Alessandra Ginzburg è stata una psicoanalista e saggista italiana. Nata all’Aquila nel 1943, figlia della scrittrice Natalia Ginzburg e dell’intellettuale e antifascista Leone Ginzburg, ha unito nel suo percorso due grandi interessi, la psicoanalisi e la letteratura, indagando in particolare i legami tra inconscio, emozioni e creazione letteraria. Ha studiato letteratura francese con Francesco Orlando e Arnaldo Pizzorusso e si è formata come psicologa, psicoterapeuta e psicoanalista. È stata membro ordinario con funzioni di training della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association. Centrale nella sua ricerca è stato il pensiero dello psicoanalista cileno Ignacio Matte Blanco, del quale ha approfondito e divulgato le teorie sull’inconscio e sulle emozioni, esplorandone le applicazioni sia nella pratica clinica sia nell’interpretazione della letteratura. Un interesse che l’ha portata a interrogarsi sulle analogie tra il linguaggio dell’inconscio e quello della creazione artistica e sul modo in cui la letteratura riesce a dare forma agli aspetti più profondi dell’esperienza emotiva. Tra i suoi lavori ricordiamo, La stoffa di cui sono fatti i sogni e le emozioni. Per un'applicazione clinica del pensiero di Matte Blanco (Alpes Italia, 2020), La «Recherche» di Proust e gli esiti del bacio negato. Per un'applicazione letteraria del pensiero di Ignacio Matte Blanco (Alpes Italia, 2025).
Alessandra Ginzburg è morta nell’agosto del 2026. Il suo lavoro ha rappresentato un originale punto d’incontro tra ricerca psicoanalitica e critica letteraria, due discipline che ha fatto dialogare nella convinzione che la letteratura possa offrire uno strumento privilegiato per esplorare la complessità dell’esperienza umana.