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Steven Millhauser

Traduttore: B. Draghi
Editore: Fanucci
Anno edizione: 2005
Pagine: 437 p. , Brossura
  • EAN: 9788834710982

Recensioni dei clienti

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    paolo

    13/06/2013 20.42.07

    Durante la lettura pensavo: quando scriverò il commento gli darò 5. Poi, il giorno dopo pensavo: gli darò 2. Il lettore si entusisma, convincendosi a tratti di essere di fronte ad un'opera geniale, poi si deprime, travolto dalla noia delle lunghe, estenuanti descrizioni dei giochi dei due piccoli protagonisti, dei loro giri per il quartiere, degli oggetti che li circondano, dei loro compagni di classe (che sanno essere così deludenti, ma anche terribili e affascinanti), delle loro case, dei loro vestiti... Ma resta il fatto che lo stile dell'autore è originalissimo, divertente, sempre in bilico tra verismo e surrealismo, e poi quella magnifica ironia...Non è affatto la biografia di un giovanissimo genio, è la parodia del genere biografico, e del mestiere dello scrittore. Il piccolo Edwin, compagno di scuola (immaginario?)del ben più dotato e spiritoso Jeffrey, che, per una sorta di giovanile infatuazione, ne racconta la (forse) breve vita, è un bambino normalissimo, senza particolari inclinazioni, spesso annoiato, spesso divertito, spesso indifferente, talvolta crudele, come ogni bambino. Ogni tanto scribacchia qualche storiella scopiazzata pari pari dai cartoni animati di cui si nutre o dai librettini per bambini ancor più piccoli di lui (ma che lui predilige), ma tanto basta agli occhi dell'amico Jeffrey per renderlo uno dei più grandi scrittori americani, e la biografia che ne ricaverà dopo la prematura e quasi scherzosa morte di Edwin, quella sì è una grande opera satirica, romantica e di una struggente nostalgia per un'infanzia che non tornerà mai più.

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    francesca

    08/04/2013 12.27.49

    davvero un capolavoro!

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    Libetta

    14/01/2007 17.29.25

    Non si scrive volentieri della morte durante l'infanzia, si rischia l'impopolarità, una selezione tra i possibili lettori, l'etichetta di scrittore cinico. Millhauser tratta con fantasia a tratti delicata in altri punti ironica l'orrore, quello vero ma anche quanto in seguito nell'età adulta può rivelarsi trauma, l'amicizia in tutte le sue drammatiche ingenuità ed intensità, la specialità di ogni primo innamoramento e grande aspirazione. Libro splendido.

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    vanni

    12/09/2005 10.42.40

    Mollate qualunque cosa stiate leggendo e leggete Millhauser. Quest'uomo è un genio. Questo libro è un capolavoro.

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    Vittorio Caffè

    21/07/2005 09.54.18

    Di che colore è fatta l'infanzia? Degli stessi colori che vediamo da adulti? Mi sa di no. E Millhauser la pensa come me. E' uno strano libro, complesso non tanto per com'è scritto (la storia è apparentemente semplice e diretta, uno scrittore precocissimo e geniale raccontato da un amichetto e vicino di casa), ma per le implicazioni... soprattutto per la descrizione del rapporto vampiresco tra chi crea qualcosa (lo scrittore) e tutti quelli attorno che campano del lavoro dello scrittore (critici, biografi, letterati, chiacchieroni di tutte le risme). E poi c'è un occhio veramente acuto sull'infanzia e su tutte quelle cose che ci parevano enormi da piccoli e a rivederle adesso sono così minuscole. Se non me lo fossi già letto, credo che questo libro me lo porterei in vacanza sotto l'ombrellone o in qualche rifugio alpino.

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