Traduttore: L. Frausin Guarino
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: 237 p., Brossura
  • EAN: 9788845927195
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Descrizione
"Chi meglio della signora Némirovsky, e con un'arma più affilata, ha saputo scrutare l'anima passionale della gioventù del 1920, quel suo frenetico impulso a vivere, quel desiderio ardente e sensuale di bruciarsi nel piacere?" scrisse, all'uscita di questo libro, il critico Pierre Loewel. Le giovani coppie che vediamo amoreggiare in una notte primaverile (la Grande Guerra è finita da pochi mesi, e loro sono i fortunati, quelli che alla carneficina delle trincee sono riusciti a sopravvivere) hanno, apparentemente, un solo desiderio: godere, in una immediatezza senza domani, ignorando "il lato sordido" della vita, soffocando "la paura dell'ombra". Eppure, quasi sulla soglia del romanzo, uno dei protagonisti si pone una domanda - "Come avviene, nel matrimonio, il passaggio dall'amore all'amicizia? Quando si smette di tormentarsi a vicenda e si comincia finalmente a volersi bene?" - che ne costituirà il filo conduttore. Con mano ferma, e con uno sguardo ironicamente compassionevole, Irène Némirovsky accompagna i suoi giovani personaggi, attraverso le intermittenze e le devastazioni della passione, fino alla quieta, un po' ottusa sicurezza dell'amore coniugale.

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    furetto60

    21/01/2019 13:43:27

    Romanzo che potrebbe distruggere qualsiasi illusione su un sentimentalmente riuscito rapporto di coppia: l’unico individuo, secondo l’autrice, non diciamo felice ma con un minimo di soddisfazione è il single, libero di dare sfogo al proprio egoismo. Se il single si lega è solo per portare avanti un rapporto formale, riuscito e utile ai meri fini pratici e forse sopportabile soltanto giunti in tarda età, coll’estrema unzione alle porte. Nulla da eccepire circa l’introspezione psicologica dei personaggi, ma opera carente quanto ad ambientazione sociale e temporale. Vi sono ben tre reduci, i tre fratelli, della Grande guerra, eppure dell’esperienza spaventosa alla quale sono scampati non c’è nulla, sta lì solo come dato di fatto, come parentesi fastidiosa tra un prima e un dopo sostanzialmente immutato, il che mi è poco credibile. Si ricava così l’impressione di un occhio attento ad una quota parte del quadro, come se avesse limitato lo studio, per esempio, della Gioconda al solo volto, all’enigmatico sorriso, trascurando la storia del dipinto, lo sfondo e il resto della figura.

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    Alex

    08/12/2018 09:23:55

    Un romanzo che parte lento e noioso ma che piano piano prende forma e diventa un capolavoro. L'amore viene raccontato in maniera sublime, facendoti apprezzare i tempi del Voi che si rivolgeva al proprio amante. Ma l'amore non ha tempo e in questo romanzo è la cosa che piu mi entra dentro!!!!! La passione e l'amore sono sentimenti che non invecchieranno mai.

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    Emanuela

    17/09/2018 20:26:41

    "Chi meglio della Némirovsky, e con un'arma più affilata, ha saputo scrutare l'anima passionale della gioventù del 1920, quel suo frenetico impulso a vivere, quel desiderio ardente e sensuale di bruciarsi nel piacere?" Così scrivere il critico Pierre Loewel per descrivere "Due". Molto spesso ho sentito erroneamente giudicare questo un romanzo d'amore, che di amore ne ha poco, ma piuttosto è alla ricerca di una sua parvenza. Marianne e Antonie si conoscono nel 1920, con in sangue ancora quella passione ardente e improvvisa che contraddistingueva i giovani durante la guerra; si conoscono, credono di amarsi, si sposano. E la Némirovsky narrando la storia del loro matrimonio scava a fondo, mette a nudo le loro pulsioni, i loro tormenti e le paure, con quel suo stile che riesce a dare al lettore una lettura chiara e nitida dell'animo umano. In particolare descrive quel sentimento che sembra unire ogni coppia quando la tempesta è cessata e la passione scomparsa; una quiete senza gioia, ma al tempo stesso consolante. Un punto di partenza perfetto, se non avete mai letto nulla della Némirovsky, ma ovviamente un'ottima lettura anche per chi ha deciso di continuare a scoprirla.

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    barbara

    19/08/2015 11:42:17

    La Nemirovsky è stata per me una piacevole sorpresa. Al di là della storia, lo stile letterario è splendido, la capacità di descrivere le sensazioni e di tradurre in parole anche gli sguardi e le frasi non dette è notevole. L'attimo dell'innamoramento in poesia: "Antoine ed Eveline si portarono contemporaneamente il bicchiere in bocca...ciascuno guardava il volto dell'altro...e all'improvviso passò tra loro quel lampo di desiderio che fa di un uomo e di una donna fino a quel momento indifferenti, due esseri che non potranno mai più avvicinarsi l'uno all'altro senza amore, o senza il ricordo di quell'amore".

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    Per alcuni libri è semplice convincerci che possano parlare di fatti reali ma mentre leggevo questo libro non avevo alcun bisogno di limitarmi a credere. Lo sapevo, lo intuivo in ogni parola, che quella narrata era pura realtà. Il modo in cui vengono descritti gli stati d'animo, i pensieri, i modi di agire, erano così attinenti alla realtà che per un attimo ho pensato che quel libro stesse parlando di me, di qualcuno a me molto vicino, perché tra quelle parole sentivo di esserci anch'io. La scrittrice è riuscita a riflettere tra le pagine del libro la realtà più profonda, quello che ognuno di noi vive, affronta ma che non racconta mai. È come se questo libro rivelasse i segreti dell'anima delle persone e per questo non è del tutto semplice amarlo.

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    Alessandro

    09/12/2013 20:03:57

    Straordinaria tratteggiatrice di caratteri e di atmosfere, Irene Nemirovsky redige con 'Due' (1939) il perfetto campionario delle beghe e delle speranze della vita di coppia. E lo fa trasportandoci dal riso al pianto, dall'ironia al romanticismo più puro. Un libro così può essere letto come un'educazione sentimentale, ma anche come un esercizio di stile se non ci si riesce a immergere nella realtà sociale di quegli anni.

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    cristina

    27/08/2013 11:19:00

    Primo libro che leggevo dell'autrice, non bellissimo ma capace di descrivere un'epoca storica. Una storia d'amore come tante che dovrebbe far riflettere sullo slancio degli amori giovanili e sulla maturità dei legami coniugali quando si insinuano i dubbi sulle scelte e i rimpianti e i rimorsi per ciò che è stato.

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    Romolo Ricapito

    03/01/2013 00:11:25

    Con "Due", Irène Némirovsky è interessata ad esplorare principalmente due età della vita: la giovinezza e la maturità. Quest'ultima si concretizza col matrimonio, tomba dell'amore ma rifugio dell'anima. La prima giovinezza è vista nei due sessi in modo paritario: ragazzi e ragazze , più consapevoli della caducità della vita di chiunque altro, desiderano viverla con ardore, dispiegando le loro energie tra le lenzuola , in riti orgiastici e pagani, oltre che mondani. Tali riti sono propedeutici, per la donna, a una veloce sistemazione, appunto col matrimonio. Per l'uomo, essi si accompagnano alla realizzazione lavorativa. Il coniuge scelto è non sempre una scelta veramente consapevole, ma spesso viene preferito per un insieme di casualità o dopo avere scartato altre situazioni, a volte più vantaggiose. . A monte, per la donna, anche aborti o destini di amante , Ma nel ruolo dell'amante la "femmina" -almeno in questo romanzo-non trova la felicità, ma la perdizione. La vecchiaia è vissuta dai caratteri qui descritti come resistenza . Ma anche, all'inizio, con l'implorazione dei vecchi tramite la frase: lasciateci stare! .Essi sembrano volersi disinteressare di tutto, dopo i patemi d'animo derivanti dalla crescita di nuovi individui, la loro prole. Prole che spesso non li comprende mai e per la quale serbano , fino alla fine, dei segreti. Alcune pagine sono, come sempre, spietate e amarissime e, soprattutto alla metà o nel finale, compongono l'usuale capolavoro della scrittrice. Capolavoro che si nutre principalmente di una psicologia portata all'eccesso, febbrile e compulsiva nelle descrizioni. Le pagine che inquietano, ma insieme rasserenano, sono quelle che descrivono il tran tran del matrimonio. Istituzione all'interno della quale la complicità tra i coniugi crea un solo essere, divorando però amore, passione e affetto, per diventare cupa abnegazione. ROMOLO RICAPITO

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    Valeria

    12/12/2012 18:55:31

    Sono d'accordo con Laura, la trama in questo libro (come in altri della Nemirovsky) non è importante. L'abilità della scrittrice sta nella sua capacità di introspezione, nella descrizione degli stati d'animo, delle sensazioni, dei sentimenti. Molto bello.

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    umberto

    26/05/2012 18:12:59

    Ma è davvero un libro scritto dall'autrice dello splendido "Suite francese"?... L'ho trovato lezioso, al limite della sopportabilità (e qualche volte anche oltre...)

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    Laura

    18/04/2012 11:02:59

    L'abilità della Nemirovsky, a mio parere, non è quello di raccontare una storia, nei suoi romanzi e nei suoi racconti l'intreccio e la trama sono ridotti al minimo - non per niente è ostico, se non impossibile, riuscire a riassumere un suo libro - ma la descrizione di atmosfere, di situazioni. La sua grande maestria è riuscire a far emergere da questi fondali i vari protagonisti, farli prendere vita e tratteggiare così la loro personalità. Tutti i suoi romanzi sono pervasi da una soffusa malinconia: il senso del tempo che passa, della giovinezza che sfiorisce. E anche Due non fa eccezione, l'innamoramento, la passione infuocata della gioventù lascia spazio al matrimonio che descrive in modo spietato: "Il legame coniugale è tanto più forte quanto si basa sull'ipocrisia... Il matrimonio non ha bisogno della persona reale, bensì dell'apparenza, della maschera. Marianne deve vedere in me il marito fedele, lavoratore, come io devo vedere in lei la moglie perfetta. In realtà, chi è lei?... ma per vivere felici abbiamo bisogno di una parvenza di sicurezza. Abbiamo bisogno di creare noi stessi la nostra leggenda: E, piano piano, al di fuori di noi, essa si crea..." Il matrimonio per l'autrice non è quindi un legame tra due persone, ma un vincolo che si crea per necessità e a cui, con il passare del tempo, ci si adegua. Malinconico

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    Lady Libro

    09/11/2011 19:20:36

    Il mio primo "incontro" con la Nemirovsky è stato piacevole, ma non del tutto soddisfacente: la sua capacità di descrivere i tratti psicologici, i fatti e i sentimenti dei personaggi è ottima e in tutte le pagine si percepisce la tristezza, la staticità e la piattezza di questa relazione che certamente nessuno desidererebbe ma che sente reale proprio per come è scritta, ed è forse per questa sensazione, suscitata molto probabilmente con tutta l'intenzione, che non ho apprezzato molto il contenuto e il motivo per cui mi ha un po' annoiata e infuso un forte senso di vuoto e malinconia.

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    Giorgio Chiarot

    03/02/2011 10:07:01

    Ottimo libro della mirabile Nemirovsky. Ho letto tutti gli altri romanzi dell'Autrice e questo, rispetto a Suite francese che è il suo capolavoro, gli sta quasi alla pari. IM scrive questo romanzo con apparente distacco e ciò conferisce alla storia un pò di velata malinconia. Senza farsi coinvolgere dalle vicende, anche un pò forti del libro, riesce a descrivere con eccezionale precisione la differenza che esiste tra amore giovanile e amore coniugale. Entrambi, secondo me, valgono la pena di essere vissuti. Ne consiglio vivamente la lettura (qualche mese prima) a quei giovani che stanno per sposarsi. Fidatevi: è veramente così, poi.... vedete voi.

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    Massimo F.

    01/12/2010 12:12:42

    Richiede un certo sforzo la lettura di questo romanzo: con la 'scusa' di raccontarci una storia anni '20 dal ritmo un po' sonnacchioso, l'autrice propone in realtà un'analisi dei rapporti di coppia (e familiari in genere) tanto acuta, quanto aspra e profonda. La penna della Némirovski diventa una lama affilatissima che con precisione chirurgica e spietata fermezza affonda colpi letali minando le nostre convinzioni e alimentando dubbi: i lettori non possono che partecipare attenti e inquieti a questa cruda rappresentazione di real-cinismo interrogandosi e riflettendo.... Ottimo prodotto, anche se va 'maneggiato' con estrema cura....

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    Federica

    23/11/2010 14:57:27

    Il modo di scrivere della Nemirovsky è accattivante e per questo si fa leggere. Non mi è piaciuto il pessimismo e la distruzione che ritrae del matrimonio e la continua incapacità dei personaggi di non apprezzare quello che hanno, di continuare a ricercare un ideale. Mi ha deluso perchè pensavo, al contrario, che raccontasse come nel matrimonio si possa diventare davvero un essere solo, soprattutto dopo l'incipit di unione profonda descritta ne "i doni della vita".

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    Biagio Mastrangelo

    06/11/2010 20:39:43

    Romantico, vero, crudele. Lo consiglio perchè scava l'animo umano e ne analizza le debolezze.

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    alce67

    05/11/2010 13:04:40

    Un pò una delusione; sempre scritto bene, ma un pò datato nelle modalità in cui i sentimenti sono espressi; poi tutta questa autodistruzione, le emozioni che svaniscono con il matrimonio; angosce, tristezze, suicidio. Forse poteva essere di rottura negli anni '30, ora è solo un pò esagerato e un bel pò noioso.

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    andrea y

    20/09/2010 16:04:28

    Attendere oltre settant’anni per pubblicare un libro (edizione francese nel 1939, traduzione italiana nel 2010) vuol dire che quello che poteva essere, ed era quando apparve, un romanzo attuale, che rispecchiava la vita e gli umori della società borghese della Francia anni trenta, oggi è irrimediabilmente invecchiato e i suoi personaggi ci appaiono anacronistici. Intendiamoci, non è che uno scrittore non possa scrivere storie appartenenti al passato e un editore non possa pubblicarle, ma quello che è importante è quando e come lo fa: noi vediamo le cose con gli occhi di oggi. Iréne Nemirovsky aveva ritratto il suo mondo, un mondo scampato alla prima guerra mondiale ma che sarebbe stato inghiottito dalla seconda guerra, insieme all’autrice che finirà la sua breve vita in un lager tedesco. Ciò che poteva essere plausibile allora, raccontato allora, è oggi un relitto del passato. Purtroppo!

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    Andy

    03/09/2010 14:11:34

    Stupendo......dopo suite francese forse il libro più bello della Nemirovski. Le struggenti storie di una generazione di giovani uscita dalla prima guerra mondiale con le ossa rotte, che coltiva l'ideale dell'amore e della felicità, mi hanno preso completamente e ho finito il libro praticamente tutto d'un fiato, tolto il tempo materiale alle necessità quotidiane. Lettura affascinante e molto interessante, consigliabile a tutti e in particolare a chi voglia rivivere l'atmosfera della Francia dagli anni 20 del secolo scorso.

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    Elena

    08/07/2010 18:18:49

    Concordo con Emanuela e Beatrice. Non è il miglior libro della Nemirovsky. Riconosco a questo libro una descrizione poetica del vivere quotidiano, con tutto il suo senso di irrequietezza per il tempo che scorre, per la banalità dei gesti abituali, per la paura di finire intrappolati in uno schema già prestabilito. I concetti però sono ripetitivi e sfiancanti: viene descritta una realtà femminile piatta e un po'avvilente, costantemente alla ricerca dell'amore, del batticuore, della passione, come se una vita senza di esse non valesse la pena di essere vissuta, come dimostra il gesto estremo di uno dei personaggi che impazzisce all'idea di non possedere un certo uomo. E' un romanzo ambientato, certo, in un'epoca in cui la famiglia e l'ambito sentimentale rappresentavano l'unica e sola realtà per una donna. Ringrazio il cielo che i cambiamenti sociali e la possibilità di studiare e di lavorare ci abbiano portate lontane da certi modelli... ma siamo sicure che per qualcuna di noi certi desideri non siano ancora attuali?

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