Il figlio prediletto

Angela Nanetti

Editore: Neri Pozza
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 25/01/2018
Pagine: 232 p., Brossura
  • EAN: 9788854514997

84° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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    Elena

    18/05/2018 15:44:43

    Non è facile per nessun padre scoprire che a suo figlio piacciono gli uomini e la reazione esagerata che ha avuto nei suoi confronti non è una cosa rara... purtroppo. Specialmente nel sud Italia (ma non solo) il disonore e il rispetto sono due pilastri fondamentali della cultura e in questo modo sono stati drasticamente abbattuti, l'unico modo per evitare che si venga a sapere in giro è strappare le "radici" del ragazzo per condurlo in un paese lontano... il più lontano possibile. Fortunatamente, andando avanti con gli anni, la mentalità delle persone si sta ampliando sempre di più ma ci vorranno anni e anni o forse millenni prima che diventi il tutto normale. Che sia proprio questo libro che apre gli occhi al modo dell'omofobia a vincere il Premio Strega? Lo sapremo presto....

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    Valentina Rocchiccioli

    16/05/2018 17:38:04

    Romanzo che strega il lettore già dalle prime righe, in bilico tra una crudele malinconia, in grado di insinuarsi lentamente ma inesorabilmente tra gli anfratti più oscuri dell'animo umano e il desiderio di riscatto dei suoi personaggi che navigano a vista tra la disperazione e la speranza, la paura di un mondo chiuso dietro uno stereotipo e il desiderio di un domani di rinascita.

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    Luisa

    16/05/2018 14:05:35

    Bel romanzo che scorre leggero e che mette in mostra la bravura della scrittrice nel descrivere due mondi opposti. La storia inizia in un piccolo paese della Calabria arretrato e ostile alle diversità e riguarda il povero Nunzio,omosessuale, costretto a scappare a Londra perchè è di imbarazzo per la famiglia e per l'intero paese. Dopo venti anni anche sua nipote, Annina, sarà costretta ad allontanarsi da quel paese rimasto immobile per seguire il suo sogno. Le descrizioni sono ottime e anche le contrapposizioni fra Londra e la Calabria ma più di tutto spicca la descrizione e la forza del personaggio della nonna Carmela, una vera Strega, in grado di primeggiare su tutti.

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    Francesco Colombrita

    16/05/2018 09:40:25

    Schiaffi, colpi forti e a mani nude, calci, graffi: questo è l'impatto delle prime pagine del romanzo. Il prologo ti trascina verso una realtà cruda ma fin troppo familiare, perché è quella stessa realtà che emerge dalle pagine di cronaca e dai tg. Nunzio è la vittima di un turbine di violenza che non lascia scampo e lo segnerà per tutta la vita. La sua storia emergerà piano piano, tra le sue memorie e quelle della nipote, in un divario temporale che sembra riallacciarsi solo nella figura di quella strega della nonna di Annina (nonché madre di Nunzio). La schiettezza e l'inesorabilità della vita si fanno carne in questo libro di Angela Nanetti prendendo le parti di un Dio assente, che guarda da lontano e non interviene; forse non giudica nemmeno.

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    Silvia88

    14/05/2018 09:42:50

    Un romanzo intenso e commovente, che mette in luce il tema dell'omosessualità ancora oggi in molti Paesi considerato un argomento tabù e allo stesso tempo la potenza dell'amore di una madre nei confronti di un figlio. Quelle di Nunzio e di Annina sono due storie di ribellione contro una società ancora piena di pregiudizi e soffocata dalla violenza e dall'omertà. Nunzio, quando sembra aver raggiunto la felicità, andrà incontro a un destino inaspettato; Annina, al culmine della disperazione, riuscirà a liberarsi dei fantasmi che si porta dietro da quando è partita. E ci riuscirà proprio grazie a quello zio mai conosciuto e alla sua ribelle, affannosa e disperata ricerca della felicità. Storia toccante, anche se molto dura; personaggi ben delineati e un intreccio costruito in modo accattivante. Con una scrittura delicata, ma profonda, Angela Nanetti strega i lettori fino all'ultima pagina.

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    Serena Germani

    14/05/2018 09:01:14

    Ho iniziato a leggere “Il figlio prediletto” un po’ per caso e un po’ perché mi era stato consigliato. Non amante del genere mi sono aperta alle lettura con un sentimento di scetticismo che, di lì a poco, si è trasformato in un vera e propria esaltazione tale da portarmi a finirlo in breve tempo con un certo trasporto. La storia di Nunzio, ventenne costretto ad allontanarsi dalla sua vita per nascondere il suo vero essere, e di Annina, sua nipote, scappata per inseguire un sogno fin troppo disapprovato, si intrecciano in questo favoloso romanzo di Angela Nanetti. È una vicenda dai tratti forti, crudeli, così trasparente da farti vedere la tristezza e l'alienazione attraverso gli occhi, le orecchie e il dialetto siciliano dei protagonisti. È una vicenda che sullo sfondo di questa realtà fin troppo feroce ci racconta dell’amicizia, del senso di ribellione, di politica, del desiderio di fuggire da una realtà fin troppo stretta, dell’amore perduto. Due storie che corrono parallele attraverso un salto temporale di venticinque anni, che si stagliano tra la realtà fin troppo cieca e bigotta del Sud Italia ed il cielo grigio e cupo dell'immensa metropoli londinese. Un mix di personaggi apparentemente tanto forti quanto deboli proprio come nonna Carmela, con i suoi “povero figghjio mio”, a volte confidente e a volte vera e propria strega, vi accompagneranno nel corso fin troppo avvincente degli eventi. Una storia da leggere tutta d'un fiato!

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    Monica

    13/05/2018 14:35:13

    Siamo nella Calabria degli anni Settanta e Nunzio, giovane promessa del calcio, è un vent’enne che come unica “colpa”, ha solo l’amore che prova per il suo compagno di squadra Antonio. In una notte d’amore infatti, tutta la sua felicità gli viene rubata dalla sua famiglia, che scoprendolo, interrompe con brutale e straziante ferocia tutti i suoi sogni, costringendolo a scappare verso un mondo nuovo: Londra, un luogo che lo terrà lontano dalla vergogna che potrebbe provocare alla famiglia il solo diffondersi della notizia dell’omosessualità di quel figlio tanto amato. Ricominciare e ricostruirsi, per Nunzio, sarà difficilissimo: un percorso che lo costringerà a combattere con i dolori del suo passato, inizialmente soffocati. Quarant’anni dopo, sua nipote Annina sembra destinata a vivere una sorte molto simile a quella dello zio: attrice per vocazione ma costretta dal padre a vivere una vita da “vera donna di casa” e segregata tra quattro mura ad ogni tentativo di ribellione, è con l’imposizione di un matrimonio con un uomo che non ama che decide di scappare da quel mondo che non le appartiene. Per la famiglia, Annina potrà solo essere figlia, moglie e madre così com’è stato per sua madre e sua nonna. Per la nonna e il padre, “attrice” sarà sempre sinonimo di etera, vagabonda, strega, una parola da rifuggire con ogni parte del loro essere. Annina, si ritroverà così per le strade di Londra, dopo una breve sosta milanese, finendo per ricostruire pezzo dopo pezzo la vita di quello zio che ha da sempre percepito così lontano ma allo stesso tempo così vicino per esperienze di vita e voglia di riscatto. Un perfetto spaccato di vita, passata e attuale, che pone l’attenzione su come alcune tematiche apparentemente superate siano purtroppo ancora oggi ancorate alla nostra società. Una riflessione su quanto ci sia ancora da lavorare per rendere la libertà personale un diritto insito di ogni essere umano e non una lotta che purtroppo si rischia ancora troppo spesso di perdere.

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    Josephine Balan

    12/05/2018 19:59:21

    "Il figlio prediletto" è un bel romanzo che regala pagine struggenti e personaggi così veri da straniare il lettore, quasi fosse sotto l'incantesimo di una strega, e convincerlo che potrebbe incontrarli a lettura finita; nessuno resta fuori da una caratterizzazione vivida e reale, sia i principali sia i secondari. La scrittura è sostenuta, variando in base all'ambientazione e all'effetto. Attuale resta l’argomento, dando al lettore la dimensione di quanto ancora oggi sia difficile lottare per un’autodeterminazione che miri a formare essere liberi, uomini o donne poco importa, e non incasellati da sesso e sessualità. Un racconto toccante, che mette in luce la brutalità dell uomo e la difficoltà di vivere un mondo aperto alle diversità e chiuso dietro uno stereotipo.

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    Antonella Iantomasi

    12/05/2018 16:20:26

    Nunzio è il “figlio prediletto” che, in copertina, si guarda allo specchio e ci costringe a guardarci allo specchio, alla ricerca di riconoscimento e identità, senso dell’appartenenza e graduale consapevolezza dell’estraneità. Ecco i tratti distintivi di un romanzo di formazione, che parla alla nostra coscienza civile, costruito intorno alla figura del protagonista in costante mutamento, sempre in bilico, oppresso dal dissidio tra l’essere e il dover essere, tra l’essere e il sembrare. Sì, perché Nunzio è un predestinato alla prosecuzione della stirpe e alla carriera criminale. Il ragazzo si ribella alle aspettative altrui, all’omologazione, al pregiudizio, al codice valoriale come al machismo imperanti nell’immutabile patriarcato proprio della provincia calabrese negli anni Settanta. Mentre fuori tutto cambia, muta, si evolve, Nunzio si muove in spazi angusti, sonnolenti ed immobili, in cui al fato non si reclama nessuna possibilità di scelta. La piccola grande rivoluzione si manifesta nella scelta di amare Antonio. Allora al rogo la STREGA, al rogo il diverso, che paga la sua scelta con l’impossibilità d’amare. Così le radici vengono recise, così all’ estromissione dalla famiglia si somma il sentimento dell’esclusione dall’ attraente, ma straniante realtà londinese. La distanza geografica, l’assenza, il solco scavato dal tempo non bastano a lavare quelle che, pur dopo anni, ancora molti considerano le colpe di Antonio. Chi ha vissuto a stretto contatto con la morte non prova alcuna pietà neppure per i propri morti perciò la farsa dei funerali è utile soltanto a salvare le apparenze, a fingere ancora, perpetuare un “modus vivendi” in una realtà in cui l’espressione del sé più vero è sempre mutilata, incompleta. Una speranza s’intravede in Annina. Che il diritto al riscatto debba attraversare le generazioni per trovare compimento? Questo è solo uno degli interrogativi posti da un romanzo che scava dentro le certezze individuali e collettive di tutti noi.

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    Francesca Gaffuri

    10/05/2018 10:36:20

    Il peccato. Ambientazione impegnativa, trama altrettanto. E' la storia di un Paese arretrato, buio e chiuso nella paura dell'altro. Non c'è possibilità di cambiamento. La parole stessa cambiamento mette angoscia. Tutto deve svolgersi come è sempre stato. Cosi come nelle tradizioni, nel lavoro, anche nella sessualità. Tutto è peccato, e soprattutto non naturale. E' come se una strega aleggiasse sopra le anime di questi "giovani sfortunati" con i suoi incantesimi. Intrigante e attualissimo.

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    Salvatore

    09/05/2018 14:53:55

    Recensire un libro è sempre difficile, bisogna trovare le parole giuste. Questo libro parla di Amore, quello con la A maiuscola, un amore tra due ragazzi, Nunzio e Antonio. Ma la nostra società se tutt'oggi è piena di pregiudizi immaginatela negli anni Settanta, nel sud del italia, un amore del genere può essere paragonato al grido: "Al rogo la STREGA". Una storia vera che può capitare e che mette in luce la brutalità dell uomo e la difficoltà di vivere un mondo aperto alle diversità e chiuso dietro uno stereotipo. Una lettura scorrevole, intensa e coinvolgente... assolutamente da leggere.

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    salvatore

    09/05/2018 13:30:10

    Il libro racconta, senza falsi moralismi e diaframmi mentali, la cruda realtà di vivere un amore omosessuale in un paesino della Calabria negli anni 70. Questa storia d'amore sarà il movente di un omicidio prima e di un allontanamento forzato poi con il povero Nunzio costretto dalla famiglia a trasferirsi a Londra. Sarà la ribelle nipote Annina a ricostruire la vicenda dello zio Nunzio svincolandosi con la fuga dal padre padrone e trasferendosi anch'essa a Londra, con tutti i sacrifici e le privazioni che questo comporta. Un libro toccante, a tratti struggente che non solo ti strega con i suoi personaggi ma che porta il lettore, allo stesso tempo, a commuoversi ma soprattutto a riflettere.

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    Elide Apice

    09/05/2018 10:07:54

    Un libro che affascina e Strega, che avvince il lettore fin dalla prima pagina che partecipa del grande desiderio di riscatto, una storia che intreccia in maniera mirabile le vite dei protagonisti, che parte dalla Calabria, arriva a Londra e in Calabria ritorna, che ha un inizio sconvolgente e una fine metafisica. Una storia di amori negati, di ‘ndrine e violenza, di negazione della libertà dalla quale i protagonisti riescono ad evadere per scelta o per obbligo. Sarà Annina, figlia e nipote ribelle, a ricostruire faticosamente il passato della sua famiglia mettendo insieme, uno dopo l’altro, tasselli di sofferenza, pezzetti di speranza. Una sofferenza che è destino delle donne e di chi donna si sente e per questo diventa vergogna da punire per pulire le coscienze e difendere l’onore. Tra le righe si legge tutta la difficoltà di non essere omologato, di sentirsi “diversi” per nascita o per scelta in un periodo tra gli anni ’60 e gli anni ’80 (e forse ancora nei nostri tempi), quando era praticamente impossibile ad affermare la propria personalità.

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    Antonello

    08/05/2018 18:18:17

    Strega è la vita bugiarda, dietro facciate di perbenismo che non importa se si è al sud o al nord; che rende tutto infinitamente uguale se l'Amore cosmico non esplode nell'empatia delle generazioni e quando quest'ultime si incontrano strega diventa la loro complicità.

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    Giovanna moltoni

    08/05/2018 15:54:47

    Angela Nanetti ti Strega! E' un libro che tratta temi profondi come il rapporto tra genitori e figli e il tema di una storia d ' amore omosessuale. Consiglio questo libro per la bellezza e la complessita' di questi temi. E per avere una visione piu' empatica. Libro eccellente!

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    Valeria

    07/05/2018 16:06:57

    Fantastico libro che ti STREGA e ti porta ad avere una visione di argomenti delicati come l'omosessualità che è purtroppo un tabù ancora oggi.

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    Michela

    07/05/2018 13:36:13

    Libro drammatico, il protagonista si trova di fronte a situazioni difficili che nemmeno un incantesimo di una Strega potrebbe mutare. Le vicende narrate fanno riflettere su come la società odierna sia cambiata poco, ancora capace di compiere atti disumani e xenofobi.

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    Viviana Di Stefano

    07/05/2018 13:10:52

    Un romanzo che parla di un amore finito male e di come il ragazzo scopre di non avere più fiducia nel mondo e del suo futuro. Padri violenti e una nipote che vuole riscattarsi ed essere libera. Un romanzo degno di partecipare al Premio Strega.

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    Cecilia

    07/05/2018 05:23:08

    L'autrice affronta con piena lucidità un tema che costituisce,nonostante l'evoluzione dei costumi e della mentalità più aperta rispetto al passato, ancora una sorta di caccia alla strega,che in questo romanzo si sostanzia in un sentimento diverso da quello codificato ed accettato nel tempo.Il diverso scatena sempre dinamiche imprevedibili e fare opera di allargamento degli orizzonti è un voler offrire chiavi di lettura nuovi.

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    Viviana Di Stefano

    07/05/2018 00:50:37

    Un romanzo molto interessante che parla di un amore di due giovani finito male, padri autoritari e la scoperta di questa nipote che si sente vicina a suo zio, nel loro voler riscattare la libertà e il rispetto verso i loro sogni. Secondo me romanzo meritevole di un Premio Strega.

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Proposto da Carla Ida Salviati

«La vicenda narrata si dipana nell'arco di circa un ventennio a principiare dal 1970 e ha come poli geografici la Calabria e Londra nei turbolenti anni dei governi Callaghan e Thatcher. Nunzio Lo Cascio, ventenne omosessuale appartenente a una famiglia ‘ndranghetista, viene scoperto dal fratello maggiore in compagnia dell'amante che viene subito ucciso. Il comportamento sessuale risulta inaccettabile per il protocollo valoriale mafioso e quindi Nunzio viene espulso dal clan: messo su un treno per il Nord, senza mezzi economici né culturali, raggiunge infine Londra dove si confonderà tra i migranti, ne condividerà la precarietà e l'emarginazione. Il dolore profondo per la perdita del compagno amato lo segue nelle vicissitudini quotidiane dalle quali sembra uscire dapprima manifestando un certo talento calcistico (presto azzerato da un incidente invalidante) e poi entrando in contatto con il mondo artistico londinese. Ma il destino di Nunzio è contrassegnato dalla sventura: rientrerà al paese natale solo per essere sepolto con una cerimonia – farsa che la famiglia ha allestito per salvare l'onore. Da questo funerale principia il racconto – in soggettiva – di Annina, la nipote di otto anni, che sembra destinata a ripercorrere la via dello zio: appena maggiorenne fugge dalla famiglia e dalla logica della ‘ndrina raggiungendo infine quella stessa Londra dove tenterà un inserimento nel modo dello spettacolo. Tornerà al paese per visitare la tomba della nonna Carmela, arcaica figura di vecchia che ha assistito allo sfacelo della famiglia restando graniticamente attaccata ai valori tradizionali. La struttura del racconto, parte in terza persona e parte in soggettiva, consente di attivare sguardi diversi sulla vicenda, che è densa di drammaticità, a volte persino cupa, attraversata da un dolore palpabile che l'autrice preferisce non mitigare. Anche la surreale agnizione conclusiva – che scioglie solo parzialmente nodi misteriosi – lascia molti interrogativi aperti sulla sorte di Annina. I personaggi sono tratteggiati con maestria: se su tutti si staglia nonna Carmela, vera eroina tragica appartenente ad una società immobile, assai credibile è Nunzio, «bello come un dio greco» che si inceppa nel confronto diretto con il mondo contemporaneo. Meno drammatica è Annina che forse possiede qualche chance per farcela; molto interessante è la figura di sua madre, ignorata da tutti, disprezzata dalla suocera come «una santa Rosalia», ma che cova una ribellione tutta interiore e in totale solitudine. Più di maniera mi sembra la figura dell'aristocratico sognatore marxista che diviene il mentore di Nunzio a Londra: serve peraltro all'economia della vicenda per accennare ai movimenti utopisti che sopravvivevano nell'Inghilterra degli anni settanta.»