Categorie
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788804595076
Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it - € 5,13

€ 8,08

€ 9,50

Risparmi € 1,42 (15%)

Venduto e spedito da IBS

8 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Aggiungi al carrello

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    cesare

    29/08/2015 15.27.49

    Curioso, logorroico, impossibile, irritante, abbandonato per sempre senza rimorsi.

  • User Icon

    mara regonaschi

    21/10/2014 12.42.59

    Libro che con la ricerca ostentata e ostinata del virtuosismo, del carico di avverbi e aggettivi, non riesce a far decollare l0interesse per una storia che ho trovato banale. Una brutta copia di Roth o Richler, dai quali, a mio parere, questo scritto è ben distante.

  • User Icon

    angelo

    09/10/2014 23.33.01

    Ingredienti: una "pastorale romana" lunga tre generazioni, un "Herzog" de noantri disincantato, cinico e sognatore, "la versione" di un rampollo dell'alta borghesia ricca e viziata, una storia non lineare che segue un filo di ricordi e pensieri con uno stile sin troppo ricercato. Consigliato: a chi vuole un erede italico della letteratura ebrea americana (Roth, Bellow, Richler), a chi riesce a vivere con un piede dentro e un piede fuori dal proprio habitat.

  • User Icon

    mario

    25/09/2013 19.03.15

    Ho letto il libro a 8 anni dall'uscita e l'ho trovato molto interessante, elegante nello stile e con ritratti vividi dei protagonisti. Certo non e' una lettura "facile" perche' Piperno cura soprattutto la psicologia dei personaggi e del mondo in cui vivono. Certo se l'autore avesse meno infarcito il testo di parolone colte sarebbe stata una lettura piu' godibile ma resta il fatto che il romanzo ha un suo indiscutibile valore.

  • User Icon

    Paolo

    20/05/2013 12.05.12

    ...Non è male, ma troppo carico di aggettivi, avverbi, troppo esercizio di scrittura fine a se stesso ... Qua e là sprazzi di ironia ed immagini coinvolgenti, qualche intreccio affascinante ... Il finale poi è un pò una delusione : forse, dopo tante parole, non sapeva bene come concludere il tutto ...

  • User Icon

    Cristina '77

    22/02/2013 17.05.42

    Piperno e' un assoluto narciso, scrive per autocompiacersi della sua conoscenza della lingua, in modo asettico, ridondante di paroloni astrusi, soporifero.. Era meglio se non lo terminavo, ho perso tempo nella speranza che almeno uno dei suoi personaggi negativi pensasse o combinasse qualcosa di positivo! Che delusione! Insopportabile anche la miriade di apostrofi che utilizza!

  • User Icon

    FrenzVerona

    17/10/2012 14.51.41

    Non è certo una lettura da ombrellone ma tantè...per me lo è stata. Leggendo le prime 20 pagine mi sembrava di affogare: il linguaggio molto aulico e le citazioni astruse parevano sopraffarmi. E poi, la rivelazione, sono riuscita a prendere il ritmo, non dovevo più rileggere le frasi per capirle, anzi le leggevo in velocità per vedere che altro piccolo capolavoro mi aspettava. Era da tanto che non leggevo un libro così...appagante, ironico e intelligente. Non è di facile lettura, è vero, ma stringete i denti per un po' e poi, ne sarete conquistati!

  • User Icon

    Simone

    04/08/2012 01.22.55

    Se Piperno non avesse tutta questa smania di rifarsi a Philip Roth - dacché i baluginii di Portnoy e Zuckerman sono veri fasci di luce a volte- il romanzo avrebbe forse perduto una certa dose di corrosività, ma ne avrebbe guadagnato in personalità. Per il resto, buon libro, si lascia leggere, scritto bene.

  • User Icon

    carla

    25/05/2012 22.13.04

    ragazzi io l'ho letto quando fu pubblicato cioè un bel po' di tempo fa ma ricordo bene che mi fece sorridere, ridere ed emozionare quindi ne consiglio vivamente la lettura :-)

  • User Icon

    Maria Vittoria

    28/03/2012 09.58.24

    Diciamo che tutto sommato è un buon romanzo ma il modo di scrivere dell'autore non mi entusiasma più di tanto. L'ho trovato troppo complicato e poco lineare ma probabilmente è il suo punto di forza quindi forse non è semplicemente il mio genere.

  • User Icon

    Pippomix

    10/03/2012 22.09.39

    Non è la storia in sè che lascia il segno ma la cifra stilistica con cui Piperno la racconta. Il canovaccio si avvita su se stesso, fin quasi alla stasi ma il linguaggio denso, la maestria con cui viene raccontata una fetta della società riccastra, ebraica, della Roma bene lascia il segno. Piperno sa scrivere e racconta un romanzo borghese come in Italia ce ne sono pochi. Complimenti.

  • User Icon

    ciro

    28/02/2012 13.28.32

    ....ho a disposizione 2000 caratteri? .....troppi!!!! ...ECCEZIONALE!!!!!

  • User Icon

    tommaso

    03/10/2011 10.04.17

    L'ho letto molto in ritardo, dopo averne rinviato più volte la lettura. Trovo che sia un testo scritto molto bene, con una prosa non semplice ma alta, certamente originale e interessante. A volte, però, sembra cadere nel puro esercizio di stile. Non mi ha entusiasmato, non mi è dispiaciuto.

  • User Icon

    Raffaele

    25/08/2011 18.33.58

    Il mio commento è sicuramente condizionato dall'aver già letto ed apprezzato "Persecuzione", ritengo questo romanzo molto interessante e ben scritto, a prescindere dall'indubbio esercizio di stile che, tuttavia, non mi ha disturbato. Piperno che tratta ogni tema con originalità di idee e di linguaggio (meno male) è sicuramente uno degli autori italiani che scrive meglio; probabilmente, indipendentemente dal marketing letterario cui, in ogni caso, non ci possiamo sottrarre, è destinato ad essere uno dei primissimi.

  • User Icon

    Nicola Intrevado

    20/05/2011 17.25.48

    Piperno e' uno scrittore brillante di quelli che non fanno nulla per mostrarsi tali e che si muove con consumata disinvoltura tra il personale e il politico, i sogni e i bisogni reali, il pane e le rose, il tutto costruito da un lessico raffinato che mai come di questi tempi ci appare : colto. E, stupisce il suo successo di pubblico e non che sia immeritato, tutt' altro, stupisce perche' chi lo legge lo immagina un autore di nicchia, poi scopre il suo successo di pubblico, di un autore che a me appare come una sorta di Roth nostrano, di casa. Il Romanzo e' di grande intensita', di ben temperata capacita' espressiva e di simpatia nei confronti dei suoi personaggi pieni di umana fallibilita' con le loro debolezze e le loro misere vittorie, i quali si muovono in una sosprendente quanto divertentissima mescolanza di empatico e apologentico, di fatuo e serioso, di cialtronesco ed eroico, di serio e grottesco, il tutto mosso con uno stile di scrittura educato nel quale gli eventi assumono aspetti di episodi irrilevanti all' economia della storia, tanti episodi irrilevanti che nel loro insieme formano qualcosa di molto rilevante. Formano un vero romanzo.

  • User Icon

    Walter Giuntini

    17/05/2011 14.23.19

    Più che la storia in sé (un ritratto comunque seducente del mondo dorato e fastoso della "Roma bene" anni '80), ho apprezzato molto sia la capacità di penetrazione psicologica dello scrittore, sia la sua cifra stilistica, la sua felicità espressiva, il suo linguaggio vivido e intenso, di grande efficacia pittorica. Insomma, un bel saggio di maestria nell'uso della lingua italiana.

  • User Icon

    GIZZY

    02/02/2010 10.49.35

    Da tempo non leggevo un testo così ben scritto. Il forsennato uso di avverbi ed aggettivi è in costante equilibrio e non distoglie dal contenuto. La bellezza delle parole non è mai banale o fine a sè stessa. Che dire!? Io ho amato questo libro e, ad ogni pagina letta, temevo l'avvicinarsi della fine. Dopo una prima opera talmente bella vanto dei dubbi su cosa potrà produrre Piperno in futuro ma...rimango comunque suo debitore per il piacere elargito. Mi spiace per chi non ha apprezzato (o capito) questo libro..."de gustibus..." si dice cosi!? o forse dipende da quanto e cosa uno è abituato a leggere !? mah...io avrei già voglia di leggerlo daccapo! 5/5 COME MINIMO !

  • User Icon

    sabrina

    14/01/2010 16.37.46

    Un libro noioso e irritante. Credevo di trovare una bella storia, una saga familiare, invece è un assemblaggio di aneddoti che descrivono i personaggi di due famiglie problematiche, corrotte, negative. Manca il filo conduttore. Lo scrittore si è troppo preoccupato di ostentare il suo italiano perfetto, usando vocaboli inusuali, di esibire la sua conoscenza più che narrare una bella storia. Tra l'altro ha abusato nell'uso degli stessi vocaboli: efebico, ieratico vengono nominati infinite volte. Scrive rattenute invece di trattenute, contentare invece di accontentare, empire invece di riempire. Buon conoscitore della lingua, non si può dire altrimenti ma che noia la lettura, il dover sempre rileggere le frasi per interpretare i suoi capolavori. "il rapporto si sposta dalle siderali altezze d'un Empireo sognato e desiderato alla frustrante tolstoiana consuetudine matrimoniale" ma che è???? e poi questo continuo utilizzo di "tolstoiano, darwiniana, shakespeariana, hitchcockiano, dostoevskiane"... è chiaro, lo scrittore ha una buona cultura ma non serve sottolinearla continuamente per poter dire di aver scritto un bel libro. Forse la sua scrittura è più adatta ad una lezione universitaria che alla crazione di una storia interessante!!! Un libro borioso

  • User Icon

    maurizio

    04/01/2010 14.55.17

    Un libro piacevole e ricco di contenuti,un intreccio di aggettivi e vocaboli spesso in disuso nel parlato quotidiano , ma che condiscone la narrazzione di appassionante attrazzione . Un romanzo cosi vicino alle gioventu della mia generazione

  • User Icon

    andrea

    28/05/2009 13.14.36

    uno zero assoluto

Vedi tutte le 329 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione