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Editore: Adelphi
Collana: Fabula
Anno edizione: 2011
Pagine: 155 p., Brossura
  • EAN: 9788845925559
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Recensioni dei clienti

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    Chiara

    08/07/2014 10.14.10

    Ho trovato questo libro inconcludente, assurdo, noioso e non ben scritto.

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    patrizia balit

    18/05/2012 18.29.00

    Perfetta la copertina della Adelphi, un quadro di Munch che raffigura una donna dai lunghi capelli rossi colta di spalle come la Itria Panedda. La narrazione scorre in puro stile Niffoi, ormai diventato un linguaggio a sè. A differenza delle altre opere, non è facile "entrare" in questa storia, anzi, il lettore suo malgrado rimane incastrato nel ruolo freddo di osservatore. La storia vive di contatto cui subentra un contrasto, dove un sentimento d'amore, un odio forte. Su tutto, campeggia la solitudine di ciascuno, sia voluta, sia indotta e subìta, ma nera ed inquietante.

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    fabien

    13/10/2011 12.48.53

    Il racconto ha troppo dell'onirico e tende, soprattutto nella seconda parte, a diventare noioso. Quasi il Niffoi si sia forzato per dare un finale apprezzabile e positivo alla sua opera. Certo che Panedda è personaggio che per nulla somiglia alla tragica Mintonia: non ne ha la caratura. La morte dei responsabili dell'assassinio del capraro, si appalesa grottesca e quasi comica. Voto basso: 1/2

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    chiara

    03/10/2011 09.14.59

    Sono perfettamente d'accordo con Diego. Per un buon tratto il libro è all'altezza dell'Autore. Ci sono le sue atmosfere che ricordano il realismo magico sudamericano, i suoi affreschi di vita contadina che pure riflettono una cultura e una civiltà millenarie. Poi tutto si sfilaccia, in un finale di una banalità inattesa. Peccato, andava tutto così bene!

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    Diego

    27/07/2011 16.56.23

    Per i primi 3/4 il libro è piacevole, a tratti affascinante, i personaggi hanno piglio feroce e sanguigno, tipico di un paese isolato e isolano. Poi però la trama diventa incredibile, grottesca in maniera forzata. Come in un brutto film horror quando, per tenere alta la tensione, il sangue comincia a scaturire a fiumi tutti si accorgono che è salsa di pomodoro...

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    marcello

    03/04/2011 19.01.53

    Diversamente da Onorio questa breve elegia fantastica nella quale il sogno sopravvive alla durezza primitiva barbaricina mi ha affascinato. Il mondo di Niffoi è questo, può piacere,può apparire ripetitivo e può stufare ma il messaggio arriva sempre condito di durezze primordiali, ma anche da aneliti moderni. Dipende dall'accoglienza d'animo del lettore e dalla pazienza che si ha ad... assaporare.

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    onorio

    09/03/2011 11.33.14

    Niffoi è andato una volta da giovane a Macondo e non è più tornato a casa. Ogni tanto riesce a essere quasi sudamericano. Ciò che dà fastidio è che Niffoi per primo e tanti lettori e non pochi critici lo ritengano sardo genuino in ogni sillaba del suo scrivere. Il suo primo libro si gode. Il secondo incomincia a subirsi. Il terzo stanca. Ciò spiega anche che trovi sempre qualcuno che rimane colpito. Al mondo ci sono colpe peggiori. E anche libri peggiori di questo suo ultimo, per il quale speravo ancora in qualche miracolo delle sue metafore. Non so se sarò tenace quanto lui, l'Adelphi e il mercato.

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