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Il giovane sbirro - Gianni Biondillo - copertina

Il giovane sbirro

Gianni Biondillo

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Editore: Guanda
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 3 maggio 2007
Pagine: 343 p., Brossura
  • EAN: 9788860880567
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Il giovane sbirro

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Gaia la libraia

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Quando ha deciso di entrare in polizia, Ferraro? Perché si è lasciato con la moglie? Quando ha smesso di fumare? Quale è stato il primo morto che ha visto nella sua carriera di poliziotto? Quando ha incontrato per la prima volta il suo collega Augusto Lanza? Molte erano le domande lasciate in sospeso da Biondillo sul passato del suo personaggio preferito. Questo nuovo romanzo risponde a tutto ciò. "Il giovane sbirro" è un prequel, che racconta i primi anni di apprendistato nella polizia del futuro ispettore Ferraro e si colloca, cronologicamente, fra le cose avvenute dopo "Per sempre giovane" sino a quelle accadute il giorno prima di "Per cosa si uccide".
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    archipic

    31/07/2017 15:29:30

    Inizio un po farraginoso; parte centrale molto migliore e finale interessante, così come la struttura del romanzo. Soffre un po troppo le discontinuità temporali ma la lettura è piacevole. Voto medio.

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    Vincenzo

    05/09/2016 20:25:36

    Non paragonabile ai primi due gialli. Rileggo Biondillo a distanza di anni e le qualità' che me lo fecero apprezzare allora sono incostanti, il libro con i flashback biografici non mi e' piaciuto. Leggero' comunque gli altri suoi libri, perché lo stile e le idee sono comunque interessanti e mi piacciono.

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    DIABLERA

    26/04/2008 18:14:05

    premettendo che Biondillo mi piace, anche se in questa sua ultima opera ho trovato un maggiore utilizzo di turpiloqio sempre comunque divertente e mai troppo fine a se stesso, questo libro l'ho letto o in 3 o in 4 notti, non ricordo. mitica la presentazione del mio eroe preferito della serie, che non è Ferraro, bensì Lanza sempre immenso, frastornato, non sei mai sicuro se ti sta pigliando in giro o se è la Natura che ha pigliato lui.... non so se l'opera possa definirsi "provvidenziale" nel senso di scritta sfruttando l'onda, magari era, usando un'epifania di kinghiana memoria, una "noce nel cassetto" tirata fuori in un momento di crisi ispirativa. e poi anche se lo avesse scritto in fretta, beh, allora, complimenti Biondillo, l'hai scritto bene, non sei stato scontato e quanto alla leggerezza dei casi.... oh, ma perchè, un ispettore deve per forza indagare su omicidi efferati? ci sono anche sparizioni di animali domestici, piccoli furti, insomma, siamo anche a Quarto Ogiaro, mica New York! unico neo: troppo poco spazio a Lanza, dai Gianni, rimettimeli in coppia come nel primo libro che mi fai andare in visibilio!

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    GIANLUCA

    11/04/2008 12:56:00

    L'HO LETTO IN UNA SETTIMANA...SCORRE VELOCISSIMO... FRA TUTTI, QUESTO è QUELLO CHE MI è PIACIUTO MENO DI BIONDILLO, HO NOTATO TROPPI PERSONAGGI STEREOTIPATI, PENSIERI CARICHI DI LUOGHI COMUNI..E INCREDEIBILI CASUALITà SEMPRE A FAVORE DI FERRARO.... ALCUNI CASI UN PO LEGGERI...(NON ENTRO NEI DETTAGLI PER NON SVELARE NULLA DELLA STORIA) IN OGNI CASO NON MI HA ANNOIATO.... ANCHE I PROSSIMI LI LEGGERO'

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    Mauro

    21/01/2008 12:02:01

    Ho letto questo libro poco prima di "Piramide" di Mankell e non a caso trattandosi in entrambi i casi di prologhi a storie di personaggi che conosciamo da anni e, a parte il confronto con lo scrittore svedese, a Biondillo stavolta attribuisco un voto basso perchè questo volume mi puzza troppo di opera rapidamente costruita per sfruttare il successo di cui gode al momento e che, a mio parere, ha meritato col primo libro e un po' meno col secondo. Ci troviamo di fronte a una serie di situazioni piuttosto scontate anche se a volte ben congegnate ma che si perdono nella frenesia di pagine che si devono susseguire a un ritmo incalzante per poter descrivere in un volume non troppo pesante circa vent'anni di vita di una persona il che, alla fine, ci consegna un lavoro in cui il thrilling è in secondo piano rispetto alle vicende personali del protagonista che però, per ragioni di spazio, finiscono per essere toccate solo superficialmente. Mauro P.S. Spero che il fatto che sia Wallander che Ferraro siano entrambi poliziotti ultraquarantenni con alle spalle un matrimonio fallito e una sola figlia femmina sia solo una curiosa coincidenza.

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    maurizio '.mau.' codogno

    05/11/2007 10:48:00

    Premessa necessaria: io sono prevenuto. Di Biondillo leggerei anche la lista della spesa, perché il suo stile mi piace alla follia. Che dire allora di questa sua ultima opera? Secondo me, la formula dei vari racconti uniti da un filo logico è sicuramente vincente, e si vede che il risultato è migliore di <em>Per sempre giovane</em> che come scrissi era fondamentalmente un unico racconto allungato a formato di libro. E soprattutto abbiamo la possibilità di conoscere il passato dell'ispettore Ferraro, il che - per un autore che ha come programma quello di fare un affresco della periferia milanese - è sacrosanto. L'analisi battistiana nelle pagine iniziali e finali è un bonus che ho apprezzato come chicca più o meno solo per me, e mi ha reso così felice da non imputare a Biondillo l'erroraccio che ha fatto affermando che le sabbiere sono dei tram della serie Peter Witt (sono precedenti ad esse - le vetture 1928 sono più lunghe di quelle che c'erano prima).

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    Massimo

    15/10/2007 22:50:39

    Non un capolavoro, ma godibile come sempre. Riesce a rendere stuzzicanti anche i classici cliché del poliziotto un po’ sfigato, che fuma e non dovrebbe, in crisi con la moglie, ecc ecc.. Interessante ed originale la modalità di dipanare la serie di racconti noir attraverso il filo conduttore della vita del protagonista: un non romanzo sotto forma di romanzo. Un punto in più per gli emozionanti (almeno per me) riferimenti iniziale e finale a Lucio Battisti. Da leggere con piacere.

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    Simone

    28/09/2007 22:16:14

    E' vero che questo libro scava nel passato per approdare al presente così da spiegare un po' di quel che era Ferraro, ma c'era proprio bisogno? Non è male in senso generale, ma alla fine non è niente altro che una serie di racconti (anche belli), di cui sicuramente uno riciclato. Aspetto presto un nuovo rimanzo vero. Simone

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    Sandra

    24/09/2007 15:12:59

    Il migliore tra i libri che Biondillo ha scritto finora: grazie a quest'opera acquista un senso anche "Per sempre giovane", che mi era parso solo un'anonima scimmiottatura di Hornby.

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    la volpe

    04/09/2007 15:27:01

    Ecco, finalmente con quest'ultimo Biondillo conosciamo gioventù, vocazione e prime esperienze di Ferraro, l'amatissimo ispettore che abbiamo già tanto amato negli altri due volumi già pubblicati dallo stesso autore. Ho trovato molto interessante e ben costruito l'intreccio tra i piccoli episodi di criminalità quotidiana provinciale e la storia di Kledi, storia molto tormentata e a tratti commovente. Chi ruota intorno alla generazione di Ferraro sicuramente si sarà ritrovato in piccoli dettagli che ad altri possono sembrare sfuggenti. Non è solo un giallo, questo: è un libro articolato, pieno di vita, e, soprattutto, scritto benissimo.

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    erika

    29/08/2007 23:10:41

    Un romanzo poco convenzionale... nonostante ricomprenda tante storie in una ha comunque sempre un proprio carattere. L'ho letto d'un fiato.

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    Dario

    25/06/2007 12:27:41

    E' il libro di Biondillo che mi è piaciuto di meno. Bella la parte che riguarda i trascorsi dell'ispettore Ferraro, con scrittura agile e veloce; piena di luoghi comuni e con scrittura lenta e noiosa la vicenda al presente che riguarda Kledi. Personalmente non vedevo l'ora di passare da Kledi a Ferraro. Nonostante tutto da leggere, sicuramente non come primo libro di Biondillo; ha scritto di molto meglio.

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    Nicola81

    16/06/2007 13:22:49

    E’ il terzo di Biondillo che leggo (il mio preferito resta Con la morte nel cuore) e al pari degli altri due leggendolo ho anche riso di gusto ma a lettura terminata mi è rimasta una leggera sensazione di malinconia: del resto il talento di Biondillo risiede proprio nella sua capacità di commuovere e divertire, che gli permette di rendere appassionanti storie che raccontate da altri magari sarebbero banali. Siccome poi anch’io sono un fan di Battisti mi è piaciuto molto l’incipit musicale; mi è piaciuto un po’ meno il racconto Strategie (troppo surreale). Comunque il giudizio è positivo e spero che proseguano le indagini dell’ispettore Ferraro!

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    barbara

    29/05/2007 12:42:28

    ... che dire? Quanto scrive Biondillo mi cattura sempre dalla prima riga e mi lascia - a malincuore - all'ultima. Anche se conoscevo già alcuni dei racconti - apparsi su raccolte antologiche - è stato ancora una volta un immenso piacere approfondire la conoscenza dell'ispettore Ferraro.

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    carlo viani

    17/05/2007 14:53:30

    Michele Ferraro. La genesi. Un domino di eventi dove si intrecciano e si mischiano i confini fra professione e vita privata. L'intro musicale con l'analisi della trasformazione di Battisti è un gioiello e lo stesso Battisti lo ritroviamo nel finale da brivido. Un percorso circolare, come quello dei tram milanesi. Finisci il libro e ti viene immediatamente voglia di riprendere in mano i precedenti per capire meglio Ferraro e rileggerlo sotto una luce nuova.

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    Benedetta Colella

    08/05/2007 23:25:41

    Lepidezza, originalità e passione rendono questo libro, a mio avviso, il migliore di Biondillo, che trova la sua piena realizzazione, secondo me, nel bozzetto più che nell’opera, nel racconto più che nel romanzo. Tra un crimine e l’altro, l’autore ci svela il vissuto di Michele Ferraro, il suo personaggio seriale, che sfugge allo stereotipo dell’investigator cortese come a quello dello sceriffo violento e si rivela uomo, con una storia personale straordinaria e normalissima. Tra le beghe di paese e il caos della metropoli, tra violenze private e pubbliche vergogne, il libro si mantiene brioso ed interessante. Un brivido finale rende indimenticabile la conclusione.

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  • Gianni Biondillo Cover

    Architetto e saggista scrive per il cinema e per la televisione. Fa parte della redazione di Nazione Indiana. Ha pubblicato per l'Universale di Architettura diretta da Bruno Zevi, Carlo Levi e Elio Vittorini. Scritti di architettura (1997) e Giovanni Michelucci. Brani di città aperti a tutti (1999). Nel 2001 ha pubblicato, per Unicopli: Pasolini. Il corpo della città, con un'introduzione di Vincenzo Consolo. Il suo primo romanzo, nel 2004 per i tipi di Guanda, è Per cosa si uccide, "un tributo di riconoscenza dello scrittore verso la propria città, che viene descritta in tutte le sue molteplici sfaccettature". Sempre per Guanda sono usciti Con la morte nel cuore  (2005), Per sempre giovane (2006), Il giovane sbirro (2007) e nel 2008 la raccolta di saggi... Approfondisci
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