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Carlos Ruiz Zafón

Traduttore: B. Arpaia
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: 466 p., Brossura
  • EAN: 9788804592976
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Recensioni dei clienti

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    Monica

    09/05/2016 17.09.33

    Il cimitero dei libri dimenticati Tutto ruota attorno ai libri: quelli dimenticati (giustamente o ingiustamente), e quelli col potere di influenzare le menti, forse di manipolare l'umanità ... David Martin, lo scrittore protagonista, intreccia vita e scrittura fino a confonderle. Zafon mescola anche i generi: è un thriller, condito di suspense, omicidi e inganni, una storia d'amore e d'amicizia, un romanzo sul soprannaturale con angeli, presenze misteriose e guarigioni miracolose. Il vero punto di forza è l'ambientazione: pagina dopo pagina si incontrano i luoghi della Barcelona turistica (le ramblas, il parco Güell, il Barrio Gotico, il Montjuïc) ma raccontati com'erano a inizio 900: riconoscibili ma così diversi, trasfigurati in nero e mistero. La maggiore debolezza del romanzo sta nella prolissità: avrebbe guadagnato molto in incisività se non fosse un dispersivo tomo di quasi 500 pagine in cui c'è materiale per almeno 3 romanzi diversi.

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    Salvatore

    25/11/2015 10.46.38

    Difficile dare un giudizio obiettivo dopo aver letto "L'ombra del vento". Il gioco dell'angelo è sicuramente un buon libro che riprende alcuni personaggi del miglior libro di Zafon ricco di adrenalina, fascino, mistero e un pizzico di paura. La trama è ben sviluppata e coerente anche se a mio avviso restano dei dubbi sui personaggi di Corelli e Marlasca. Ottimo il finale che anticipa il protagonista dell'Ombra del vento, libro che va assolutamente letto dopo il Gioco dell'angelo, sia per una continuità di trama, sia perchè altrimenti non si apprezza a pieno un libro che nonostante sia bellissimo, non potrà mai superare l'Ombra del vento. Consigliatissimo. Voto: 4,5/5

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    Marta Camillo

    12/10/2015 12.52.47

    Non l ' ho saputo apprezzare. L ' ho trovato estremamente noiso, ma sopratrutto c' é un' incongruenza con il seguito, il prigioniero del cielo, dove si racconta che Martin é in carcere a Barcellona ed Isabella muore nel tentativo di salvarlo.......estremamente delusa.

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    Giammarco

    28/06/2015 16.00.30

    Se pur sbagliando, nello scrivere una recensione non mi soffermo mai a trattare la trama del libro perché è quello che non vorrei dover leggere in una recensione alla quale faccio appello esclusivamente col fine di capire quanto, e non se, alla gente sia piaciuto, perché la trama la leggo poi in libreria. Dopo questo piccolo incipit, passo a dire che secondo la mia opinione è questo libro il capolavoro di Zafón, senza nulla togliere a " L'ombra del vento" che pur l'ho trovato un gran bel romanzo per adulti e non. "Il gioco dell'Angelo" è un misto di vera inquietudine, suspense e sentimento che si conciliano nella grande sapienza letteraria dell'autore, che non mi delude mai. Le rocambolesche vicissitudini del protagonista David, combattuto implicitamente tra due figure femminili, si snodano all'interno del romanzo in un connubio di irrealtà e mistero indotte, tra le altre, dalla figura di Andreas Corelli, editore del protagonista, in quanto David è uno scrittore, che gli propone di dar vita ad una storia "innovativa" affinché tutti possano CREDERLA PER VIVERE... Evito di fare troppi riferimenti perché è sicuramente un libro che va letto e capito e torno a ripetere che, per la trama avvincente e per tutte le sua caratteristiche linguistiche e letterarie, lo considero il vero capolavoro di Zafón.

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    Monia

    08/04/2015 12.10.51

    Poco avvincente. Non consigliato.

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    m4rcello

    23/01/2015 16.19.33

    E' il primo romanzo che leggo di zafon, forse avrei dovuto cominciare da quello più celebre. Il libro non è noioso, nella parte centrale si ingarbuglia e il finale mi risulta molto squallido e privo di senso.

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    Samy

    26/07/2014 20.55.09

    Non capisco come si possa dare un voto alto a queto romanzo. Senza fare alcun paragone con L'ombra del Vento però questo davvero è noioso e non sta in piedi. Trovo anche assurdo il fatto di scrivere nel romanzo che il giovane Sempere si sia sposato con una persona che non è quella con cui invece si accasa nell'Ombra del Vento, se riferimenti ci devono essere, che almeno siano corretti. In ogni caso davvero bocciatissimo, spero solo che il terzo sia meglio, visto che li ho presi entrambi.

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    manzoroma

    06/08/2013 16.14.00

    Letto due volte. Si può anche chiedere a Zafon di eguagliare il capolavoro de "L'ombra del vento", ma con la consapevolezza che l'impresa è quasi certamente destinata al fallimento. Lì le parole sgorgano dall'ispirazione, qui la cercano. A cedere sotto il peso dell'aspettativa è la struttura, ben articolata inizialmente, ma che si fa via via troppo lambiccata, contorta, e che verso l'epilogo fatica a dipanarsi, quasi che si sentisse la difficoltà dell'autore di trovare una buona soluzione. Tuttavia, Zafon è Zafon e ancora una volta offre un saggio delle sue immense capacità narrative: mi sono soffermato in particolare su descrizioni e colpi di scena, constatando che sul piano del virtuosismo letterario ci sono pagine ancor più pregevoli di quelle che compongono "L'ombra del vento". Ma appunto, sono pagine che non si armonizzano in una sintesi mirabile, quella che riscontriamo quando abbiamo sotto gli occhi le storie che sembrano scriversi da sole. Detto questo, non posso che accordare di nuovo il massimo dei voti per il semplice motivo che quasi ad ogni pagina sono tornato a meravigliarmi di quanta magia possano sprigionare le parole, se si conosce quella formuletta magica che si chiama Arte.

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    Cristina

    19/02/2013 10.48.34

    Non voglio fare il solito paragone con l'ombra del vento, perché già in molti si sono espressi e sono completamente d'accordo. La storia parte molto bene, è avvincente e oscura come tutte le storie di Zafòn. Nella parte centrale inizia a perdersi, non decolla mai e ti costringe a leggere per capire dove vuole arrivare. Le ultime cento pagine sono incalzanti per il ritmo e poco per il "succo". Il finale è molto suggestivo. Insomma, ho trovato il vero Zafòn nelle ultime dieci pagine, ma non è valsa la pena leggerne prima 450.

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    Nimi

    03/11/2012 11.08.41

    Certamente non ai livelli de "L'ombra nel vento"; comunque un buon romanzo, con una trama piuttosto avvincente, una suspence sempre ben equilibrata, personaggi ben definiti. Non è ai livelli de "L'ombra" ma nemmeno è lontano dal "capolavoro" di Zafòn. Dopo essere rimasto soddisfatto da questi due titoli, aspetto di leggere "Il prigioniero del Cielo" e spero di non restare deluso

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    Ragnetto

    20/10/2012 12.30.20

    Prima ho letto "L'ombra del vento", che mi è piaciuto moltissimo....poi ho fatto l'errore di leggere "Il prigioniero del cielo" (perché, se non altro dal punto di vista cronologico, ne era la naturale prosecuzione) e sono rimasta un po' delusa: un libro così corto e "povero" di contenuti rispetto al primo! Finalmente mi prestano "Il gioco dell'angelo" e che gioia ritrovare lo Zafon che mi aveva tanto entusiasmato! Di nuovo una scrittura densa, ricca di eventi e personaggi, ma fluida e soprattutto avvincente. L'atmosfera gotica e "noir" in questo romanzo si accentua molto, il ritmo diventa incalzante mano a mano che ci si avvicina alla fine e le ultime pagine le ho decisamente divorate. Unico appunto: il finale della storia non è chiarissimo e mi sembra ci siano delle incongruenze rispetto a quanto viene raccontato poi ne ""Il prigioniero del cielo"....ok, non è un appunto di poco conto, ma il voto per me rimane molto alto. Consigliato.

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    Ilenia

    29/07/2012 19.43.43

    Bello, inquietante e travolgente. Zafòn è Zafòn! uno dei miei preferiti, affascina sempre e non delude mai! Non si può non amarlo..non solo per le sue storie, ma per l'impatto delle sue parole, per il suo modo di scrivere, di raccontare le cose e farti sentire le emozioni dei personaggi.

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    barbara

    18/04/2012 18.28.59

    ho trovato il libro francamente molto pretenzioso. A mio parere l'autore scrive spesso le cose che il lettore si aspetta da lui. Io ho trovato tutto abbastanza scontato e prevedibile. Certo è ben scritto ma rimanda a troppe cose già lette.

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    debora

    16/04/2012 22.35.07

    confuso,molto confuso,ti tiene incollato perche' il ritmo e' incalzante ma da un certo punto in poi non si capisce piu' nulla.il finale poi e' decisamente troppo surreale.mi pare uno di quei romanzi scritti solo perche' i lettori si erano oramai affezionati ai personaggi di "l'ombra del vento" e premevano affinche se ne scrivesse un prequel.non mi e' piaciuto

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    sergio

    12/03/2012 08.30.52

    Una prima parte molto bella , molto interessante e scritta magistralmente . Poi le ultime 100 pagine sono un po' "pasticciate" , ed il finale non mi e' piaciuto. Mi sembra abbastanza assurdo . Mi sembra che Zafon sia straordinario quando descrive i sentimenti . Molto meno quando deve descrivere scene di azione . Diventa confuso . il voto 3 e' una media tra 5 della prima parte e 1 della seconda.

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    Valentina

    10/03/2012 22.38.06

    Consiglio di NON leggere questo romanzo subito dopo aver letto "l'ombra del vento" dello stesso autore. Se qualcuno ha già anche letto "Mondo senza fine" di Follet dopo "I pilastri della Terra", la sensazione è la stessa. Purtroppo, come temevo, si tratta di una copia meno sbalorditiva e forse anche più frettolosa del primo. Il primo romanzo puntava sull'ambientazione misteriosa di una città come Barcellona, che ai nostri tempi siamo abituati a vedere più come una città di divertimenti, che come mistero, e questo secondo me costituiva un punto di forza e di originalità che ora viene a mancare. Anche la storia è davvero molto simile, sia nell'intreccio che nel suo carattere di "complotto con connotazioni sovrannaturali" a danno del protagonista. Ci sono molte imprecisioni nell'intricarsi delle vicende e si ha l'impressione che l'autore abbia messo troppa carne a cuocere e non abbia saputo trovare un finale in cui tutti i tasselli tornassero al loro posto. In effetti anche il ruolo di alcuni protagonisti non è molto chiaro e nemmeno il finale. Ripetitive le scene di esplorazione di case antiche e disabitate. Rimane, comunque, l'abilità di Zafon di descrivere ambienti con la giusta sintesi, ma ricchezza di particolari, e di mettere in piedi dialoghi tra i personaggi mai superflui e banali. Il voto complessivo che darei a questo romanzo è 6.5.

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    Roberta

    05/01/2012 15.06.20

    Sicuramente il romanzo più cupo di Zafòn.. La prima parte non è male, anche se non c'è la stessa atmosfera e magia de "L'ombra del vento". Il finale poi è un po' troppo surreale per i miei gusti, le troppe domande del libro non trovano purtroppo altrettante risposte... Con 500 pagine mi aspettavo di più!! Consigliato? Solo se siete veramente appassionati allo stile Zafòn...

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    maria elena zanella

    02/01/2012 17.47.59

    La prima parte è densa di interessantissime riflessioni sulle religioni e sulle chiese che ne sono nate; nonostante l'atmosfera tetra della Barcellona in cui il romanzo ha luogo, molti dei discorsi dei protagonisti sono brillanti e non privi di humor. Nella seconda parte la vicenda diventa, a mio avviso, eccessivamente intricata e strapiena di morti raccapriccianti, ma il libro vale davvero la pena di essere letto.

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    Gabriella

    27/12/2011 16.29.40

    Mi era stato sconsigliato quindi pensavo fosse un libro illeggibile, invece ho trovato una scrittura piacevole con dialoghi divertenti e allo stesso tempo profondi.Isabella e Sempere sono personaggi affascinanti. La trama sembra in continua evoluzione e il finale lascia una libera interpretazione. Nel complesso è un bel libro, sicuramente fuori dal comune.

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    @llefer

    27/10/2011 17.04.06

    Avvolgente, fin dalle prime pagine.... Per chi cerca un pizzico di "l'ombra del vento" non rimarrà deluso.

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