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Vito Mancuso

Editore: Garzanti Libri
Collana: Saggi
Anno edizione: 2015
Pagine: 463 p. , Rilegato

12 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Religione e spiritualità - Argomenti d'interesse generale - Filosofia della religione

  • EAN: 9788811682615


«Credo in Dio, ma non più nel Dio della dottrina ufficiale della Chiesa cattolica. Non credo più nel Dio del Credo, il Padre “onnipotente”, colui che in questo libro denomino Deus.» - Vito Mancuso

Per me quel Dio degli uomini di chiesa è morto e sepolto. Ma sono forse ateo per questo? - Vincent van Gogh

Il teologo Vito Mancuso sembra sempre più coraggioso e deciso nell’enunciare le sue tesi. Pare che il vento di cambiamento giunto con il pontificato di papa Francesco abbia dato alle sue idee una nuova spinta propulsiva e rivoluzionaria. Questo saggio di teologia sistematica, già introdotta parzialmente con il suo precedente lavoro del 2011 Io e Dio, in cui la disputa tra i teologi che sostengono una tesi teista tradizionale e quelli, come lui, che intendono riformarla veniva accennata, irrompe questa volta in un discorso audace e libero, senza precedenti.
Il punto di partenza di Vito Mancuso è una chiara e netta distinzione tra due entità religiose: Dio / Deus. Dio è la forza buona dell’essere, insieme personale, impersonale e sovrapersonale, che assume di volta in volta, in base alla sua relazione con il mondo, la funzione di Padre, la qualità di Bene, l’essenza di Mistero. Dio nel pensiero occidentale e lungo i secoli è stato identificato con Deus. L’archetipo della mente occidentale, secondo il teologo, ha creato una divinità che è solo un’interpretazione parziale di Dio e che si basa essenzialmente sulla prospettiva di una sistematica volontà di potenza, detta onnipotenza. A partire dall’epoca moderna l’umanità ha avvertito, con uno sconforto crescente, l’insufficienza di Deus nel rappresentare i propri ideali di bene e di giustizia, fino ad arrivare alla situazione di oggi, in cui il suo destino sembra ormai segnato.
C’è un errore di base nella religione cattolica, spiega il teologo, ed è quello di confondere Dio con questo personaggio onnipotente, il “grande dittatore” creato dal potere religioso per alimentare se stesso. Distruggere Deus, secondo Vito Mancuso, non significa non essere credente, ma significa riportare l’attenzione sulla figura del Dio, la “speranza sotto forma di pensiero”. L’uomo che crede nel bene e nella giustizia, e che immagina di ottenere bene e giustizia nella vita ultraterrena: è questo il credente.
Si comprende immediatamente, quindi, sin dalle prime pagine di questo ambizioso saggio, che non siamo di fronte all’abiura, ma al cospetto di un cristianesimo inquieto, non conforme ai canoni tradizionali dell’ortodossia e per questo guardato con sospetto da una certa parte della Curia.
Trovare il tempo di leggere e approfondire le riflessioni contenute in quest’opera, è un piacere non solo per i lettori che si intendono delle questioni della fede, ma anche per quelli interessati all’uomo e al messaggio utopico che sta alla radice del discorso religioso. Vito Mancuso cita, a proposito, Oscar Wilde: “Una carta geografica che non comprenda l’Isola di Utopia non merita nemmeno uno sguardo, perché escluderebbe l’unico paese al quale l’Umanità approda in continuazione”. Questa “carta geografica” non deluderà i cercatori più esigenti.


Un brano tratto dall'intervista di Wuz

WUZ: La Chiesa e la società: sotto il papato di Benedetto XVI, i laici hanno l’impressione che la chiesa abbia fatto un passo indietro, rispetto a molti temi. La chiesa si arrocca, in tempi di grande incertezza. Ma è la mossa giusta?

MANCUSO: Dobbiamo sempre distinguere la gerarchia della Chiesa, dalla Chiesa nel suo insieme. Se è vero che per alcuni aspetti la gerarchia si arrocca, è altrettanto vero che altrove vi sono segnali di grande apertura e di grande dialogo.

Recensioni dei clienti

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    Lee66

    01/10/2016 08.43.39

    Un altro libro che farà discutere in quanto si propone una nuova immagine di Dio mettendo in discussione quella derivante dal vecchio testamento in cui si propone un "Deus" dittatore, geloso e vendicativo che contraddice la sua sua stessa onnipotenza. Gl interrogativi posti da Mancuso sono tantissimi e a molti dei quali non è possibile dare una risposta perché non la si può sapere, ma tutto ciò, in estrema sintesi, serve finalmente a generare una teologia moderna, scevra dai dogmi castranti della religione cattolica, al fine di analizzare la religione stessa a 360 gradi, passando necessariamente anche dalla filosofia e dalle altre religioni, per arrivare ad avere un rapporto spirituale personale e sentito con il propio Dio di amore trinitario descritto dall'autore. Le indicazioni e gli intendimenti di Mancuso sono, in un certo senso, rivoluzionari per scuotere tutti i cristiani dal torpore, per un riavvicinamento spirituale e per arrivare anche a una "lettura consapevole della Bibbia, finalizzata cioè non al concordismo che smussa e nasconde le contraddizioni per elaborare catechismi, ma alla consapevolezza che le fa emergere per guardare un faccia la realtà". Forse questa è la nuova condizione a cui deve arrivare il "nuovo" cristiano, consapevole della logica del mondo, fuori dai paraocchi del cattolicesimo e dalle sterili condanne mosse da ogni rappresentante della Chiesa di ogni ordine e grado, pronto a difendere inutilmente i propri principi. Occorre quindi prendere le distanze dal "Deus" terribile e dal suo ego debordante, la cui onnipotenza e il cui operato è messo in discussione, il cui "destino" è ormai segnato (e qui il centro nodale del libro), per riavvicinarsi a un Dio d'amore che si rivela in tutte le cose in una visione panenteistica, piuttosto che a un dio che pare non si interessi della vita e delle azioni degli uomini. Un grande libro, sicuramente non di facile lettura, ma in ogni caso grandioso, profondo e da leggere con cura.

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    luciano

    20/06/2016 11.39.53

    L'autore mette in risalto la contraddizione che esiste tra il Dio onnipotente, il " Dio degli eserciti" ( Deus) dell'Antico Testamento e il Dio dei Vangeli che è un Dio d'amore e di misericordia. Scrive Mancuso: "la storia contemporanea scardina la tipica logica cattolica dell' "et-et" e pone un implacabile " aut-aut": onnipotenza o amore. Tenere insieme le due prospettive non è possibile se non a prezzo di disonesti sofismi". Se si vuole salvare il pensiero di Dio tra gli uomini, se non si vuole che Dio precipiti nell'oblio ( la morte di Dio) occorre, dice Mancuso, : " rivedere la visione teologica tradizionale del rapporto Dio-mondo, facendola passare dal verticismo della potenza all'armonia della relazione". In questi tempi mi sembra che Papa Francesco privilegi, al Dio biblico, il Dio misericordia, il Dio risanatore, il Dio amore, il Dio non-potenza, il Dio che tutti accoglie, insomma, il Dio dei Vangeli. Con Papa Francesco si " sente profumo di Vangelo". Quando l'arcivescovo di Genova, chiese a Don Gallo qual era " il suo teologo di riferimento", egli rispose che era Mancuso.

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    Nicola Giuliani

    20/02/2016 18.54.06

    Vito Mancuso: positiva figura di filosofo - teologo che apre un nuovo orizzonte in questo appena avviato terzo millennio. Filosofia e Teologia, in Mancuso, sembrano raccordarsi così proficuamente, tanto da suscitare il dubbio che trattasi di una grande utopia, non facile da perseguire e/o guardare con il dovuto e auspicabile interesse. In ogni caso, il mirabile raccordo è da considerare come la messa a dimora di un seme di notevole e indiscussa vitalità verso cui l'Umanità dovrà prima o poi indirizzare una convinta, condivisa, seppure graduale attenzione. Non può esserci altra strada per l'Uomo, la cui potenzialità evolutiva, derivante dall'imperscrutabile processo che si è manifestato nell'Universo e che lo ha posto al suo vertice, è ragionevolmente e preferibilmente da interpretare in tal senso : tendere ad attuare il Bene Comune, dando risalto a quel tocco di "divino" che è nell'uomo, indipendentemente da illusioni, castighi o promesse di un mondo ultraterreno che la nostra mente è portata a costruire. Altro pregevole libro di Vito Mancuso che si sofferma specificatamente e con essenzialità, su quest'ultima tematica è "Questa Vita" : libro che proficuamente andrebbe proposto nelle scuole di ogni ordine e grado per contribuire ad un avanzamento civico della nostra degradata società.

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    Tiktaalik

    14/01/2016 16.20.16

    Per curiosità ho voluto leggere qualcosa di questo teologo, considerato poco ortodosso rispetto all'insegnamento della Chiesa cattolica. Ho avuto difficoltà nella lettura, spesso saltare dei passi è stato un beneficio, perché mi stavo perdendo in un astrattismo francamente asfissiante. Mancuso non ha smosso il mio scetticismo,non mi è stato chiaro, crede in un Dio personale ed impersonale a seconda dei contesti, spiega l'origine del male come un prezzo da pagare per la libertà dell'uomo, nella quale evidentemente egli crede, ma allora non mi sembra neanche una posizione tanto originale. Mancuso cita anche un altro studioso anticonformista, Marco Vannini, verso il quale opera un distinguo, cita famosi fisici teorici, nomina pure il big bang, insomma mette tanta carne al fuoco ma personalmente non mi ha affatto colpito. Ho appena letto le obiezioni di Streminger alle varie teodicee, in un suo libro di una ventina di anni fa, le tesi di Mancuso non rispondono affatto a tali osservazioni, per cui il mio giudizio è negativo.

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    Rosario Carulli

    04/12/2015 16.22.48

    Questo ultimo libro del prof. Mancuso é un libro coraggioso,sì, infatti Mancuso si espone in prima persona e affronta tematiche dottrinali, teologiche, biblico-esegetiche e sociali. Non ha nulla a che fare con i suoi precedenti libri, solo verso la fine ricorda in parte il "Principo Passione".Vuole suscitare nel lettore nuove e serie riflessioni, invitandolo a cambiare maniera di guardare il creato,di superare certi steccati dottrinali, di non farsi schiacciare dai dogmi stabiliti dalla corte clericale, ma di essere un cattolico o cristiano pensante che tende di suo al bene e alla giustizia, dando così senso alla vita e al mondo, dove coabitano logos e caos, bene e male, ma solo da questo intreccio può nascere l'armonia relazionale necessaria. E' un libro che va letto lentamente e attentamente. A mio modesto parere, é una pietra miliare nel panorama teologico italiano e non solo.

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