Due - Irène Némirovsky,Laura Frausin Guarino - ebook

Due

Irène Némirovsky

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Traduttore: Laura Frausin Guarino
Editore: Adelphi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 852 KB
Pagine della versione a stampa: 237 p.
  • EAN: 9788845972492
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Gaia la libraia

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«Chi meglio della signora Némirovsky, e con un’arma più affilata, ha saputo scrutare l’anima passionale della gioventù del 1920, quel suo frenetico impulso a vivere, quel desiderio ardente e sensuale di bruciarsi nel piacere?» scrisse, all’uscita di questo libro, il critico Pierre Loewel. Le giovani coppie che vediamo amoreggiare in una notte primaverile (la Grande Guerra è finita da pochi mesi, e loro sono i fortunati, quelli che alla carneficina delle trincee sono riusciti a sopravvivere) hanno, apparentemente, un solo desiderio: godere, in una immediatezza senza domani, ignorando «il lato sordido della vita», soffocando quella «parte d’ombra» che ciascuno si porta dentro. Eppure, quasi sulla soglia del romanzo, uno dei protagonisti si pone una domanda che ne costituirà il filo conduttore: «Come avveniva, nell’unione coniugale, il passaggio dall’amore all’amicizia? Quando si cessava di tormentarsi l’un l’altro per volersi finalmente bene?». Con mano ferma, e con uno sguardo ironicamente compassionevole, Irène Némirovsky accompagna i suoi personaggi, attraverso le intermittenze e le devastazioni della passione, fino alla quieta sicurezza dell’amore coniugale. A volte, certo, alcuni di loro rimpiangeranno «l’ebbrezza triste e folle dell’amore», e a quasi tutti accadrà di inoltrarsi, almeno per un po’, nelle vie perigliose dell’adulterio; ma il tempo riserverà loro una sorprendente rivelazione: che quell’«essere due» che del matrimonio costituisce l’essenza e «il flusso discontinuo, lento e possente dell’amore coniugale» conferiscono alla coppia una sorta di invincibilità.
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    furetto60

    21/01/2019 13:43:27

    Romanzo che potrebbe distruggere qualsiasi illusione su un sentimentalmente riuscito rapporto di coppia: l’unico individuo, secondo l’autrice, non diciamo felice ma con un minimo di soddisfazione è il single, libero di dare sfogo al proprio egoismo. Se il single si lega è solo per portare avanti un rapporto formale, riuscito e utile ai meri fini pratici e forse sopportabile soltanto giunti in tarda età, coll’estrema unzione alle porte. Nulla da eccepire circa l’introspezione psicologica dei personaggi, ma opera carente quanto ad ambientazione sociale e temporale. Vi sono ben tre reduci, i tre fratelli, della Grande guerra, eppure dell’esperienza spaventosa alla quale sono scampati non c’è nulla, sta lì solo come dato di fatto, come parentesi fastidiosa tra un prima e un dopo sostanzialmente immutato, il che mi è poco credibile. Si ricava così l’impressione di un occhio attento ad una quota parte del quadro, come se avesse limitato lo studio, per esempio, della Gioconda al solo volto, all’enigmatico sorriso, trascurando la storia del dipinto, lo sfondo e il resto della figura.

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    Alessandro

    09/12/2013 20:03:57

    Straordinaria tratteggiatrice di caratteri e di atmosfere, Irene Nemirovsky redige con 'Due' (1939) il perfetto campionario delle beghe e delle speranze della vita di coppia. E lo fa trasportandoci dal riso al pianto, dall'ironia al romanticismo più puro. Un libro così può essere letto come un'educazione sentimentale, ma anche come un esercizio di stile se non ci si riesce a immergere nella realtà sociale di quegli anni.

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    cristina

    27/08/2013 11:19:00

    Primo libro che leggevo dell'autrice, non bellissimo ma capace di descrivere un'epoca storica. Una storia d'amore come tante che dovrebbe far riflettere sullo slancio degli amori giovanili e sulla maturità dei legami coniugali quando si insinuano i dubbi sulle scelte e i rimpianti e i rimorsi per ciò che è stato.

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    Valeria

    12/12/2012 18:55:31

    Sono d'accordo con Laura, la trama in questo libro (come in altri della Nemirovsky) non è importante. L'abilità della scrittrice sta nella sua capacità di introspezione, nella descrizione degli stati d'animo, delle sensazioni, dei sentimenti. Molto bello.

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    umberto

    26/05/2012 18:12:59

    Ma è davvero un libro scritto dall'autrice dello splendido "Suite francese"?... L'ho trovato lezioso, al limite della sopportabilità (e qualche volte anche oltre...)

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    Laura

    18/04/2012 11:02:59

    L'abilità della Nemirovsky, a mio parere, non è quello di raccontare una storia, nei suoi romanzi e nei suoi racconti l'intreccio e la trama sono ridotti al minimo - non per niente è ostico, se non impossibile, riuscire a riassumere un suo libro - ma la descrizione di atmosfere, di situazioni. La sua grande maestria è riuscire a far emergere da questi fondali i vari protagonisti, farli prendere vita e tratteggiare così la loro personalità. Tutti i suoi romanzi sono pervasi da una soffusa malinconia: il senso del tempo che passa, della giovinezza che sfiorisce. E anche Due non fa eccezione, l'innamoramento, la passione infuocata della gioventù lascia spazio al matrimonio che descrive in modo spietato: "Il legame coniugale è tanto più forte quanto si basa sull'ipocrisia... Il matrimonio non ha bisogno della persona reale, bensì dell'apparenza, della maschera. Marianne deve vedere in me il marito fedele, lavoratore, come io devo vedere in lei la moglie perfetta. In realtà, chi è lei?... ma per vivere felici abbiamo bisogno di una parvenza di sicurezza. Abbiamo bisogno di creare noi stessi la nostra leggenda: E, piano piano, al di fuori di noi, essa si crea..." Il matrimonio per l'autrice non è quindi un legame tra due persone, ma un vincolo che si crea per necessità e a cui, con il passare del tempo, ci si adegua. Malinconico

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    Lady Libro

    09/11/2011 19:20:36

    Il mio primo "incontro" con la Nemirovsky è stato piacevole, ma non del tutto soddisfacente: la sua capacità di descrivere i tratti psicologici, i fatti e i sentimenti dei personaggi è ottima e in tutte le pagine si percepisce la tristezza, la staticità e la piattezza di questa relazione che certamente nessuno desidererebbe ma che sente reale proprio per come è scritta, ed è forse per questa sensazione, suscitata molto probabilmente con tutta l'intenzione, che non ho apprezzato molto il contenuto e il motivo per cui mi ha un po' annoiata e infuso un forte senso di vuoto e malinconia.

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    Giorgio Chiarot

    03/02/2011 10:07:01

    Ottimo libro della mirabile Nemirovsky. Ho letto tutti gli altri romanzi dell'Autrice e questo, rispetto a Suite francese che è il suo capolavoro, gli sta quasi alla pari. IM scrive questo romanzo con apparente distacco e ciò conferisce alla storia un pò di velata malinconia. Senza farsi coinvolgere dalle vicende, anche un pò forti del libro, riesce a descrivere con eccezionale precisione la differenza che esiste tra amore giovanile e amore coniugale. Entrambi, secondo me, valgono la pena di essere vissuti. Ne consiglio vivamente la lettura (qualche mese prima) a quei giovani che stanno per sposarsi. Fidatevi: è veramente così, poi.... vedete voi.

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    Massimo F.

    01/12/2010 12:12:42

    Richiede un certo sforzo la lettura di questo romanzo: con la 'scusa' di raccontarci una storia anni '20 dal ritmo un po' sonnacchioso, l'autrice propone in realtà un'analisi dei rapporti di coppia (e familiari in genere) tanto acuta, quanto aspra e profonda. La penna della Némirovski diventa una lama affilatissima che con precisione chirurgica e spietata fermezza affonda colpi letali minando le nostre convinzioni e alimentando dubbi: i lettori non possono che partecipare attenti e inquieti a questa cruda rappresentazione di real-cinismo interrogandosi e riflettendo.... Ottimo prodotto, anche se va 'maneggiato' con estrema cura....

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    Federica

    23/11/2010 14:57:27

    Il modo di scrivere della Nemirovsky è accattivante e per questo si fa leggere. Non mi è piaciuto il pessimismo e la distruzione che ritrae del matrimonio e la continua incapacità dei personaggi di non apprezzare quello che hanno, di continuare a ricercare un ideale. Mi ha deluso perchè pensavo, al contrario, che raccontasse come nel matrimonio si possa diventare davvero un essere solo, soprattutto dopo l'incipit di unione profonda descritta ne "i doni della vita".

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    Biagio Mastrangelo

    06/11/2010 20:39:43

    Romantico, vero, crudele. Lo consiglio perchè scava l'animo umano e ne analizza le debolezze.

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    alce67

    05/11/2010 13:04:40

    Un pò una delusione; sempre scritto bene, ma un pò datato nelle modalità in cui i sentimenti sono espressi; poi tutta questa autodistruzione, le emozioni che svaniscono con il matrimonio; angosce, tristezze, suicidio. Forse poteva essere di rottura negli anni '30, ora è solo un pò esagerato e un bel pò noioso.

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    andrea y

    20/09/2010 16:04:28

    Attendere oltre settant’anni per pubblicare un libro (edizione francese nel 1939, traduzione italiana nel 2010) vuol dire che quello che poteva essere, ed era quando apparve, un romanzo attuale, che rispecchiava la vita e gli umori della società borghese della Francia anni trenta, oggi è irrimediabilmente invecchiato e i suoi personaggi ci appaiono anacronistici. Intendiamoci, non è che uno scrittore non possa scrivere storie appartenenti al passato e un editore non possa pubblicarle, ma quello che è importante è quando e come lo fa: noi vediamo le cose con gli occhi di oggi. Iréne Nemirovsky aveva ritratto il suo mondo, un mondo scampato alla prima guerra mondiale ma che sarebbe stato inghiottito dalla seconda guerra, insieme all’autrice che finirà la sua breve vita in un lager tedesco. Ciò che poteva essere plausibile allora, raccontato allora, è oggi un relitto del passato. Purtroppo!

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    Andy

    03/09/2010 14:11:34

    Stupendo......dopo suite francese forse il libro più bello della Nemirovski. Le struggenti storie di una generazione di giovani uscita dalla prima guerra mondiale con le ossa rotte, che coltiva l'ideale dell'amore e della felicità, mi hanno preso completamente e ho finito il libro praticamente tutto d'un fiato, tolto il tempo materiale alle necessità quotidiane. Lettura affascinante e molto interessante, consigliabile a tutti e in particolare a chi voglia rivivere l'atmosfera della Francia dagli anni 20 del secolo scorso.

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    Elena

    08/07/2010 18:18:49

    Concordo con Emanuela e Beatrice. Non è il miglior libro della Nemirovsky. Riconosco a questo libro una descrizione poetica del vivere quotidiano, con tutto il suo senso di irrequietezza per il tempo che scorre, per la banalità dei gesti abituali, per la paura di finire intrappolati in uno schema già prestabilito. I concetti però sono ripetitivi e sfiancanti: viene descritta una realtà femminile piatta e un po'avvilente, costantemente alla ricerca dell'amore, del batticuore, della passione, come se una vita senza di esse non valesse la pena di essere vissuta, come dimostra il gesto estremo di uno dei personaggi che impazzisce all'idea di non possedere un certo uomo. E' un romanzo ambientato, certo, in un'epoca in cui la famiglia e l'ambito sentimentale rappresentavano l'unica e sola realtà per una donna. Ringrazio il cielo che i cambiamenti sociali e la possibilità di studiare e di lavorare ci abbiano portate lontane da certi modelli... ma siamo sicure che per qualcuna di noi certi desideri non siano ancora attuali?

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    mariella agresti

    07/07/2010 17:25:27

    Scontato,inutile,un vero sacrificio leggerlo. L'intuizione consiste nell'aver interpretato l'"UNO" come l'assoluto e il "DUE" come il caos.

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    mariella

    14/05/2010 19:08:08

    Narrare forte ma delicato e a tratti struggente.Una risacca di sentimenti e parole fra il cinismo di un certo tipo d'amore ed il fremito di un certo tipo di sensualità fino alla pace che è un compromesso fra stanchezza e rassegnazione ma mai appagamento.Un difetto: talora scivola ne romanzo d'appendice

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    emanuela

    19/04/2010 22:42:48

    Non è il libro che ho amato di più di Irène. Il precedente Adelphi "I doni della vita" è sicuramente un gradino più su di questo. Resta comunque la sua straordinaria capacità di entrare nelle vite delle persone e rivoltarle come calzini. E' struggente come viene descritta l'evoluzione del senso stesso del matrimonio: certo, questi personaggi vivono circa un secolo fa e non si può pretendere che le protagoniste si laureino, facciano master e pensino alla carriera. La famiglia, l'ambito sentimentale è la loro quasi unica realtà: ma se il contesto storico-sociale è profondamente cambiato, l'irrequietezza, la malinconia di essere soli e quella di essere insieme, l'incapacità di costruirsi alternative al di fuori di precisi schemi...beh, tutto questo è ancora nostro. Per me, il limite di "Due" è una propensione al melodramma, che di solito Irène evita. Ma quante pagine stupende, quanta comprensione poetica delle dinamiche del vivere!

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    Beatrice

    12/04/2010 14:24:49

    Lettura mediocre. Medesimi concetti ripetuti più volte tanto da sfinire il lettore. Una tristezza senza fine, una vita dedita sempre e solo alla ricerca dell'amore. L'ostinazione cieca nel non voler trarre nessun'altra gioia se non dagli amanti e/o mariti. Praticamente la versione originale di Margaret Mazzantiini!!!!! Il voto sufficientemente alto è dovuto ad alcuni passaggi davvero esemplari, che hanno "salvaguardato" la reputazione della scrittrice.

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    isabella

    06/04/2010 19:31:51

    E' davvero difficile riuscire a staccarsi da questo libro meraviglioso. Se mai ci fosse bisogno di conferme sulla qualità di narratrice di Irène Némirovsky, sarebbe sufficiente la lettura di DUE a darne la misura. Si narrano le vicende di due coppie subito dopo la fine della prima guerra mondiale a Parigi. L'atmosfera ricorda Fitzgerald e la sua generazione di "belli e dannati" , la voglia di vivere ad ogni costo, pensando solo al proprio piacere. Ma da qui si passa ad analizzare il rapporto di coppia attraverso una gamma di sfumature sempre diverse ma sempre uguali a quelle che ciascuno di noi ha provato e prova nel corso della vita a due. E' incredibile come Némirovsky riesca a calarci completamente nelle vite dei suoi protagonisti, tanto che l'impressione è quella di vivere noi stessi quelle vite , per quanto riesca naturale al lettore identificarsi con gli stati d'animo dei protagonisti. Lo stile è parimenti affascinante nella descrizione degli ambienti, sia che si tratti del paesaggio francese, sia degli arredamenti di interni,minuziosamente fotografati, tutto contribuisce a precisare ai nostri occhi lo svolgimento delle vite di Antoine, Marianne, Solange, Dominique, dal loro primo incontro nella spensieratezza di una festa, al loro passaggio all'età adulta, con tutto il carico di speranze deluse, amori e dolori che, in fine di romanzo, si intuisce passeranno, come un testimone ai loro figli. La figura dell'autrice segue con partecipazione, ma senza indulgere a facili sentimentalismi, il susseguirsi degli eventi e la crescita dei suoi personaggi. Posso solo augurarmi che altri libri siano sopravvissuti all'infelice conclusione della vita di questa scrittrice, una gemma preziosa nel panorama della letteratura e per chi sia così fortunato da accostarsi alle sue opere

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  • Irène Némirovsky Cover

    Scrittrice ucraina di religione ebraica.Irène Némirovsky, figlia di un ricco banchiere ebreo, fin da giovane venne allevata in modo da parlare fluentemente il francese. Della sua educazione si occupò infatti la tata Zezelle, di madrelingua francofona: la madre di Iréne, Anna Margoulis, non si interessava particolarmente alla formazione della figlia. Oltre al francese, la piccola imparerò il russo e l'inglese. Ben presto purtroppo le leggi razziali cominciarono a mordere: la famiglia Némirovsky si trasferì prima a San Pietroburgo, poi in Finlandia, infine in Svezia.Finchè, nel luglio del 1919 si stabilirono definitivamente in Francia, dopo un avventuroso viaggio in nave. Sembrava che tutto fosse tornato come prima: la famiglia comprò... Approfondisci
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