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«Vedrei questo meritorio libro come un tassello verso la costruzione di quel razionalismo critico che Vittorio Lanternari ha chiamato un “ecoantropocentrismo”, fondato sulla ricerca di una “nuova alleanza” tra scienze umane e scienze della natura, attento e rispettoso della complessità del rapporto Uomo/Natura/Cultura/Storia» — Francesco Barale, psicoanalista
«Tra catastrofismo ineluttabile e catastrofismo illuminato vi è lo spazio di azione per una comunicazione onesta e produttiva, basata sull’assunto che se la diagnosi è grave c’è tuttavia una terapia praticabile, la quale pur non potendo assicurare una guarigione può almeno arrestare il peggioramento dei sintomi...» – Luca Mercalli, climatologo
Una riflessione a più voci, ricca e approfondita, su diversi aspetti della crisi ecologica, sulle sue implicazioni e sui problemi radicali e urgenti che essa pone. Un compito, non facile, che passa attraverso una «feconda ibridazione dei saperi», sino a «interrogarne i fondamenti». Come evidenziano i curatori, il riconoscimento della gravità della crisi costituisce una sfida senza precedenti, nella quale tanto il danno ambientale quanto l’urgenza di una risposta condivisa si svolgono su scale globali e con ricadute sulle generazioni a venire. Vengono, quindi, proposte al lettore riflessioni per comprendere e per ridurre gli effetti dei meccanismi di difesa individuali e sociali. Che complessità hanno assunto le fonti del disagio umano! – scrive Francesco Barale –, rispetto ai tempi de Il disagio della civiltà di Freud. Complessità che costringe a un necessario ripensamento del conflitto nucleare Natura/Cultura... L’obiettivo di questo libro è quello di individuare, con passione etica e insieme con rigorosa razionalità, un approccio nuovo al modo di pensare le continuità e le discontinuità tra l’uomo e il suo ambiente, cercando la via tra due ordini di rischi opposti: da un lato quello del catastrofismo, dall’altro quello del negazionismo.
Testi di Alfredo Lombardozzi (psicoanalista con funzioni di training SPI, antropologo, professore di Antropologia psicoanalitica, Università di Chieti); Cosimo Schinaia (psichiatra, già direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Genova Centro, psicoanalista con funzioni di training SPI); Francesco Barale (psicoanalista con funzioni di training SPI); Adela Abella (medico psichiatra di bambini, adolescenti e adulti, membro formatore della Société suisse de psychanalyse); Jhuma Basak (psicologa e psicoanalista di training dell’Indian Psychoanalytical Society, full member IPA); Stefano Caserini (ingegnere ambientale, dottore di ricerca e professore associato, Università di Parma); Costantino Gilardi (psicologo, teologo e membro ordinario e didatta della Association Lacanienne Internationale); Mark Halle (esperto di politiche ambientali, Senior Advisor di NatureFinance e dei Financial Centers for Sustainability); Luc Magnenat (psicoanalista, membro formatore della Società Psicoanalitica Svizzera, full member IPA); Jean-Paul Matot (psichiatra infantile, full member IPA, della Federazione Europea di Psicoanalisi, della Società Belga di Psicoanalisi e del Gruppo Mediterraneo della Società Psicoanalitica di Parigi); Luca Mercalli (climatologo, direttore della rivista «Nimbus», presiede la Società Meteorologica Italiana); Niccolò Scaffai (professore ordinario di Letteratura italiana contemporanea all’Università degli Studi di Siena, dove dirige il Centro Interdipartimentale di Ricerca Franco Fortini); Mauro Van Aken (antropologo, professore associato presso l’Università Milano Bicocca, dove insegna Antropologia ambientale e crisi climatica); Sally Weintrobe (membro della British Psychoanalytical Society, ha presieduto il Comitato per il clima dell’IPA, di cui è full member).
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