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Easter parade - Richard Yates - copertina

Easter parade

Richard Yates

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Traduttore: Andreina Lombardi Bom
Editore: Minimum Fax
Collana: Minimum classics
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 20 ottobre 2008
Pagine: 283 p., Brossura
  • EAN: 9788875211837
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Gaia la libraia

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"Easter Parade", uscito originariamente nel 1976 e ora pubblicato per la prima volta in Italia, è un romanzo esemplare della sensibilità di Yates: una saga familiare senza concessioni al romanticismo, un limpido ritratto di esistenze borghesi in bilico fra la mediocrità e le aspirazioni. Le protagoniste sono due sorelle, dal carattere diverso - Sarah più solare e convenzionale, Emily più chiusa e indipendente - ma sempre unite da un legame che a tratti si trasforma in rivalità; i loro destini si dipanano per quasi cinquant'anni, sullo sfondo di un'America che man mano perde la sua innocenza gioiosa (quella immortalata in un'istantanea della parata di Pasqua a cui si riferisce il titolo), alla ricerca di una "felicità" difficile tanto da identificare quanto da ottenere.
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    Rossella

    03/06/2020 16:33:44

    Bellissimo libro,melanconico. L'ineluttabilità della vita secondo Yates,il cappio dei legami familiari.La spensieratezza dell'infanzia e della giovinezza che fa presagire una vita felice e grandi aspirazioni che poi,a poco a poco si infrangono e si trasformano in accettazione o disperazione!

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    ninonux

    03/06/2020 13:30:29

    Due sorelle, due percorsi di vita differenti con un unico comune denominatore: la solitudine. Ennesimo romanzo di Yates con forti richiami autobiografici in cui un sottilissimo (e pressocché impercettibile) umorismo riesce solo a scalfire il generale senso di desolazione che pervade la narrazione, dalla prima all'ultima pagina. La prosa di Yates, scarna ed essenziale, mi ricorda molto quella di Hemingway. E mi piace. Molto...

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    Andrea

    23/05/2020 15:09:45

    Altro romanzo di Yates che tratta, come la sua opera prima, del dramma familiare di una coppia, questa volta due sorelle, le quali sono prigioniere dello scontro tra le proprie ambizioni e la realtà con la quale si confrontano, ciascuna nella propria unicità ma comunque con esiti analoghi.

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    Ilaria

    12/05/2020 11:01:07

    Ho sentito che questo viene considerato un "romanzo minore" di Yates; io non posso paragonarlo ad altri perché è il primo che leggo di questo autore, ma so di certo che non vedo l'ora di andare avanti a scoprirlo, perché mi è piaciuto moltissimo. Una storia tanto triste quanto reale, che tratta di un rapporto tra due sorelle con le sue bellezze ed i suoi difetti, oltre ad altri temi, quali la violenza, il sesso, la follia..

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    Alessandra

    22/02/2020 12:21:36

    È stato già detto tutto nelle precedenti recensioni. Mi soffermo solo a riflettere su quanto possa influire l'educazione, gli esempi e lo stile di vita da parte di un genitore su un bambino per ciò che sarà la sua vita futura. Yates è così fluido nelle parole, così cariche di significato, e allo stesso tempo così malinconico, c'è una continua ricerca di riscatto che, alla fine, seppur con le migliori intenzioni, non arriva mai. Stupendo.

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    Mina

    20/09/2019 13:15:04

    Romanzo autobiografico come tutti gli scritti di Richard Yates che girano e rigirano sempre attorno agli stessi temi: rapporti famigliari difficili, la solitudine, l’alcool come soluzione ai problemi. Yates ci racconta, nell’arco di un cinquantennio, le vite di Emily e Sally le due sorelle protagoniste di Easter Parade, le loro sono vite vissute in superficie, dolori, drammi, falle, imperfezioni dell’esistenza descritti come se fossero in fondo sopportabili, mi piego ma non mi spezzo, come se si potesse convivere con tutto e nonostante tutto, senza mai soffrire troppo. Non ho trovato in Yates tutto il dolore che pensavo, è un libro sulla ricerca della felicità, lo è? Non credo è come se la felicità fosse una ambizione troppo elevata, allora si ricalibrano le prospettive verso il basso e diventa un libro sull’accettazione e sulla rassegnazione, senza troppi traumi, di ciò che la vita offre: non sempre puoi avere quello che desideri devi solo prendere quello che ti viene dato e fartelo bastare (che morale discutibile). I sentimenti di Emily e Sally diventano come diluiti, rimangono sempre sulla cresta dell’onda senza mai scendere in profondità, io invece avrei voluto scendere giù verso il basso e sprofondarmi nei fondali dell’esistenza per vedere le creature degli abissi che vivono nella più completa oscurità. Yates non lo ha permesso. Yates suggerisce, mostra ma non dice.

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    Gianni F.

    21/09/2016 18:41:29

    Sono monotono, ma ai romanzi di Yates il voto è sempre lo stesso. Bellissimo libro con descrizioni di personaggi e situazioni, magistrali. Dialoghi, sempre scintillanti. Purtroppo sempre situazioni tristi e finali commoventi. Da leggere!

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    Carla

    29/01/2014 10:10:25

    E' la storia di tre donne. Una madre superficiale e inadeguata, segna la vita delle figlie che ripercorreranno lo stesso cammino fallimentare. La primogenita annullerà se stessa in un matrimonio violento e la seconda, in perenne ricerca del lavoro e dell'uomo perfetto, finirà frustrata e sola. Potrebbero darsi una mano ma tra loro non c'e' mai vera comunicazione, l'una tende la mano all'altra per poi ritrarla prima che l'altra possa afferrarla. Un romanzo senza luce. Da leggere.

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    Mara regonaschi

    02/09/2012 21:15:13

    E' un libro angosciante, disperato, claustrofobico dove le protagoniste sembrano condannate ad una vita insperata, amara nei dettagli, solitaria e disorientante. Non basta un soddisfacente lavoro a Emily o un'ampia famiglia a Sarah per riscattare la vita di una madre infantilmente egocentrica, follemente illusa dalla visione propagandata di un'America Felice e speranzosa. Come in Revolutionary Road, Yates propone l'idea disillusa di un mondo spietato e ingannevole che riserva sconfitte, debolezza e incapacità di riscatto. E' il tratto fortemente negativo, depresso e maniacale del carattere dell' autore che con uno stile meticoloso, cinico e limpido da della MEDIOCRITA' il tratto distintivo dell'animo umano.

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    ilaria

    11/09/2011 14:44:11

    questo autore si conferma un grandissimo. Sembra non sbagliare un colpo. I suoi libri si leggono da soli e i suoi personaggi malinconici sempre a credito con la vita ti rimangono dentro a lungo. Bello

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    Patroclo

    27/08/2011 18:16:35

    Yates é un grandissimo, disperato e disperante scrittore. é tanto umano - disperatamente umano - quanto fine nella descrizione di sentimenti, ambienti e vite. i suoi romanzi sono allo stesso tempo consigliati a tutti, quanto - per la pronfondissima, umanissima e sempre realistica disperazione che contengono - altamente sconsigliati. voglio dire: nessuno vorrebbe sapere giá ora come andrá a finire nel caso peggiore, no?

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    ferdi

    16/07/2011 10:27:29

    triste, spietato e disperato...in ogni caso un gran bel romanzo...la letteratura americana, anche quella meno celebrata (Yates cmq, nonostante non sia conosciutissimo, e' considerato un caposaldo!) non tradisce mai!

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    armando

    01/07/2011 16:09:09

    Il solito grande Yates. Libro amaro, scritto senza indulgenze, terribilmente vero. Libro laico, inno alla sconfitta e alla solitudine. Autore scomodissimo, Y. racconta in poche pagine la vita intera di due sorelle, in cammino, ciascuna per proprio conto, verso il medesimo triste epilogo. Perché la vita, così insegna Y., è una storia che ha un'unica regia, a prescindere da chi ne siano gli attori. Da leggere assolutamente.

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    silvia

    04/07/2010 12:27:58

    Mi sento di dare il voto massimo a un libro che mi ha dato molto, che mette a fuoco particolari carichi di significato in uno stile essenziale e chirurgico. Yates è un grande e ora che ho finito di leggere la sua opera completa, qualsiasi altro autore mi suona freddo e commerciale e anche superficiale, perché Yates è profondo senza fartelo pesare, ti diverte anzi.

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    Annarita

    02/02/2010 23:30:58

    La storia di Emily e Sarah Grimes, due sorelle diverse, due vite diverse, due modi diversi di ricercare la felicità ed un medesimo destino, quello di non realizzare quella aspirazione. Yates racconta la loro storia con uno stile asciutto e senza alcun indugio al sentimentalismo, sa descrivere efficacemente le debolezze umane e le menzogne con cui le persone ingannano innanzitutto sé stesse. È spietato nel tratteggiare le fragilità umane, la passività di uomini e donne, l'incapacità di costruire il personale destino, di assumere le dovute responsabilità rispetto alla propria esistenza e di affrontare le difficoltà della vita. Non lascia un messaggio positivo, eppure merita di essere letto, senonaltro per imparare a conoscere, distinguere e fare scelte diverse.

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    stefano

    29/07/2009 12:03:29

    Bel libro, bellissimi personaggi, scrittura scorrevole: l'ho aperto pochissime volte proprio perché ogni volta faticavo a richiuderlo. Malgrado ciò, e non è una critica ma una semplice constatazione, è un libro molto triste, certamente da leggersi in un momento, non dico di pace interiore, ma quantomeno di maggiore rilassatezza.

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    la2884

    03/03/2009 12:52:10

    Splendido come tutti i libri di yates, consigliatissimo!

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    Giulia

    22/02/2009 10:11:12

    Come al solito Yates è spietato e molto lucido nel descrivere i clichè borghesi. Nella speranza che ci sia un'alternativa tra le vite diverse delle due protagoniste, lo consiglio, alle ragazze in particolare, perchè possano trovarla.

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    Federica

    07/02/2009 11:27:33

    Il libro è molto bello. Credo che potrebbe interessare chi è attratto dalle dinamiche familiari. Lo consiglio a chi pensa che ci si "intrappoli da soli" e a chi "vuole ma non ottiene, oppure ottiene e non vuole" (come suggerisce la prefazione)

Vedi tutte le 19 recensioni cliente
  • Richard Yates Cover

    Richard Yates nasce da Vincent, aspirante tenore diventato rappresentante della General Electric, e da Ruth, detta Dookie, scultrice sempre sul punto di sfiorare il successo. Dopo l'abbandono del marito, pur senza un soldo Dookie cerca di far frequentare ai figli scuole e ambienti che li rendano persone raffinate.Nel 1944, subito dopo il diploma, Richard viene arruolato e spedito in Francia. Comincia a leggere scoprendo Wolfe, Hemingway, Eliot e soprattutto Il grande Gatsby, che riterrà sempre, con Madame Bovary, il libro-chiave della tecnica narrativa.Congedatosi nel 1946, si sposa a New York; nel 1951 grazie a una piccola pensione assegnatagli per la lieve forma di tubercolosi contratta in servizio può tornare in Europa e dedicarsi per due anni e mezzo alla scrittura a tempo... Approfondisci
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