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Dopo lunga e penosa malattia

Andrea Vitali

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 176 p., Rilegato
  • EAN: 9788811687436
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Recensioni dei clienti

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    Elena

    13/02/2015 16.09.40

    Un libro molto cupo, buio, a tinte fosche. Un giallo che incuriosisce e si fa leggere in un'oretta, complice anche il numero esiguo di pagine. Sarebbe stato anche un bel libricino se non fosse per il finale, o meglio il non-finale perché non si capisce assolutamente come la storia si concluda. Poteva essere migliore.

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    paolo

    02/02/2015 16.22.20

    il finale ti fa cadere le braccia. vitali non è giallista, a questo punto è chiaro. arriva una gazzella dei carabinieri e la scena si congela: per me: 1) il Lonati è spacciato (infarto) 2) i due complici dovranno riuscire a nascondere il loro coinvolgimento in una morte "accidentale". 3) la moglie del lonati telefona e nessuno risponderà. 4) la figlia dell'oste e la moglie del notaio non rimarranno a lungo "amiche" (!!??) (una finirà i soldi dell'assegno e l'altra realizzerà di essere un'assassina) 5) la terza donna telefonerà alla moglie del dottore e racconterà la propria storia. 6) il farmacista e la figlia del notaio rimarranno senza soldi a meno che non ricattino la madre-moglie del notaio. 7) il figlio del notaio ci fa la figura del fesso che non si era accorto di avere un padre donnaiolo e madre/sorella assassine .... uno schifo di finale = il vitali si era incartato e non sapeva come uscirne... si lascia il finale aperto quando non si riesce a chiudere una storia strampalata non "chiudibile" con successo.

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    Trixter

    12/11/2014 16.59.15

    Guai a voler considerare questo romanzo come un giallo. E' vero, si deliena come un thriller eppure lo considero semplicemente un noir malinconico, buio, denso di nebbia. Il giallo è solo un pretesto ed il finale, poco convenzionale, ne è un fulgido esempio. Belli i personaggi nella loro staticità, altrettanto affascinanti i dialoghi secchi e l'ambientazione, dove a farla da protagonista è un lago immoto dall'ingombrante presenza. E chissà che la lunga e penosa malattia cui Vitali si riferisce non sia tanto quella del signor Luciano bensì, a ben vedere, proprio quella del protagonista...

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    Tommaso Di Nella - Lawyer

    12/05/2014 16.41.45

    Ho iniziato a leggere i libri di Andrea Vitali solo di recente. La mia - attuale - opinione: Vitali è un "grande" scrittore. Questo romanzo, inusitatamente noir per questo autore, è "stupendo". Questo scrittore dovrebbe dedicarsi maggiormente ai "gialli" (magari con un altro - o più di un altro - racconto che segua la storia di quello in esame), in quanto, evidentemente, all'altezza di altri grandi scrittori italiani, quali, ad esempio, Camilleri, G. Carofiglio, Malvaldi e Recami. Sì è vero, il finale del libro è troppo affrettato e con qualche punto inespresso; un ottimo romanzo, tuttavia, è caratterizzato, oltre che da un "incipit in media res", da "un finale non proprio con la fine" (ovvero "il detto ma non detto"). Così: ampio spazio anche - e soprattutto - all'immaginazione del lettore, il quale può, anche lui, fare la sua parte mentre se ne sta comodamente spaparacchiato sul divano completamente avvolto da tal fascinosa lettura). Insomma: trattasi di un bellissimo romanzo con un mistero che si risolve in poco tempo ed è, forse, anche per questo che ha la capacità di riportare, in poco tempo, il buon umore al lettore.

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    Simona

    24/09/2013 20.47.02

    Devo dire che è stata una delusione nonostante sapessi che questo libro è stato vendutissimo. Ho letto anche altri libri di Vitali, questo non mi ha entusiasmato più che altro per finale. Inoltre è stato pensato come un giallo, ma a mio avviso non lo è.

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    alessia

    23/06/2013 18.55.12

    Non mi ha particolarmente coinvolto....!!!!

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    Isa

    29/03/2013 17.07.59

    E' il primo romanzo che leggo di questo autore. Lo stile non mi dispiace ma da qui a farmi innnamorare... I

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    Jean

    30/07/2012 14.22.46

    Devo ammettere che fino a metà il libro mi ha preso (trama scorrevole, attenzione ai particolari di ambienti e persone)ma alla fine mi ha davvero deluso, quasi come se fosse un libro incompiuto! Un finale che non mi aspettavo cosi dopo aver avuto una buona impressione per buona parte del racconto! Per i miei gusti non lo consiglierei a chi ama leggere dei gialli con dei finali con suspense!

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    Margherita

    15/12/2011 10.19.51

    Così così... Scivola via bene, intrecciato nelle trame di una narrazione intimista e cupa, ma poi nel finale si perde un po'. Un più per l'emotività, un meno per la struttura del libro...

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    NADIA3

    26/07/2011 16.47.53

    Penoso,cupo,triste come il lago in autunno leggere questo giallino scontato e striminzito è stata solo una perdita di tempo, peccato perchè altri libri di Vitali mi erano piaciuti proprio per la loro ambientazione e briosità ma qui tra morti,dolori di petto e rapporti contorti è tutta un'altra storia.

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    Mary

    26/05/2011 22.04.53

    Non l'ho trovato così scontato ma il finale mi ha veramente deluso

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    massimo

    02/11/2010 16.47.35

    noiosissimo e scontato. chiamare romanzo una novella diluita facendo capitoli ogni 10/20 righe. sconsigliato

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    gmb

    21/06/2010 10.45.44

    E' una sorpresa leggere un giallo di Vitali! Abituato alle trame leggere e sbarazzine sfiorate dall'aria del lago questo giallo non mi ha deluso, anzi! L'atmosfera cupa della storia viene resa bene dal paesaggio descritto sapientemente, la storia è intrigante e il finale non lo trovo così "penoso" come molti l'hanno giudicato. E' un romanzo breve che si legge in un paio d'ore, io lo consiglio.

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    Mario

    16/02/2010 08.26.11

    Una buona parte di questo romanzo lo si legge con piacere grazie alla sua scorrevolezza, alle ben delineate descrizioni e situazioni della trama, nel finale lascia un po' a desiderare.

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    Domenico

    20/09/2009 16.46.42

    Il buon Califano cantava "Noia,maledetta noia",ecco credo che queste parole descrivono alla perfezione questo romanzo di Vitali,scrittore tra i più sopravvalutati in Italia (parere personalissimo ovviamente). Inoltre per essere un giallo fa acqua da tutte le parti : Perchè il farmacista è complice dei colpevoli? Chi è la donna misteriosa che telefona a casa del dottore? Qualcuno è riuscito a capire il finale?Se si me lo può spiegare,grazie. Un discorso a parte poi bisognerebbe fare riguardante il fatto che per ogni dieci pagine scritte c'è ne sono 2/3 in bianco ;che ci sono una quindicina di pagine composte da due o tre righi e basta e capitoli di mezza pagine. Be per un romanzo di circa 170 pagine non c'è male.

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    Maiky

    15/09/2009 11.56.32

    Il libro ha una bella trama ed è scorrevole...peccato solo che il finale sia assai deludente!

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    Michela

    06/09/2009 22.22.42

    Ho letto quasi tutti i libri di Vitali e questo, insieme a "La signorina Tecla Manzi", è quello che gli è riuscito peggio. L'idea era buona ma il finale, che non conclude nulla, rovina tutto.

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    nini11

    29/08/2009 20.57.23

    La scrittura è buona, con qualche inutile eccesso nel descrivere il tempo meteo quasi sempre cupo e inquietante, ma la trama non regge e come già detto da altri non convince, non è chiara. E poi non so perchè Vitali si ostini a scrivere romanzi ambientati negli anni sessanta o giù di lì, con sempre i soliti personaggi tipici del tempo - oltretutto stereotipati e senza un vero carattere - manco avesse cent'anni e scrivesse la stessa roba da settanta; ma cos'è, rimaneggia la muffa? Questo scrittore è veramente sopravalutato, c'è di meglio anche in Italia. I suoi libri, quando ho voglia di leggere qualcosa di leggero in due ore accademiche , li prendo in biblioteca: non spenderei un centesimo nè mi sentirei di consifgliarlo. Comunque meglio Maigret e Piero Chiara, almeno loro scrivevano al passo con i tempi.

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    G.S.

    27/08/2009 13.35.54

    Sinceramente confesso che mi è piaciuto molto poco, per carità la trama non è male ma il finale è davvero pessimo.

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    XYZETA

    24/08/2009 12.11.43

    Dopo "La modista" avevo giurato che non avrei più letto Vitali, poi ho avuto questo in omaggio con altri acquisti e l'ho riabilitato. Non lo definirei un racconto lungo, è un romanzo breve (è come la questione del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto) perfetto in cui Vitali dimostra di saper scrivere qualcosa di ben costruito e non banale. Vorrei, però, fargli notare che il prefisso di Bordighera è 0184, mentre lui cita un prefisso 0341 oppure 0343 che deve essere più delle sue parti che della Liguria.

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