Recensioni Il cigno nero. Come l'improbabile governa la nostra vita

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    15/10/2013 11:48:32

    Ha cambiato il mio modo di vedere la vita. Indipendentemente dal valore formativo in campo economico, alto comunque, è un testo che ti fa riappacificare con la tua storia personale e vedere il mondo più così com'è e meno di come si pensa (vorrebbe) che fosse. Consiglio di leggere prima "giocati dal caso" dello stesso autore e poi questo. A volte non si crede che possano ancora esserci testi in grado di cambiarti la vita, poi invece succede. Meraviglia dei libri.

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    09/08/2012 14:21:31

    un libro molto profondo dal triste reale dalla quale oggi siamo presi,anche s'è ripetitivo e si dilunga nel ripetere idee tratte nei primi passi del libro,la crisi finanziaria i fallimenti quotidiani sono solo frutti della irresponsabilità umana,Taleb c'illumina che la via della quale l'uomo può uscire da questo tunnel di falsa storia,di questo suo abbaglio l'umanità ne sarà grata un giorno perchè ciò che Taleb dice lo metto al confronto con la questa monotona vita sociale e mi ci accorgo che siamo cosi per terra che abbiamo perso l'orientamento che siamo uomini e per tale abbiamo il buon senso,con questo possiamo volare ed immaginare cigni neri perchè il cielo della vita del sapere della cultura è un cielo senza confini solo se iniziamo ad essere creativi ed immaginari possiamo dire che siamo di buon senso,la vita c'insegna che siamo noi l'autore della nostra vita e per tale in ogni circostanza bisogna trarre nuove idee immaginazioni tra la logica ed il surreale,grazie alla crisi ci sforziamo a far nascere nuove idee di lavoro ecc..ma viene spontaneo dire e se non ci fosse la crisi cosa faremmo?di sicuro saremmo seduti sul divano a ripeterci la storia che i vincenti ci hanno raccontato tutta questa monotonia di vita di storia ci ha solo mummificati per decenni.questo libro è molto illuminante non mi vergogno di sentirmi ignorante ma mi sento fiero d'imparare cose che la mia mente non ha imparato dalla vita sociale.,lo definisco il cigno nero della nostra conoscenza.complimenti Taleb Nassim

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    12/05/2010 11:38:32

    Un concetto espresso in modo chiarissimo già nelle prime 12 pagine, e poi ripetuto e condito in tutte le salse per le successive 300, di cui almeno 200 potevano essere risparmiate. Alla fine stanca.

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    08/04/2010 11:24:53

    Per carità! La lettura, il libro bellissimo. Solo non mi si dia adito alla casualità, alla fatalità specialemnte in questa crisi finanziaria dove è evidente che sia voluta dalla BAnch che hanno messo in giro prodotti fantastici ovro vere e proprie truffe...motivo percui alcune centinaia di persone sono state pizzicate dll'FBI in USA. Da qui, dai subprime etc.etc. il crollo di tutto... SONO STATI LORO! E' EVIDENTE e mettiamolo in evidenza!

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    30/01/2009 20:50:32

    La scrittura è brillante e l'erudizione evidente, l'esposizione però a volte si dilunga e ritorna su concetti già trattati. Tuttavia non riesce a convincermi: per dirne una, il metodo montecarlo richiede comunque ipotesi a priori sulle distribuzioni di probabilità che generano i cammini casuali e non si salva dalle critiche dell'autore ai modelli statistici e comunque mi sembra debole la critica "dall'interno" di uno che vuole apparire più "furbo" degli altri. Per aprire la mente meglio leggere Ulrich Beck sul rischio e Paul Feyerabend sulla scienza. Ad ogni modo, complimenti: scrivere un libro di successo sui limiti della conoscenza quando le nostre certezze si squagliano è una attività finanziaria con il livello di correlazione più basso che si possa desiderare con le altre attività finanziarie in periodo di crisi economica. Comunque mi rimane un dubbio di fondo: sono sicuro di riconoscere un cigno, al di là del suo colore, una volta che dovessi vederlo?

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    29/01/2009 17:41:08

    Un uber-professor, col vestito scuro, poco avvezzo a bazzicare nella miseria dei bassifondi dell'incertezza, pontificando a posteriori, avrebbe commentato il libro come predestinato ad essere profetico. Nell'incertezza nella quale sono immerso e, con modestia, da empirista scettico, mi diverte l'idea che fosse solo un gioco del caso che mi ha portato a leggere il libro proprio durante il precipitare della crisi borsistica, e più in generale economica, dello scorso autunno. Grazie NNT.

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    14/01/2009 15:49:52

    Avendo letto il libro in inglese prima che fosse pubblicato in Italia, vi segnalo che la traduzione non è impeccabile, il che in alcuni casi potrebbe giustificare alcune frasi poco comprensibili. A titolo di esempio, "security analyst", che, come sa chiunque conosca un pò di termini finanziari in inglese, è un analista titoli (securities sono i titoli azionati, obligazionari, ...), è stato grottescamente tradotto in più punti del libro "analista della sicurezza"... Il povero Taleb non ha previsto (o forse l'ha fatto, ma non ha saputo evitarlo) il cigno nero di una traduttrice della versione italiana del suo libro abbastanza incapace...

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    13/01/2009 03:08:41

    non l'ho ancora finito, divertente e interessante, geniale mi pare decisamente un po' troppo, soprattutto perché per tutto il libro parla di epistemologia come filosofia della conoscenza. in realtà l'epistemologia è la filosofia della scienza (episteme), la filosofia della conoscenza è la gnoseologia, e sono davvero due cose molto diverse. se sbaglia una cosa come questa mi chiedo dove sono le imprecisioni o gli errori macroscopici che per ignoranza non colgo? comunque divertente.

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    02/12/2008 19:12:22

    Un libro che tutti quelli che lavorano nella finanza dovrebbero leggere. Pardon, dovrebbero aver letto. Forse ci saremmo evitati qualche eccesso con cui oggi stiamo facendo i conti. Veggente.

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    30/10/2008 14:53:28

    Se nel corso dei vostri studi avete già avuto modo di apprendere le basi della teoria della probabilità e della statistica allora... leggetelo e ripartire da zero! E godetevi un saggio illuminante, divertente e sconvolgente, senza vergogna di sentirsi idioti.

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    30/08/2008 09:04:58

    Un saggio molto interessante. Con un ampio respiro Taleb cita la statistica, le scienze sociali, le scienze cognitive e comportamentali, con l'occhio del filosofo scettico e la mente del matematico. Rigoroso nelle argomentazioni, in qualche parte le sue teorie sembrano perdere di efficacia a causa di una scarsa estensione dell'argomentazione, ma cita sempre le fonti e nel complesso il libro è un'ottima base per riflessioni ed approfondimenti.

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    05/06/2008 19:45:13

    Libro un po' pericoloso per i lettori non smaliziati. Da leggere "sull'attenti" e con spirito critico e scettico sull'interruttore ON. E' divertente da leggere, ma spesso non giustifica niente di quello che sta scrivendo; ci sarebbe da ampliare e confrontare più o meno ad ogni frase che l'autore scrive. Il concetto più interessante è IMHO quando Taleb critica la tendenza epistemologica dell'umanità alla valutazione retrospettiva.

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    14/05/2008 14:20:28

    Un libro importante, che induce a riflettere sulla relatività delle previsioni scientifiche e non, a non prendere troppo sul serio le filosofie della storia che disegnano le future sorti progressive dell'umanita e che inietta una dose di sano "scetticismo empirico" nelle vene della cultura dogmatica, religiosa o scientista che sia. Attraverso la lettura di questo libro, che è piacevole e divulgativo, ci si avvicina a un atteggiamento di libera ricerca e di spirito critico che ritengo molto apprezzabile. Ci si muove sul terreno già percorso nei secoli passati da pensatori quali Pierre Bayle, Montaigne, Bertrand Russell, Von Hayek, Popper, Poincaré. E di questo, che non è poco, ringrazio l'autore.

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    06/05/2008 16:40:53

    Se nel corso dei vostri studi avete già avuto modo di apprendere le basi della teoria della probabilità e della statistica (il che vale per la più parte degli indirizzi scientifici: dalla biologia all'ingegneria elettronica) allora evitate assolutamente questo libro: non farebbe che irritarvi ed annoiarvi. Se l'argomento non lo conoscete ma vi interessa seriamente allora iniziate da un'altra parte. Se invece vi interessa solo avere degli aneddoti da utilizzare in contesti mondani, quando la conversazione langue o quando vi vien voglia di darvi delle arie, be' allora forse da questo libro potreste anche riuscire a spremere qualcosa.

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