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Cuorebomba - Dario Levantino - copertina

Cuorebomba

Dario Levantino

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Editore: Fazi
Collana: Le strade
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 7 novembre 2019
Pagine: 265 p., Brossura
  • EAN: 9788893255929
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Cuorebomba

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Ambientato in una Palermo difficile, un racconto che fonde la dimensione individuale con quella sociale per una storia emblematica sulla volontà di riscatto.

A Brancaccio, periferia degradata, l’unico modo per difendersi dalla ferocia del quartiere è la famiglia. Ma le famiglie, si sa, sono infelici per definizione e così quella di Rosario. Il padre ha un’altra donna, un altro figlio, e ora è in carcere per spaccio di sostanze dopanti. La madre Maria, invece, scoperta la doppia vita del marito, si ammala di anoressia. Su questo equilibrio precario piomba la scure dei servizi sociali: Maria finisce in una clinica per disturbi alimentari, Rosario in una casa-famiglia. Ispirato dalle sue letture clandestine, il ragazzo diventa così una sorta di Oliver Twist, in lotta contro una legge folle che, nel nome dei diritti dei minori, recide i legami e separa le persone dagli affetti più cari. Nella sua guerra al malaffare che gira intorno ai servizi sociali e nel tentativo di ricongiungersi alla madre, il protagonista però nulla potrà contro le estreme conseguenze di una sentenza definitiva. Fortuna che c’è Anna, ragazza di poche parole, misteriosa e magnetica, a donare a Rosario la luce di una rivelazione: esiste un solo veleno contro la morte ed è l’amore.
Dall’autore di Di niente e di nessuno, esordio felice e pluripremiato, un nuovo romanzo incisivo e vibrante sulla forza dei legami profondi, che vede ancora una volta il giovanissimo Rosario alle prese con le sofferenze della vita. Un racconto emozionante su cosa significhi diventare adulti affrancandosi dalla violenza e dalla miseria anche grazie allo sport e al potere salvifico dei libri.
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    Mari

    30/11/2020 23:40:45

    Rosario Altieri vive a Brancaccio, periferia di Palermo, dove diventi grande quando diventi cattivo. Però, di fronte a questa desolazione, c’è il mare. Ha sedici anni ma già tanto coraggio perché, come gli aveva detto Anna, l’amore della sua vita, per avere coraggio prima devi avere paura. E di paura ne hai tanta, se a sedici anni per tuo padre non esisti più e l’unica cosa che sa dirti quando vai a trovarlo in carcere è “che c’è?”. La madre perde le forze e si ammala. Data la situazione, Rosario viene affidato a diverse case-famiglia e separato da sua madre Maria, Maria come i mari di tutta la Terra più una vocale. Purtroppo però in questi posti, e ovunque, a volte gli adulti agiscono nel nome di una deontologia che fa ridere i polli. Rosario resiste e non smette mai di combattere. Non smette mai di combattere perché Rosario, come la madre, è un cuorebomba. “Un CUOREBOMBA è un debole gentile, è un fragile forte, è uno che al posto del cuore c’ha una bomba. Avere il cuore come una bomba significa vivere le emozioni in maniera esplosiva, quindi in maniera letale perché le amozioni, quando vanno a mille all’ora, t’ammazzono. Sono pericolosissime, le emozioni di un cuorebomba: sanno farti volare, se positive, ma ti mangiano l’anima, se negative. Chi c’ha il cuore come una bomba si muove continuamente tra due poli: quello della felicità semplice e genuina, e quello dello sconforto più cupo e deprimente; per questo motivo, un cuorebomba è indifeso, proprio perché è alla mercé dei sensi. Sa capire il dolore, un cuorebomba, sa soffrire con gli altri, sa mettersi da parte, riceve tutto in maniera amplificata da un’anima sensitiva.” Rosario ha lottato e perso tanto, ma ad un certo punto capisce che la guerra è finita e che avevano vinto i buoni: i semi sotto la terra avevano bucato pure le macerie.

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    NoemiB

    14/05/2020 06:33:32

    Rosario, il protagonista del romanzo, è un adolescente che vive la complessità della sua età in un contesto socio-culturale alquanto difficile: il quartiere Brancaccio di Palermo. A rendere ancora più complessa la sua crescita è anche la condizione della sua famiglia: il padre detenuto per spaccio di sostanze di stupefacenti, è considerato da Rosario quasi un estraneo alla famiglia. La madre è una donna fragile, che a seguito della scoperta del tradimento del marito e della sua successiva detenzione entra nella voragine dell'anoressia. Rosario cerca in tutti i modi di aiutare la madre, cercando di ricoprire con fatica i ruoli di figlio e capofamiglia. Questo equilibrio precario viene aggravato dall'intervento dei Servizi Sociali. Rosario si ritrova a dover crescere in fretta, a dover imparare che nella vita vi sono due tipologie di persone: i cuorisecchi e cuoribomba. Un romanzo che si legge tutto d'un fiato, ricco di emozioni e spunti di riflessione.

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    anna

    11/05/2020 19:39:09

    C'è chi già al momento della nascita ha il destino segnato, chi già dall'infanzia deve fare i conti con le sofferenze della vita, la povertà e la paura di restare solo. • Rosario Altieri lo sa. Vive a Brancaccio, un quartiere palermitano conosciuto ai più per vicende di cronaca nera, violenza, crimini. • In luoghi come Brancaccio o usi la forza o soccombi, ma Rosario è un buono, uno che attraverso la letteratura e la mitologia ha maturato una coscienza, ha scoperto l'ingiustizia. • Quella perpetrata dai suoi professori retrogradi e bigotti, da quel padre che ha mandato in pezzi la sua famiglia, da quei criminali che hanno reso il suo quartiere un "aborto urbano". • Però, Rosario ha tre cose a salvarlo: il mare in cui trova sempre rifugio, il calcio grazie al quale si sente legato a suo nonno e Anna, che odia le parole, ma sa esprimersi perfettamente attraverso i suoi strani gesti. • Ho apprezzato tantissimo "Di niente e di nessuno" perché mi ha riportato alla mente il ricordo del mio Sud, che con i suoi pregi e i suoi difetti mi scalda il cuore. E ancora di più ho amato "Cuorebomba", perché è impossibile non affezionarsi a Rosario, tifare per lui e sperare che possa avere un futuro migliore. •

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    Lucia Accoto

    11/05/2020 16:39:48

    Nel romanzo Cuorebomba di Dario Levantino ti arrivano volute di rumori, di voci, di silenzi, di porte sbattute, di sogni seccati. Scuote l’anima, Levantino. Lo fa con una prosa autentica, asciutta. Non puoi restare inerme. Bruci dentro di rabbia, affetto, delusione, amore. Provi tutto quello che sente Rosario, un ragazzo di Brancaccio, un quartiere degradato di Palermo. Catturi i pezzi della sua vita, difficile, complicata. Fatta di tasche vuote, di coraggio, di paura, di libri letti per scelta per acchiappare la bellezza senza fine, misura, armonia.

  • User Icon

    Chiara

    11/05/2020 12:46:49

    Ho amato questo libro alla follia. Una storia forte di resilienza raccontata attraverso gli occhi di un bambino cresciuto troppo in fretta. Scrittura meravigliosa, leggetelo!

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    elena b.

    04/12/2019 20:59:39

    L'ho iniziato ieri sera e non riuscivo a staccarmi!...bello, struggente, emozionante, a stento più volte ho trattenuto le lacrime. Per il momento, consigliatissimo!

Vedi tutte le 6 recensioni cliente

A sancire il vincolo tra Dario Levantino e la sottoscritta c’è stato Di niente e di nessuno, romanzo di esordio dello scrittore siciliano.

In questo primo libro, che ho consigliato e continuo a consigliare moltissimo, Levantino mi ha fatto tribolare, e non poco, per le sorti di Rosario, la sua giovane creatura letteraria, al quale mi sono affezionata come ad uno di famiglia. Logico, dunque, che non mancassi il nuovo appuntamento con il ragazzo di Brancaccio quando si è riaffacciato in libreria.

Cuorebomba, edito ancora una volta da Fazi, è il romanzo delle conferme. In primis ribadisce il talento dell’autore, che si estrinseca nella capacità di maneggiare con sensibilità, equilibrio e tanto buon senso, il materiale altamente pericoloso di un’adolescenza diventata fortemente a rischio, esasperata, nelle sue peculiari problematiche, da un contesto socio-economico particolarmente deprivato e da una realtà familiare che, rispetto al libro precedente, qui si fa inesorabilmente tragica. Riafferma, più in generale, la necessità di buoni romanzi di formazione, che forniscano ai giovani lettori una superficie di rispecchiamento, una lente di ingrandimento attraverso la quale vedere le proprie fragilità, uno strumento per dissotterrare e disinnescare le insidie che si frappongono al raggiungimento dei loro obiettivi di crescita.

Ottima, va detto, l’intuizione di voler affrancare Cuorebomba da Di niente e di nessuno. Levantino ha, infatti, reso autonomi i due romanzi. Grazie ad uno “spiegone” introduttivo, senza cadere nell’eccessiva semplificazione, anzi, recuperando integralmente l’atmosfera di amara desolazione in cui avevamo lasciato il protagonista, l’autore sintetizza efficacemente la storia pregressa, svincolando il lettore da obblighi di priorità.

Perfetta anche l’evoluzione della trama, cui sta dietro egregiamente il cambio di passo del ritmo narrativo che, più cupo e drammatico, rimane, per fortuna, nuovamente affidato a quella lingua tascìa (neologismo palermitano traducibile con tamarro) della quale Levantino si era servito efficacemente già nella precedente narrazione. Rosario, con ostinazione e orgoglio, continua anche qui a fregiarsene, come di un blasone che gli compete da abitante di Brancaccio, quartiere/casato a cui rivendica d’appartenere.

Del funambolico liceale che a denti stretti cerca un’emancipazione dalle angustie dell’ambiente di origine, del suo idealismo infantile, sopravvive ben poco nel randagio di questi anni di mezzo. L’ultimo tratto di vita preludio all’età adulta è una discesa all’inferno. Il padre in galera, la madre isolata in un’anoressia che è esternazione del buco nero in cui la sua esistenza si è trasformata dopo l’abbandono del marito, il ragazzo finisce nelle grinfie di affidatari disamorati e privi di scrupoli.

Delle figure adulte – assistenti sociali, gestori di case famiglia, insegnanti – che, come meteore, invadono la sua orbita per dominarlo crudelmente, nessuno si prende realmente cura di lui. Unici riferimenti, un prete e un supplente di filosofia. Solo conforto: i libri di mitologia e i classici della letteratura che divora in cerca di sostegno e ispirazione. Residua speranza: le braccia della sua ragazza, nelle quali si rifugia. Levantino ha trasformato Rosario in un “cuorebomba”, in un «debole gentile, in un fragile forte, in uno che al posto del cuore ha un bomba. (…) Chi ha il cuore come una bomba si muove continuamente tra i due poli: quello della felicità semplice e genuina, e quello dello sconforto più cupo e deprimente; per questo motivo, un cuore bomba è indifeso, proprio perché è alla mercé dei sensi. Sa capire il dolore, un cuore bomba, sa soffrire con gli altri, sa mettersi da parte, riceve tutto in maniera amplificata da un’anima sensitiva».

Prima di scrivere di un romanzo ne scorro daccapo le pagine, sbircio gli appunti, ripercorro i passaggi sottolineati. Prassi che mi serve, naturalmente, a organizzare le idee. In quel breve lasso di tempo, quando escono di scena i personaggi e il sipario cala sulla trama, mentre brancolo tra gli ultimi riverberi della voce narrante, ripenso alle parole di Maya Angelou: “Ho imparato che le persone possono dimenticare ciò che hai detto, ciò che hai fatto, ma non dimenticheranno mai come le hai fatti sentire.” Quello che, secondo la splendida sintesi della poetessa americana, vale nella vita reale per i rapporti tra individui, conta anche in letteratura per quelli tra scrittore e lettore: il legame tra i due si gioca tutto su come il primo fa sentire il secondo.

Il ruolo dello scrittore è fornire all’immaginazione suggerimenti per capire le persone reali ed entrarci in intimità, innescando circuiti virtuosi. Dario Levantino ci fa sentire offesi, disperati, infuriati come lo è Rosario e tanti altri nelle sue condizioni. A noi lettori il compito di mettere a frutto “la nozione di vita” appresa, onorando, a nostra volta il monito di Maya Angelou: porre attenzione a come facciamo sentire il nostro prossimo.

Recensione di Antonietta Molvetti

 

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