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Manfred Lütz

Traduttore: A. Bologna
Editore: Queriniana
Collana: Books
Anno edizione: 2008
Pagine: 288 p. , Brossura
  • EAN: 9788839928665

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    Augusto Cinelli

    07/01/2012 22.06.41

    Di libri buoni ce ne sono. Ma è raro che essi siano anche godibilissimi alla lettura, capaci di affrontare temi di un certo calibro e di ampiezza smisurata con capacità di sintesi, stile avvincente, linguaggio accessibile e allo stesso tempo rigoroso, lasciando la chiara impressione, al termine della lettura, di avere davvero imparato qualcosa per la vita di tutti i giorni. Il libro di Manfred Lütz, psichiatra-teologo tedesco, autore in patria di altri fortunati lavori, è secondo noi uno di questi. Forse proprio perché non è teologo di professione, anche se ben fornito delle necessarie competenze, l'autore è in grado di affrontare un argomento come quello di Dio nella lingua della quotidianità, con scioltezza linguistica e con la perizia dello scrittore di successo, come gli riconosce Rosino Gibellini nell'introduzione all'edizione italiana. Con uno sguardo sintetico, ma mai superficiale, Lütz ricostruisce una "piccola storia" della ricerca di Dio (ma anche dell'ateismo), nonostante sia storia di secoli e millenni, non solo perché vuole andare all'essenziale, ma anche per sottolineare che si tratta di un tema che sta sempre al di là di ogni narrazione e argomentazione, in quanto storia "del più Grande", espressione che si può assumere come un altro nome di Dio. Ciò che percorre tutto l'argomentare dell'autore è la consapevolezza dell'enorme posta in gioco, come a dire: ne va dell'orientamento della vita. Tenendo scrupolosamente conto di tutte le obiezioni più comuni contro l'esistenza di Dio, emerse nella psicologia, nella filosofia, nella scienza (uno dei passaggi migliori è proprio quello su Galilei, Darwin, Einstein e la verità), lo psichiatra-scrittore arriva alla Rivelazione cristiana come inaudita e sorprendente risposta di senso alle domande di felicità e di salvezza radicate nel cuore dell'uomo. Ma non disdegna, da buon europeo, di parlare di Dio "con l'allegra serietà della musica di Mozart nelle orecchie".

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