Traduttore: L. Fusari
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2016
Pagine: 332 p., Rilegato
  • EAN: 9788804669791

14° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Thriller e suspence - Legal thriller, thriller politico

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Recensioni dei clienti

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    Luca

    04/11/2017 19:50:18

    Non il miglior Grisham. Meno tensione del solito, tutto troppo lineare, senza grandi colpi di scena, ma nel complesso un buon libro.

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    n.d.

    16/10/2017 09:43:48

    molto molto molto bello....si legge tutto d'un fiato!!!

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    Elitza

    04/06/2017 07:36:06

    Leggo da sempre Grisham, ma qualche romanzo è troppo banale. Questo, anche poco realistico e montato, come trama. Il modo in cui si svolge la storia e sempre la stessa. Lo stile, da sempre, e tutt'altro che letterario; sembra più un articolo di giornale, o un documentario sulla professione legale in America. 20 anni fa era divertente leggere Grisham, e vedere i relativi film, colpivano di più. Come scrittore avrebbe dovuto innovarsi un po, negli anni. Rimanere sul legale thriller, ma cambiare un po il tema.

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    Giovanni Albieri

    17/02/2017 16:49:03

    Dopo "L'avvocato canaglia" mi aspettavo ben altro, è uno dei miei autori preferiti, ma sono rimasto deluso.

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    Roberto

    09/02/2017 10:59:28

    Alcune considerazioni espresse nelle recensioni precedenti a questa mia, possono essere condivise. Qualche sbavatura di qua e di là, qualche caduta di tensione, una facile prevedibilità del finale, un tono da articolo giornalistico nelle ultime venti, trenta pagine. Grisham, però, c'è tutto ed è, questo, un libro che vale la pena di leggere anche se non da cinque stelle.

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    MassimoB

    20/12/2016 05:40:54

    Sono perfettamente d' accordo con Marcello. Da Grisham mi aspetto qualcosa di meno banale. Certo, scritto bene ma che noia!

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    Paolo

    11/12/2016 12:10:18

    I libri di John Grisham raccontano sempre vicende reali, lineari e credibili. Tuttavia , mi chiedo dove sta il romanzo, perché la trama, come in molti libri di questo autore, procede sempre in modo lineare, piatto senza particolari colpi di scena; si sa già chi sono i buoni e i cattivi e come andrà a finire. Non ci sono le emozioni , i sentimenti, l’ironia o bei dialoghi con frasi da ricordare. Sembra soprattutto nella parte conclusiva del libro di leggere un articolo di giornale. Direi per finire che si trovano più colpi di scena leggendo l’elenco telefonico di una grande città.

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    marcellp

    05/12/2016 21:35:16

    Inizio fumoso e noiosetto che gira, gira intorno al nulla forse troppo. Poi lentamente decolla con l'FBI a mo' di racconto senza grande thrilling ed infine "arrivano i nostri". Un po' troppo poco , appena dignitoso e senza smalto

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    Sergio

    24/11/2016 11:24:23

    Il legal thriller è un genere assolutamente vivo e spesso molto interessante. Grisham ne è certamente uno degli esponenti di maggior rilievo e la sua competenza anche professionale si legge sempre tra le righe delle sue storie. Forse con gli anni ha perso un pochino di entusiasmo, sopperisce però con una tecnica narrativa impeccabile.

Vedi tutte le 9 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Le prime frasi del romanzo

L'autoradio trasmetteva soft jazz, un compromesso. Lacy, proprietaria della Prius e perciò della radio satellitare, detestava il rap tanto quanto il suo passeggero Hugo detestava il country moderno. Avevano provato con i talk show sportivi, la radio pubblica, con i canali di vecchi successi, con quelli comici e con la BBC, evitando il bluegrass, la CNN, l'opera e cento altre stazioni, ma non erano riusciti a mettersi d'accordo. Per frustrazione lei, e stanchezza lui, avevano gettato la spugna quasi subito e si erano fatti andare bene il soft jazz. Roba leggera, per non disturbare il lungo e profondo pisolino di Hugo. Roba leggera perché Lacy non impazziva per il jazz ma nemmeno ne era irritata. L'ennesima concessione reciproca, o qualcosa del genere; una delle tante che da anni caratterizzavano la loro collaborazione. Lui dormiva, lei guidava ed entrambi erano soddisfatti.
Prima della grande recessione la Commissione disciplinare giudiziaria aveva avuto a disposizione una piccola flotta di Honda, tutte di proprietà dello Stato, a quattro porte, bianche, con pochi chilometri. I tagli al budget, purtroppo, le avevano fatte sparire costringendo Lacy, Hugo e una sfilza di altri funzionari statali della Florida a usare le proprie vetture anche per lavoro, con un rimborso di meno di un dollaro per chilometro. Hugo, quattro figli e un pesante mutuo da pagare, aveva una vecchia Bronco che bastava a malapena a portarlo in ufficio, figuriamoci in trasferta per lavoro. Perciò dormiva.