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Carlo A. Martigli

Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2012
Pagine: 504 p. , Rilegato
  • EAN: 9788830431980

Quando il cardinale finì il suo racconto Alessandro comprese come tutto fosse vero e logico. Il libro esisteva davvero, il Medici non era né pazzo né idiota, e finché lo avesse posseduto la partita si sarebbe mantenuta patta.

1497. Firenze brucia. L’umanesimo che si è abbeverato alle acque dell’Arno per più di cinquant’anni, destinato a far germogliare i propri semi ancora a lungo, deve fare i conti con potentissime controspinte politiche, religiose e culturali.
Un campione della fioritura meravigliosa di cui Firenze è l’indiscussa capitale, Pico della Mirandola, è morto, lasciando incompiuto il suo progetto di conciliazione fra culti monoteistici. L’aria sembra incendiarsi, sotto la sferza delle durissime invettive di un frate, Girolamo Savonarola, che governa la repubblica fiorentina invocando l’instaurazione di una teocrazia. L’epoca dei Medici è al tramonto, mentre da Roma spira il nero vento dei Borgia, che sembrano avere tutta l’intenzione di attaccarsi al soglio di Pietro ad libitum.
“Grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è ottima”, avrebbe commentato qualche secolo dopo Mao Tse Tung a proposito di tutt’altra congiuntura storica. Ma in quell’ultimo scorcio del quindicesimo secolo, nella travagliatissima Italia, per vedere l’ottimo bisogna godere davvero di vista molto buona.
E certo ci vede benissimo Carlo A. Martigli che, forte dello straordinario e inaspettato successo del suo 999. L’ultimo custode passa in casa Longanesi e consolida le fondamenta di una promettente carriera di scrittore di genere, individuando il proprio territorio d’elezione nella fertile vena che corre sotto i thriller religiosi à la Dan Brown (come si affannano a evidenziare i molti blurb che accompagnano l’uscita di questo romanzo) e sciorinando una conoscenza di tutto rispetto del periodo a cavallo fra Quattro e Cinquecento.
La conoscenza, però, per quanto approfondita, non basterebbe a produrre di per sé una buona storia. Ci vuole un’idea forte, per guidare i caratteri straordinari di cui è costellata l’intera vicenda, ed è qui che l’autore mostra di saper trascendere la mera attendibilità storica per tuffarsi – assieme ai suoi lettori – nel cuore di una macchinazione che attraversa paesi ed epoche lontanissime fra loro per occultare una verità che metterebbe a repentaglio la stabilità della Chiesa, e di tutto il sistema culturale, politico e sociale che su di essa poggia saldamente.
Protagonisti della storia narrata da Martigli sono Ferruccio de Mola, valente condottiero e umanista, erede e continuatore dell’opera di Pico della Mirandola, e sua moglie Leonora, per difendere la quale egli è disposto a tutto.
Poi ci sono un monaco tibetano, Ada Ta, e la sua discepola Gua Li, che dalle remotissime valli del Ladakh giungono sin nel cuore della vecchia Europa portando con sé la testimonianza di un segreto inimmaginabile.
Attorno a loro, un corollario di personaggi storici immaginati a nuovo per l’occasione, fra i quali varrà la pena citare almeno un Leonardo da Vinci tutto dedito ad inventare congegni straordinari, e a coltivare quella distrazione dalle cose mondane che ha contribuito a rendere il suo personaggio proverbiale.
La scrittura di Martigli trova il suo marchio di fabbrica in un montaggio alternato fra scene, di sapore decisamente cinematografico, che ci porta senza soluzione di continuità dalla Firenze del 1497 al Tibet di vent’anni prima, passando per il Bosforo del Corno d’oro e arrivando fin nel cuore del Vaticano, fra i sussurri e le cospirazioni che riempiono pareti e volte affrescate dai geni di quel rinascimento che, appena fuori da quelle stanze, sta cambiando per sempre la storia del nostro Paese.
Ma il messaggio che sottende la vicenda narrata, e cui Martigli aderisce pienamente, travalica la verità del racconto, si alza sulle sue gambe e ci prende per mano, portandoci nelle ultime pagine del libro in viaggio verso una storia possibile, anche se rimossa, e proprio per questo straordinariamente suggestiva.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    Iryna

    31/07/2016 16.57.46

    Sono completamente d'accordo col Giuseppe e Domenico, quelle due persone che hanno dato il libro il voto 1. Non sono riuscita a superare piu' di 200 pagine. Era una noia mortale. Invece, il primo libro dal titolo L'ultimo custode mi e' piaciuto. L'eretico lo sconsiglio.

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    nefelai

    03/04/2015 19.32.01

    Leggo recensioni che vanno dalle stelle alle stalle. Io non ho letto il romanzo precedente, ma sicuramente lo leggerò, perché questo mi è piaciuto. Do un bel 4 perché mi ha incuriosita molto con la storia di Issa, perché il suo stile narrativo l'ho trovato molto fluido, godibile. Mi è piaciuta la voglia di approfondire che fa venire Martigli dopo aver letto il suo romanzo, ho apprezzato i cenni storici che ha inserito alla fine e che aiutano il lettore a ricostruire il periodo storico. In alcuni casi la storia è un po' surreale (come quando Gua Li approfitta di Ferruccio) ma non sono passaggi che hanno influito sul piacere della lettura. Sarebbe bello se i lettori che notano errori storici (almeno quelli più clamorosi) lo segnalassero nella recensione, per aiutare gli altri a non "imparare il falso".

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    giuli

    25/01/2014 12.04.29

    mi è piaciuto molto, infatti dopo averlo letto l'anno scorso l'ho riletto con molta più attenzione notando alcuni particolari che mi erano sfuggiti nella prima lettura.Bravo Carlo.

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    ufficiostampa

    11/10/2013 00.31.52

    Le critiche positive o negative sono sempre bene accettate.L'uffico stampa dell'Autore è aperto a ogni discussione. Grazie a tutti

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    ferruccio

    26/06/2013 10.12.54

    Naturale continuazione de "999-l'ultimo custode"; personaggi storici e immaginari si intrecciano nella narrazione degli accadimenti di fine '400 in quel di Firenze, Roma e Tibet...manca, comunque, il mordente e il fascino intrinseco nel primo romanzo; non mi ha convinto del tutto e in alcuni tratti abbastanza noioso.

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    France

    04/04/2013 09.38.29

    Abbastanza noioso e insulso, sinceramente non mi è piaciuto granchè. Si può leggere "per perdere tempo" in spiaggia (come ho fatto io), ma non mi ha appassionata quasi per niente. Interessanti alcuni spunti storici, per il resto la trama mi è sembrata un po' assurda. Questione di gusti.

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    principe

    18/12/2012 11.28.28

    un libro che cresce nell'interesse e nei fatti descritti, proseguimento de "999 l'ultimo custode che come scrivono altri, va letto sicuramente prima di aprire questo splendido libro. nell'affollato universo di chi vuole usare la fede per per cercare gloria e ricchezza, Martigli si distingue nel creare il racconto da fatti realmente accaduti. chi e' fortemente credente, difficilmente digerira' l'accaduto descritto. bravo Martigli in attesa del prossimo libro.

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    alessia

    08/10/2012 08.21.37

    Ho trovato molto più coinvolgente il precedente romanzo! Concordo nel sottolineare la lentezza!!!

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    Brunella

    31/08/2012 17.58.23

    Me lo avevano consigliato come autore molto simile a Gleen Cooper, invece non è stato così. A volte appassionante, a volte di una noia mortale. Solo la storia di Issa riusciva a risvegliarmi.

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    lorenzo

    26/06/2012 23.05.05

    non servono tanti commenti,gran bel libro,si legge tutto senza stancarsi mai,avvolgente e flessibile,certo non un libro per bigotti o non aperti alla fame del leggere.Tempo di lettura 3 giorni.Bravo Carlo

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    Umberto75

    18/06/2012 18.30.40

    Libro che si dimentica in fretta, appena letta l'ultima frase. Molto interessante invece è l'appendice dello stesso ove vengono descritti storicamente i personaggi citati nel libro e con delle parti da cui prendere spunto per un serio approfondimento.

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    Antonio

    29/05/2012 12.21.58

    Un libro che va letto su molti livelli. A me è parso avvincente, per nulla noioso. La scrittura è scorrevole, e le ambientazioni sono molto attente. Le varie culture che si intrecciano, sono pennellate ognuna con sapiente maestria. Si vede l'attento studio dietro ogni cosa, i personaggi e le loro azioni non sono casuali. Ho letto il romanzo come prima opera di questo autore, e ora sicuramente mi dedicherò al libro precedente, ma non ho trovato né difficoltà né discontinuità. Questo libro pare come il messaggio che reca, ad ognuno fa effetti diversi. A me è piaciuto, ed è piaciuto chi scrive, e l'attenzione che pone nel rappresentare situazioni e personaggi. Ve lo consiglierei, se non leggessi i commenti sottostanti, così diversi tra loro. Se cercate un buon romanzo storico, con numerosi riferimenti a fatti e persone reali, se avete una buona infarinatura di storia e religioni, e se non vi scandalizza un messaggio rivoluzionario e "blasfemo", leggetelo senza altro attendere. Vi piacerà. In caso contrario, prendetelo per quel che è. Un romanzo, un'opera di fantasia. Non necessariamente digeribile, ma comunque una interessante carrellata su uno scorcio di storia. E comunque non è detto che vi piacerà.

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    giancarlo

    10/05/2012 17.09.15

    e' piuttosto complicato dare un giudizio su qs. libro. Se non si e' letto il precedente, qui si perdono forse dei passaggi importanti. tra questi la continuita' della scittura cosi' particolare che ne fa un pezzo forte. chi lo legge come prima opera dell'autore, lo puo' trovare strano, forse noioso, forse difficile da digerire. altra cosa importante leggerlo tutto perche' altrimenti non si capisce affatto il senso che l'autore vuole trasmettere. a fine lettura posso dire che mi e' piaciuto, senza il finale potevo avere un' altra opinione. mi e' piaciuto come su un argomento, discutibile o meno, abbia incentrato un romanzo storico che porta a riflettere su tante cose e su un periodo storico dove la chiesa non ha fatto la sua bella figura.

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    Standbyme

    15/04/2012 17.51.46

    Se l'autore si fosse limitato a scrivere un romanzo incentrato sulla vita sconosciuta di Gesù, ossia il periodo che va dai suoi dodici ai trentatre anni, ne sarebbe uscita un'opera notevole che avrebbe potuto scuotere le coscienze di molti. Purtroppo così non è stato. Il voler contrapporre il messaggio d'amore di Issa e della filosofia orientale alle nefandezze commesse dai Borgia, dai Papi, dalla Chiesa non ha raggiunto l'obiettivo che forse Marsigli si era prefissato. Ne è nato un romanzo lento, poco coinvolgente, con interi passaggi noiosi. Le troppe metafore, citazioni, insegnamenti e perle si saggezza (e non) che ci propinano i molteplici personaggi storici non raggiungono lo scopo e non fanno altro che appesantire la trama. Poca azione, poca suspense, poca partecipazione da parte del lettore. Se escludiamo Issa, paradossalmente spiccano di più i personaggi malvagi rispetto a quelli che stanno dalla parte del Bene. Fallito anche il tentativo del raffronto tra quattro religioni: le tre monoteistiche e il buddismo.

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    laura

    08/04/2012 14.16.18

    E' evidente che la disparità di commenti traccia una linea tra chi si è sentito offeso dal titolo o dall'argomento (e magari non lo ha neanche letto) e chi invece ha letto il romanzo con spirito libero. E' un romanzo storico bellissimo, divertente, arguto e offre due piani di lettura. Uno avventuroso e l'altro pieno di spunti di riflessione. Non è consigliabile ai fondamentalisti di ogni religione, ai bigotti, ai paurosi e a chi rifiuta di confrontarsi con se stesso e con gli altri.

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    Giuseppe-D.

    30/03/2012 18.47.25

    Brutto,brutto,brutto. Noioso, dispersivo con un intreccio di personaggi e riferimenti storici/religiosi, tra cui un errore tratto dalla Bibbia. Scritto veramente male. Sconsigliato.

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    Marcello

    29/03/2012 10.28.02

    Non conoscevo questo autore prima d'ora. Personalmente ho apprezzato l'insieme di questo romanzo, sia nella prosa fluida che nelle descrizioni di personaggi e ambienti. Complimenti.

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    Mauro

    19/03/2012 11.35.47

    Mah.... A tratti avvincente, a tratti estremamente noioso. Non ho capito se vuole essere un romanzo o un "saggio" su un mistero storico. Forse questo filone, ormai ipersfruttato, comincia a dare segni di stanchezza..

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    Filippo

    17/03/2012 10.21.57

    Se l'idea di un diario segreto di Gesù che passa la sua giovinezza in India può sembrare suggestiva, non lo è invece per me la lettura. C'è un monaco buddista dotato di poteri quasi soprannaturali che si rivela ingenuo quando viene catturato dai Borgia; c'è una donna orientale che in occidente corona il suo sogno d'amore grazie ai fumi dell'oppio con un "valente" condottiero, che per tre quarti del libro non intraprende nessuna azione coraggiosa per salvare la sua Leonara; la quale se all'inizio prova repulsione per il fanatismo del Savonarola, non esita però a rifugiarsi tra le sue mura per chiedergli aiuto e protezione. E' un libro farcito di troppi sofismi metafisici e di affermazioni filosofiche degne di Socrate che appesantiscono la trama fino a renderla per me irritante. Se volete scoprire un diario segreto di Gesù, provate "Il Vangelo secondo Gesù" di Saramago.

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    Antonio

    10/02/2012 16.46.13

    Stupendo romanzo! Con un linguaggio accessibile a tutti, Martigli esprime concetti metafisici complessi: Gesù, l'Ipsissima Verba... induce alla riflessione sulla natura umana! Ad un tratto, mentre rileggevo il romanzo, ho avuto come una visione: avevo l'impressione di trovarmi di fronte ad un bellissimo quadro. E quali emozioni mi ha trasmesso! I miei ringraziamenti e complimenti all'autore per il suo talento e per come riesce ad esprimerlo.

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