28

    Un libro importante, che induce a riflettere sulla relatività delle previsioni scientifiche e non, a non prendere troppo sul serio le filosofie della storia che disegnano le future sorti progressive dell'umanita e che inietta una dose di sano "scetticismo empirico" nelle vene della cultura dogmatica, religiosa o scientista che sia. Attraverso la lettura di questo libro, che è piacevole e divulgativo, ci si avvicina a un atteggiamento di libera ricerca e di spirito critico che ritengo molto apprezzabile. Ci si muove sul terreno già percorso nei secoli passati da pensatori quali Pierre Bayle, Montaigne, Bertrand Russell, Von Hayek, Popper, Poincaré. E di questo, che non è poco, ringrazio l'autore.

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    matteo

    06/05/2008 16.40.53

    Se nel corso dei vostri studi avete già avuto modo di apprendere le basi della teoria della probabilità e della statistica (il che vale per la più parte degli indirizzi scientifici: dalla biologia all'ingegneria elettronica) allora evitate assolutamente questo libro: non farebbe che irritarvi ed annoiarvi. Se l'argomento non lo conoscete ma vi interessa seriamente allora iniziate da un'altra parte. Se invece vi interessa solo avere degli aneddoti da utilizzare in contesti mondani, quando la conversazione langue o quando vi vien voglia di darvi delle arie, be' allora forse da questo libro potreste anche riuscire a spremere qualcosa.

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